Sassoli commemorato a Strasburgo. Leyen: David uomo di visione

Il Parlamento europeo riunito per la commemorazione del presidente Sassoli, scomparso l'11 gennaio: "ha fatto la differenza". La presidente ad interim Metsola: era "rispettato e apprezzato per il suo modo schietto, per la sua incrollabile determinazione a rendere questo mondo un posto migliore"

“Il destino ha voluto” che David Sassoli fosse presidente del Parlamento europeo “in un momento difficile”, ma ha svolto il suo mandato “prendendo decisioni coraggiose”, come tenere il Parlamento aperto durante i primi mesi della pandemia. Era “rispettato e apprezzato per il suo modo schietto, per la sua incrollabile determinazione a rendere questo mondo un posto migliore”. Sassoli “ha fatto la differenza, ha lasciato un segno”. Così la presidente ad interim del Parlamento europeo Roberta Metsola, ricordando a Strasburgo durante la cerimonia di commemorativa il presidente recentemente scomparso.

Presenti anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, accompagnato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e del sottosegretario agli Affari Europei Vincenzo Amendola. Draghi, accolto da Metsola, ha scritto nel libro preparato dal Protocollo per ricordare il presidente del Parlamento, prima del presidente francese Emmanuel Macron e del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

Von der Leyen

David Sassoli “non era mai soddisfatto dell’Europa com’è oggi. Voleva che l’Europa diventasse di più, per avvicinarsi ai sogni dei suoi fondatori. David era un uomo di visione. Un sognatore. E un costruttore”, ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel discorso che avrebbe dovuto pronunciare questa sera a Strasburgo, se non fosse dovuta ritornare a Bruxelles a causa di un contatto con un positivo al Sars-CoV-2. Von der Leyen nel discorso ha sottolineato il legame ideale che Sassoli aveva con la Rosa Bianca, die Weisse Rose, movimento studentesco antinazista fondato a Monaco di Baviera dai fratelli Sophie e Hans Scholl, che furono denunciati, arrestati e uccisi mediante decapitazione. “Siamo i figli e i nipoti della Rosa Bianca”, ha detto la presidente, ricordando che Sassoli “credeva che la nostra unione di nazioni europee fosse la risposta a secoli di guerra sul nostro continente. Credeva nella nostra responsabilità di essere fede

La presidente ha quindi ricordato la visita che fece con Sassoli al campo di concentramento di Fossoli, frazione di Carpi, nel Modenese, principale campo di concentramento e di transito durante la Rsi per l’invio di prigionieri, molti dei quali ebrei, verso i lager oltre le Alpi, principalmente Auschwitz. “Quando le trombe hanno iniziato a suonare il ‘silenzio’, per commemorare le vittime, nel momento più solenne della celebrazione, David ha rotto il protocollo e mi ha preso la mano. Un semplice gesto di unità, che vale più di un milione di parole”, conclude von der Leyen.

Macron

Quando si è trattato di affrontare le conseguenze della pandemia di Covid-19, Sassoli, “malgrado le risposte e i borbottii, ha fatto emergere una maggioranza che ha posto le fondamenta di un indebitamento comune”, con Next Generation Eu, ha sottolineato il presidente francese Emmanuel Macron, definendolo un “europeo di buona volontà”.

Michel

“Mi ricordo il mio primo incontro con David Sassoli. Ricordo il suo atteggiamento disteso, generoso e il viso così sorridente. Il sorriso era il suo marchio di fabbrica. Quel sorriso diceva delle sue convinzioni”. Così il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

Letta

Il “sorriso” di David Sassoli “era un regalo speciale”, che trasmetteva “forza e serenità. Era un dono innato, ma era anzitutto uno stato d’animo. Era il sorriso dell’accoglienza, il sorriso della comprensione”. Così il segretario del Pd Enrico Letta a Strasburgo il presidente del Parlamento, recentemente scomparso. “Nel 2020, quando molte istituzioni in tutto il mondo hanno chiuso”, David Sassoli “ha scelto di mantenere il Parlamento europeo aperto. Oggi, diamo quella scelta per scontata. Ma all’epoca era una decisione contestata, divisiva e coraggiosa”, ha sottolineato Letta aggiungendo: “Non è stato solo un gesto simbolico, ma una scelta di sostanza. Immaginate solo quale sarebbe stata la risposta dell’Europa alla pandemia, se l’Europa fosse rimasta in lockdown. Sarebbe stata molto diversa, ne sono sicuro”. (Adnkronos)

Stampa Articolo Stampa Articolo