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USPI informa. Meta modifica i termini: addestramento IA con siti degli editori

Roma, 3 nov. 2026 – L’Unione Stampa Periodica Italiana USPI [1] informa in ordine agli aggiornamenti di Meta [2] sulle condizioni di utilizzo [3] delle proprie piattaforme. Dal 30 ottobre, il gigante dei social, ha avviato l’ utilizzo di bot e web crawler per accedere alle informazioni di tutti i siti delle testate giornalistiche che utilizzano Whatsapp, Instagram, Facebook e Messenger, e utilizzarle per addestrare i propri modelli IA (Intelligenza Artificiale).

Il dibattito è nato dopo un articolo di Niemand Lab [4], dove tre esperti di diritto hanno evidenziato le criticità di questa modifica. Ciò non fa che riaccendere il già burrascoso rapporto tra giornalismo e IA. [5] 

Cosa implementano le modifiche 

Dal 30 ottobre, quindi, Meta potrà raccogliere dati e aggiornamenti dai siti web collegati agli account aziendali sulle sue piattaforme, e per farlo utilizzerà strumenti automatici, che comprendono crawler, bot e web scraper. 

Gli editori [6] di tutto il mondo sono preoccupati, visto che Meta potrebbe utilizzare le informazioni tratte da questi siti e riproporle attraverso i propri servizi (tra cui i sistemi IA), creando concorrenza. 

Al momento, l’unica alternativa che l’azienda ha espresso per coloro che rifiutano queste modifiche è quella di eliminare i propri account dalle piattaforme interessate. E per molti editori, questo sarebbe un duro colpo per la propria visibilità [7]. 

La risposta di Meta

A seguito degli articoli e delle proteste, Meta ha successivamente sostituito il termine “addestrare” con “pubblicizzare e sviluppare prodotti aziendali” all’interno delle nuove condizioni, ma questo, secondo i giuristi, non risolve il problema. 

La compagnia ha inoltre affermato che i propri bot e crawler possono essere bloccati o limitati usando robots.txt, come spiegato nella loro pagina sviluppatori [4]. Ma il file robots.txt non impone un obbligo, e seguirne le indicazioni è completamente volontario.

In conclusione, come afferma Matt Topic, avvocato in media e proprietà intellettuali [8], “La versione rivista dei nuovi termini consente ancora a Meta di utilizzare quel contenuto raccolto per sviluppare qualsiasi ‘prodotto aziendale’. Penso che ‘sviluppare’ sia abbastanza ampio da includere ‘addestrare’”.

Articolo di E.M.

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