di Luisa Trovato
Catania – Promuovere il rispetto, riconoscere i segnali della violenza e sensibilizzare le nuove generazioni. Sono gli obiettivi dell’incontro formativo “Come dire NO alla violenza contro le donne e tra i giovani”, promosso dalla Fildis Catania in collaborazione con il Comune di Catania, in programma mercoledì 28 ottobre 2026, alle ore 10, al Palazzo della Cultura di Catania.
L’iniziativa, patrocinata dall’Amministrazione comunale, intende rafforzare il dialogo tra scuola, famiglie, istituzioni e associazioni, nella convinzione che la prevenzione debba partire dall’educazione e dalla costruzione di relazioni fondate sul rispetto della dignità e della libertà individuale.
La prevenzione comincia dall’educazione
A richiamare il ruolo fondamentale della scuola è l’assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Andrea Cesare Guzzardi, che sottolinea come la violenza possa trovare origine anche in comportamenti quotidiani apparentemente trascurabili.
«La violenza non nasce all’improvviso. Spesso comincia con una parola sbagliata, con la mancanza di rispetto, con l’incapacità di accettare un no o di riconoscere la libertà dell’altro».
Da qui la necessità di una responsabilità educativa condivisa: «La scuola non può essere lasciata sola. Serve una vera corresponsabilità educativa tra famiglie, scuola, istituzioni e tutta la comunità».
Un impegno che deve tradursi in percorsi formativi continui, capaci di accompagnare i giovani nella gestione delle emozioni, nel riconoscimento dei comportamenti discriminatori e nella costruzione di relazioni equilibrate.
Viviana Lombardo: contrastare la violenza partendo dalla responsabilità collettiva
Sulla dimensione culturale e sociale della violenza di genere interviene Viviana Lombardo, assessora alle Politiche Giovanili, Pari Opportunità e Beni Confiscati alla criminalità organizzata del Comune di Catania.
«La violenza di genere è un fallimento dell’intera società. È un problema degli uomini ed è da una profonda assunzione di responsabilità maschile che deve partire il cambiamento».
L’assessora richiama l’attenzione sulle forme meno visibili della violenza, dal controllo economico alla sopraffazione psicologica, fino all’isolamento e ai comportamenti possessivi erroneamente interpretati come manifestazioni d’amore.
In questa direzione, si inseriscono le iniziative promosse dall’Assessorato, tra cui il concorso studentesco “L’Amore Tossico: quando le relazioni sono patologiche”, realizzato con l’Arnas Garibaldi e diversi licei del territorio. Accanto alla sensibilizzazione, l’Amministrazione comunale sostiene interventi concreti a favore delle donne vittime di violenza, anche attraverso la destinazione sociale di immobili confiscati alla criminalità organizzata. Spazi affidati ad associazioni e realtà del Terzo Settore per attività di ascolto, assistenza, accoglienza e percorsi di autonomia.
Esperti e studenti a confronto

Ad aprire i lavori sarà Nella Inserra, presidente della Fildis Catania. Previsti i saluti istituzionali del sindaco Enrico Trantino e degli assessori Guzzardi e Lombardo, mentre la moderazione sarà affidata a Caterina Aiello, già procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania.
Interverranno il sociologo Francesco Pira, docente dell’Università di Messina; Salvatore Montemagno, primo dirigente della Polizia di Stato; le psicologhe e psicoterapeute Maria Costanzo e Carmen Bosco, quest’ultima dell’Associazione Thamaia, impegnata nel Centro Antiviolenza.
Il confronto affronterà le diverse manifestazioni della violenza, dal bullismo alle discriminazioni, dal disagio giovanile alle dinamiche di controllo nelle relazioni affettive, con particolare attenzione alla partecipazione degli studenti.
Francesco Pira: la sfida educativa nell’era dei social
Tra gli aspetti più attuali emerge il rapporto tra violenza giovanile e ambiente digitale. Un tema al centro delle riflessioni del sociologo Francesco Pira, che da tempo analizza i comportamenti adolescenziali e l’influenza dei social network sulla costruzione dell’identità e delle relazioni.
Dalle challenge pericolose alla ricerca continua di approvazione online, il rischio è che il bisogno di appartenenza prevalga sulla capacità di riconoscere situazioni di pericolo, pressioni psicologiche e comportamenti lesivi della dignità altrui.
Significativo il suo richiamo alla responsabilità degli adulti: «Nessun filtro sostituisce una famiglia che guarda, ascolta e accompagna».
L’incontro promosso dalla Fildis Catania si propone così come un’occasione per riaffermare il valore di un’educazione condivisa, capace di coinvolgere le nuove generazioni nella costruzione di una società più consapevole.
Perché prevenire la violenza significa, prima di tutto, imparare a riconoscerla e contrastarla nei comportamenti quotidiani, nelle relazioni e negli spazi digitali.
Photo cover: sx Francesco Pira – Viviana Lombardo – Andrea Cesare Guzzardi
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