Antitrust: risultati indagine UE sull’internet degli oggetti di consumo

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza: Secondo la maggior parte dei portatori di interessi che hanno partecipato all'inchiesta settoriale, il costo degli investimenti tecnologici costituisce uno dei principali ostacoli all'entrata ed espansione nel settore...

Bruxelles gennaio 2022- Commissione europea ha pubblicato i risultati della sua indagine settoriale sulla concorrenza relativa all’internet degli oggetti di consumo. La relazione finale e il documento di lavoro che la accompagna individuano potenziali problemi di concorrenza nei mercati in rapida crescita dei prodotti e dei servizi connessi all’internet degli oggetti nell’Unione europea.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “L’internet degli oggetti di consumo è sempre più parte della nostra vita quotidiana. I risultati della nostra indagine settoriale confermano le preoccupazioni individuate nella relazione preliminare. Si tratta di un mercato con forti barriere all’ingresso e pochi operatori integrati verticalmente e caratterizzato da preoccupazioni per quanto riguarda, tra l’altro, l’accesso ai dati, l’interoperabilità o le pratiche di esclusività. Confidiamo che i risultati dell’indagine orienteranno in futuro i lavori della Commissione sul controllo del rispetto delle norme e sulla regolamentazione; inoltre, ci auguriamo che incoraggino le imprese ad agire in modo proattivo per rispondere a queste preoccupazioni”.

I documenti pubblicati presentano le conclusioni della Commissione, tenendo conto delle osservazioni ricevute nel corso della consultazione pubblica sulla relazione preliminare del giugno 2021 e confermano le conclusioni della relazione preliminare pubblicate in quello stesso mese. Le osservazioni comprendono i contributi di portatori di interessi quali i principali attori dell’internet degli oggetti di consumo, fabbricanti di dispositivi intelligenti, fornitori di servizi di contenuti creativi, associazioni ed operatori delle telecomunicazioni.

Principali risultati dell’indagine settoriale

I principali risultati dell’indagine settoriale sull’internet degli oggetti di consumo riguardano i seguenti aspetti, già evidenziati nella relazione preliminare: i) le caratteristiche di tali prodotti e servizi, ii) le caratteristiche della concorrenza in questi mercati, iii) le aree potenzialmente problematiche indicate dai portatori di interessi in relazione all’attuale funzionamento del mercato dell’internet degli oggetti di consumo e le prospettive future del settore.

Caratteristiche dei prodotti e dei servizi dell’internet degli oggetti di consumo

I risultati dell’indagine settoriale indicano che l’internet degli oggetti di consumo è in rapida crescita e sta diventando sempre più parte della nostra vita quotidiana. Inoltre, aumenta la disponibilità di assistenti vocali utilizzabili come interfacce utente che consentono l’interazione con altri dispositivi intelligenti e servizi di internet degli oggetti di consumo.

Caratteristiche della concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi dell’internet degli oggetti di consumo

Secondo la maggior parte dei portatori di interessi che hanno partecipato all’inchiesta settoriale, il costo degli investimenti tecnologici costituisce uno dei principali ostacoli all’entrata ed espansione nel settore. Questi costi sono particolarmente elevati sul mercato degli assistenti vocali. La situazione concorrenziale costituisce un altro ostacolo importante all’entrata nel settore, in quanto un gran numero di portatori di interessi ha segnalato difficoltà a competere con imprese integrate verticalmente che hanno costruito i propri ecosistemi all’interno e all’esterno del settore dell’internet degli oggetti di consumo (ad esempio Google, Amazon o Apple). Tali imprese determinano i processi per integrare i dispositivi e i servizi intelligenti e mobili in un sistema di Internet degli oggetti di consumo, dal momento che forniscono i sistemi operativi dei dispositivi mobili più comuni e i principali assistenti vocali.

