Il missionario Biagio Conte, 22 giorni in preghiera e digiuno contro mali vizi e soprusi: messaggio a Chiesa e religioni

Fratel Biagio fondatore della Missione Speranza e Carità a Palermo, struttura per l' accoglienza degli ultimi, continua la penitenza in una grotta nell’entroterra della Sicilia, per chiedere al buon Dio la conversione di tutti verso il Bene Comune

Palermo 22 giugno, 2020– Diventano ventidue i giorni, in cui il missionario laico Fratel Biagio, fondatore della Missione Speranza e Carità che ospita gratuitamente 1100 persone povere a Palermo, digiuna nutrendosi di sola eucarestia, prega e fa penitenza in una grotta, nell’entroterra della Sicilia. Fratel Biagio è molto magro come mai è stato, ma è ricolmo di energia; accanto a lui, nella grotta, vi è una teca con il Santissimo ed è in compagnia della bellezza della natura. Il missionario sente di continuare il digiuno, la preghiera incessante per chiedere al buon Dio la conversione di tutti verso il Bene Comune e lancia un:



APPELLO ALLA CHIESA E A TUTTE LE RELIGIONI

” Carissima e amata Chiesa e tutte le varie religioni, religiosi e religiose: dobbiamo rafforzare sempre più la preghiera e l’operato per aiutare e liberare i tanti uomini e donne schiavi di tanti malsani vizi e schiacciati da tante dipendenze negative.
Sono molto rattristato e fortemente addolorato per il perpetrarsi dei tanti e tantissimi mali, vizi, ingiustizie, violenze, sopraffazioni, omicidi, suicidi che si moltiplicano quotidianamente nella nostra sofferta e malata società, soprattutto nelle città e nei paesi. Purtroppo stanno aumentando sempre più i cittadini oppressi e schiacciati dalle schiavitù delle dipendenze negative, dell’alcool, delle droghe, delle sigarette cioè della nicotina, del gioco delle scommesse, delle mode che non rispettano la persona e il corpo e di tante altre negative dipendenze. Ho visto in questi anni ammalare e morire tantissimi uomini e donne, schiavi di queste dipendenze negative: adesso basta, bisogna invocare l’aiuto del Buon Dio.
Carissimi religiosi e religiose è chiaro che questa società purtroppo ha commesso un grave errore: si è allontanata da Dio e dal nostro prossimo. E adesso sarà nostro dovere e impegno invitarla a ritornare a Dio e al nostro prossimo, soprattutto a quelli più in difficoltà, poveri e disagiati aiutiamo anche quelli schiacciati dalle dipendenze negative, richiamandoli, correggendoli, e guidandoli nella retta via, cioè al bene.
Preghiamo per i giovani che sono tanto a rischio per l’assenza del lavoro, per un futuro non stabile, incerto, insicuro e stiamo vicino a quelli più fragili, sia ai giovani locali sia agli immigrati; rischiano di precipitare nelle sabbie mobili, cioè nel giro dello spaccio, della prostituzione, della delinquenza. 
Adesso basta: bisogna subito impegnarci a costruire una società più civile e più giusta che tuteli soprattutto i giovani e i meno giovani, la famiglia e ogni singolo cittadino. Impegnandoci così a creare una più vera e stabile generazione non più nel male ma nel bene. 
Appello urgentissimo a tutte le Istituzioni, a tutte le professioni, alle scuole, ai mezzi d’informazione, a tutte le nazioni, alla chiesa, a tutte le religioni e in non religiosi: facciamo attenzione, non si deve acconsentire e permettere l’utilizzo e il consumo di tutto ciò che causa e determina le dipendenze negative.
Carissimi religiosi e religiose, facciamo attenzione ad essere anche voi liberi da queste dipendenze negative; siate prudenti per essere di buon esempio. Come dice il buon Dio “ama il prossimo tuo come te stesso”; chiaro che se ami e rispetti te stesso potrai amare e aiutare anche e soprattutto il tuo prossimo. E così tutti insieme possiamo debellare questi mali e costruire un mondo migliore.
Carissimi religiosi e religiose in comunione con tutta l’umanità rispondiamo a questa società malata e disobbediente con la preghiera e le opere buone di carità e di solidarietà cercando di invitare tutti a una vera conversione, al buon Dio, al nostro prossimo per il bene comune.”


Pace Speranza


Fratel Biagio
piccolo servo inutile

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