Messina, A Palazzo Zanca conferita la Cittadinanza onoraria post mortem al giurista e filosofo don Vicenzo Lilla (1837 – 1905).

La prestigiosa onorificenza, è stata assegnata dal Sindaco Cateno de Luca, per il 150° anniversario dell’Intuizione del Rogate di Sant'Annibale Maria Di Francia, divenuta cuore della sua vocazione e futura opera pastorale, condivisa per sensibilità umanitaria verso gli ultimi da don Vincenzo Lilla, trasferitosi nel 1886 a Messina

Messina, 21 ottobre 2019 – Svolta nel Salone delle Bandiere a Palazzo Zanca a Messina, la cerimonia di consegna della pergamena di Cittadinanza onoraria post mortem a don Vincenzo Lilla (Francavilla Fontana13 giugno 1837 – Messina, 30 novembre 1905) filosofo, giurista, e sacerdote formatosi nelle scuole dei Padri Scolopi in Francavilla Fontana.
A conferire l’importante onorificenza, il Sindaco di Messina on. Cateno De Luca, in occasione del 150° anniversario dell’Intuizione del Rogate di Sant'Annibale Maria Di Francia, allora canonico della città, divenuta cuore della sua vocazione e futura opera pastorale, condivisa per principi e valori umani verso gli ultimi da don Vincenzo Lilla, trasferitosi nel 1886 a Messina, dall’Università di Napoli dove insegnò prima e dopo le leggi eversive di quell’anno, come professore di Filosofia del Diritto e in seguito preside della Facoltà di Giurisprudenza della Regia Università di Messina fino alla morte, nel 1905.

Vivendo in città, ebbe modo di conoscere ed ammirare Padre Annibale che a sua volta lo considerava «dottissimo uomo, autore d’insigni opere filosofiche».
Gli ultimi giorni di dicembre del 1901, gli si presentò una povera fanciulla in tenera età, orfana di entrambi i genitori, chiedendogli di interessarsi per essere accolta nell’Orfanotrofio del Canonico Di Francia. Per compiere questa azione pietosa, tenendo conto della delicata e tenera età della fanciulla, il Lilla non esitò a recarsi dal Di Francia per chiedergli l’ospitalità per la fanciulla. Invitato dal canonico messinese, il professore visitò il Quartiere Avignone dove ammirò l’avviata opera rogazionista e ne rimase profondamente impressionato. Allora si fece paladino del Di Francia nel chiedere la pubblica attenzione della città su quel lembo di terra ai bordi della Messina-bene giornalmente visitato da centinaia di poveri in cerca di cibo e suscitare la collaborazione contributiva. Per questo, con espressioni forti e vigorose, scrisse la sua magnifica memoria che al dire del Tusino, storico rogazionista, è una descrizione cruda, realistica5, nella quale «descrive l’abbandono morale di quel Quartiere.

 

""La motivazione del prestigioso titolo onorifico condensa in brevi periodi la figura di don Lilla, nobile esempio di elette virtù intellettuali ed educative nell’‘’avere contribuito, da sacerdote e preside della Facoltà di Giurisprudenza della Regia Università di Messina, alla formazione spirituale, etica e culturale di numerosi giovani messinesi. La feconda produzione letteraria e l’estrema sensibilità verso gli ultimi lo avvicinarono per intenti ed azioni a Sant’Annibale Maria di Francia, al tempo Canonico della Città, che di Lilla elogiò le opere umane ed intellettuali”.

Il percorso terreno di don Vincenzo Lilla fu straordinariamente segnato da una grande sensibilità verso le umane sorti e la passione  per gli studi di grande elevazione intellettuale. Le idee cattolico – liberali assorbite in età giovanile, divulgate da Rosmini, Minghetti, Balbo e Gioberti  pensatori della prima metà dell’ottocento,  influenzarono  i suoi studi  e le numerose pubblicazioni  fin dai suoi primi lavori  :La provvidenza e la libertà considerate nella civiltà", "Dio e il mondo", e "La personalità originaria e la personalità derivata" nei quali iniziò ad intraprendere un’analisi filosofico-giuridica che continuerà ad approfondire per tutta la vita coniugando lo studio delle fonti rosminiane e il confronto con le teorie evoluzionistiche di Herbert Spencer.  I contatti epistolari con Rudolf von JheringJohann Caspar BluntschliÉdouard Le RoyNiccolò TommaseoGino Capponi, tra i  maggiori filosofi, giuristi, patrioti e storici dell'epoca  furono di fondamentale rilevanza per il perfezionamento delle sue opere.

Tra i partecipanti alla giornata celebrativa dedicata  a don Lilla,  l’assessore alla Istruzione Roberto Vincenzo Trimarchi che ha contribuito ai lavori aperti da Rosalia Schirò  presidente dell’associazione culturale Annibale Maria Di Francia promotrice dell'evento. Presenti il Sindaco di Francavilla Fontana Antonello Denuzzo, la superiora generale FDZ di Roma suor Teolinda Salemi, il responsabile superiore della Casa Madre di Messina don Amedeo Pascucci RCJ , mons. Giò Tavilla parroco della Chiesa Santa Caterina a Messina.
Alla giornalista Rachele Gerace, affidata la moderazione dell’incontro, cui sono ruotate anche le relazioni di Cosima Proto rappresentante dell'Associazione Culturale Annibale Maria di Francia a Francavilla Fontana intorno ''La gratitudine abbraccia il Dono'', di Antonio Baglio docente di Storia Contemporanea del dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina con “Messina nei primi decenni del ‘900 – Cultura e fede a salvaguardia dei diritti”, di Esmeralda Spadaro esperta in Storia del Mediterraneo Moderno che ha descritto il periodo di permanenza a Messina di don Vincenzo Lilla nell’intervento “Trovai eco nel suo nobile cuore – il quartiere Avignone: Crocevia di storia, povertà e vocazioni”.

La giornata commemorativa dedicata a don Vincenzo Lilla, è stata preceduta alle 8,30 di stamattina nella Basilica del Sacro Cuore di Gesù e di S. Antonio, da un momento di religioso raccoglimento condiviso dal Sindaco Cateno De Luca, l’assessore Roberto Vincenzo Trimarchi e il sindaco del Comune di Francavilla Fontana Antonello Denuzzo.
L’incontro spirituale e di riflessione è stato accompagnato dalle preghiere dei Padri Rogazionisti, figli spirituali di Sant'Annibale Maria Di Francia custodi del Santuario.

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