Messina, 11 ott. 2026 – Si è conclusa con successo la Mostra micologica dei Peloritani, svoltasi domenica 4 ottobre a Messina, presso il Centro Polivalente della Forestale. L’appuntamento autunnale, ormai diventato una ricorrenza annuale, è stato organizzato dall’associazione Centro di Cultura Micologica e ha attirato numerosi visitatori, interessati a conoscere le specie fungine presenti nelle aree boschive dei monti Peloritani e dei Nebrodi.
Particolarmente apprezzata l’esposizione di circa 130 funghi dal vero, che ha permesso al pubblico di osservare da vicino esemplari e varietà del patrimonio micologico locale. Tra i ritrovamenti che hanno suscitato maggiore curiosità figura il Fomes fomentarius, specie diffusa in Italia e in altre parti del mondo, conosciuta fin dalla preistoria per il suo impiego nell’accensione del fuoco.
Un esemplare di questo fungo è stato ritrovato anche nel tascapane della mummia Ötzi, scoperta nel 1991 sulle Alpi Venoste, a circa 3.300 metri di quota. Gli studi condotti sulla mummia, vissuta oltre 5.300 anni fa, hanno documentato la presenza di frammenti di Fomes fomentarius nella sua borsa. Il fungo veniva utilizzato insieme alle pietre focaie per facilitare l’accensione del fuoco.
Tra le specie esposte ha attirato l’attenzione anche uno splendido esemplare di Laetiporus sulphureus, conosciuto in Sicilia come «funcia i carrubba» e particolarmente apprezzato dai buongustai. Nel Ragusano, questa specie può raggiungere quotazioni superiori agli 80 euro al chilogrammo.
I visitatori sono stati accolti dai micologi Enzo Visalli e Franco Mondello e dall’esperto Angelo Miceli, che hanno fornito spiegazioni sulle caratteristiche delle specie esposte, rispondendo alle numerose domande del pubblico.
Ampio spazio è stato dedicato soprattutto alla prevenzione dei rischi legati alla raccolta dei funghi. Gli esperti hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di possedere adeguate conoscenze per riconoscere le principali specie commestibili e quelle velenose, sottolineando l’importanza di non affidarsi a valutazioni improvvisate.
La manifestazione si conferma così un’occasione di divulgazione e approfondimento, capace di avvicinare il pubblico al patrimonio naturale dei monti messinesi e di promuovere una raccolta dei funghi più consapevole e sicura.
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