Roma, 3 nov. 2026 – L’Unione Stampa Periodica Italiana USPI informa in ordine agli aggiornamenti di Meta sulle condizioni di utilizzo delle proprie piattaforme. Dal 30 ottobre, il gigante dei social, ha avviato l’ utilizzo di bot e web crawler per accedere alle informazioni di tutti i siti delle testate giornalistiche che utilizzano Whatsapp, Instagram, Facebook e Messenger, e utilizzarle per addestrare i propri modelli IA (Intelligenza Artificiale).
Il dibattito è nato dopo un articolo di Niemand Lab, dove tre esperti di diritto hanno evidenziato le criticità di questa modifica. Ciò non fa che riaccendere il già burrascoso rapporto tra giornalismo e IA.
Cosa implementano le modifiche
Dal 30 ottobre, quindi, Meta potrà raccogliere dati e aggiornamenti dai siti web collegati agli account aziendali sulle sue piattaforme, e per farlo utilizzerà strumenti automatici, che comprendono crawler, bot e web scraper.
Gli editori di tutto il mondo sono preoccupati, visto che Meta potrebbe utilizzare le informazioni tratte da questi siti e riproporle attraverso i propri servizi (tra cui i sistemi IA), creando concorrenza.
Al momento, l’unica alternativa che l’azienda ha espresso per coloro che rifiutano queste modifiche è quella di eliminare i propri account dalle piattaforme interessate. E per molti editori, questo sarebbe un duro colpo per la propria visibilità.
La risposta di Meta
A seguito degli articoli e delle proteste, Meta ha successivamente sostituito il termine “addestrare” con “pubblicizzare e sviluppare prodotti aziendali” all’interno delle nuove condizioni, ma questo, secondo i giuristi, non risolve il problema.
La compagnia ha inoltre affermato che i propri bot e crawler possono essere bloccati o limitati usando robots.txt, come spiegato nella loro pagina sviluppatori. Ma il file robots.txt non impone un obbligo, e seguirne le indicazioni è completamente volontario.
In conclusione, come afferma Matt Topic, avvocato in media e proprietà intellettuali, “La versione rivista dei nuovi termini consente ancora a Meta di utilizzare quel contenuto raccolto per sviluppare qualsiasi ‘prodotto aziendale’. Penso che ‘sviluppare’ sia abbastanza ampio da includere ‘addestrare’”.
Articolo di E.M.

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