Principali ambiti potenzialmente problematici

I portatori di interessi hanno espresso preoccupazioni riguardanti i seguenti ambiti:

  1. determinate pratiche di esclusività e di vendita vincolata connesse agli assistenti vocali, e le pratiche che limitano la possibilità di utilizzare assistenti vocali diversi sullo stesso dispositivo intelligente;
  2. il ruolo degli assistenti vocali e dei sistemi operativi per dispositivi intelligenti come intermediari tra gli utenti, da un lato, e i dispositivi intelligenti o i servizi di internet degli oggetti di consumo, dall’altro. Questo ruolo, combinato con la loro funzione chiave nella produzione e raccolta dei dati, consentirebbe a questi intermediari di controllare i rapporti con gli utenti. In tale contesto, i portatori di interessi hanno espresso preoccupazione anche in merito alla reperibilità e visibilità dei loro servizi di internet degli oggetti di consumo;
  3. l’ampio accesso ai dati, comprese le informazioni sulle interazioni tra utenti e dispositivi intelligenti di terzi e i servizi di internet degli oggetti offerti da fornitori di assistenti vocali. I portatori di interessi ritengono che l’accesso a grandi quantità di dati e il conseguente accumulo consentano ai fornitori di assistenti vocali di migliorare la loro posizione di mercato e di penetrare più facilmente nei mercati contigui.
  4. la mancanza di interoperabilità nel settore dell’internet degli oggetti di consumo dovuta alla predominanza di tecnologie proprietarie, che ha talvolta portato alla creazione di “norme di fatto”. In particolare, si ritiene che alcuni fornitori di assistenti vocali e sistemi operativi controllino unilateralmente i processi di interoperabilità e integrazione e siano in grado di limitare le funzionalità dei dispositivi intelligenti e dei servizi di internet degli oggetti di consumo di terzi rispetto ai propri.

Follow-up dell’indagine settoriale

Le informazioni raccolte nell’ambito dell’indagine settoriale sull’internet degli oggetti di consumo serviranno per orientare in futuro i lavori della Commissione nei settori del controllo dell’attuazione delle norme e della regolamentazione. Qualsiasi misura volta a far rispettare le regole della concorrenza a seguito dell’indagine settoriale dovrà basarsi su un esame caso per caso. La Commissione userà le conclusioni dell’indagine settoriale come base dei suoi lavori per l’attuazione della strategia digitale europea. Nello specifico, i risultati dell’indagine settoriale contribuiranno anche al dibattito legislativo in corso sulla proposta della Commissione per una legge sui mercati digitali.

A ciò si aggiunge il fatto che indagini settoriali come questa possono indurre le imprese a rivedere le loro pratiche commerciali. Al riguardo, la Commissione ricorda la recente revisione da parte di Amazon di alcune condizioni business-to-business applicabili ai suoi servizi automatici e intelligenti per riordinare i prodotti.

Contesto

L’indagine settoriale sull’internet degli oggetti di consumo, annunciata dalla comunicazione della Commissione “Plasmare il futuro digitale dell’Europa”, è stata avviata il 16 luglio 2020 nell’ambito della strategia digitale della Commissione. Nel giugno 2021 la Commissione ha pubblicato la relazione preliminare con i primi risultati dell’indagine. Nel corso dell’indagine, la Commissione ha raccolto informazioni da oltre 200 imprese di diverse dimensioni, operanti nei mercati dei prodotti e dei servizi dell’internet degli oggetti di consumo aventi sede in Europa, Asia e Stati Uniti. Inoltre, tali imprese hanno comunicato alla Commissione oltre 1 000 accordi. Nel corso della consultazione pubblica sulla relazione preliminare la Commissione ha inoltre ricevuto 26 contributi di portatori di interessi.

La relazione finale è disponibile qui, insieme al documento di lavoro che la accompagna.

Per ulteriori informazioni si veda la sezione domande e risposte dell’inchiesta preliminare e il sito web delle indagini settoriali.

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Il trattato sul funzionamento dell’Unione europea vieta i comportamenti antitrust (anticoncorrenziali) sotto forma di: accordi e procedure commerciali che limitano la concorrenza (articolo 101); abuso di posizione dominante (articolo 102).

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