Il Giornale di Sicilia dal 5 agosto chiude le edizioni locali area orientale. Assostampa: L’editore ci ripensi

Il segretario regionale di Assostampa Siciliana Roberto Ginex lancia l'appello a valutare altre strade ed esprime la solidarietà «umana e professionale» del sindacato ai colleghi: «Così si perde un pezzo di democrazia e molti giornalisti resteranno senza penna e senza giornale. Siamo al loro fianco», scrive

Immagine:Il segretario regionale dell’Assostampa Siciliana Roberto Ginex

Palermo – «La scelta dell’editore del Giornale di Sicilia di chiudere, dal prossimo 5 agosto, le edizioni locali della Sicilia orientale ci rattrista perché non soltanto si interrompe la luce dei riflettori sui fatti di una importante fascia della nostra Isola, ma si spengono anche le voci di un territorio che rappresenta una parte fondamentale della vita politica, sociale ed economica della nostra Isola». Lo afferma il segretario regionale dell’Assostampa Siciliana Roberto Ginex.

«Che piaccia o no si perde anche un pezzo fondamentale di informazione, di libertà e di democrazia. Come sindacato dei giornalisti siamo profondamente preoccupati per il destino che attende i tanti colleghi, coraggiosi cronisti di varie zone della Sicilia, ‘antenne’ indispensabili pronte a captare le notizie di cronaca, politica, economia, imprese, sindacati, sport, cultura, spettacoli che raccontano i fatti delle più disparate realtà. Colleghi che resteranno senza penna e senza giornale», aggiunge Ginex.

«L’editore, che al suo arrivo al Giornale di Sicilia, aveva annunciato investimenti proprio sulle province, oggi è costretto a fare un grande passo indietro per una serie di fattori, molti dei quali erano a sua conoscenza già in precedenza. A partire – spiega il segretario dell’Assostampa Siciliana – dalla crisi della carta stampata, con un sistema dell’editoria di carta che si regge ogni giorno sempre più a fatica e che è costretto a fare i conti con i numeri. Che sono sempre argomenti tosti: pochissime copie vendute a fronte di importanti spese ed eccessivi costi nella distribuzione. Davanti ai numeri si decide di chiudere. Nel frattempo, però restano i giornalisti assunti e che nelle loro città hanno le loro famiglie e le loro vite, collaboratori che con grande passione, spirito di sacrificio e abnegazione, e spesso a pochi euro, hanno lavorato per un giornale al quale hanno legato appunto le loro vite e le loro già penose entrate. Tanti collaboratori, molti storici, che non avranno più possibilità di scrivere, collaboratori ai quali la proprietà del giornale non ha neppure dato comunicazione dell’imminente chiusura delle pagine locali, collaboratori che per il Giornale di Sicilia hanno speso la loro vita professionale e personale sacrificando anche le proprie famiglie pur di assicurare gli articoli richiesti dal giornale, non guardando né agli orari né ai giorni festivi».

All’editore del Giornale di Sicilia, conclude Ginex, «facciamo appello e chiediamo di fare una ulteriore e attenta riflessione sulla chiusura delle edizioni della Sicilia orientale e di valutare ulteriori possibilità e strade da intraprendere per salvare un’altra voce dei territori. A tutti i colleghi del Giornale di Sicilia, tutti indistintamente, va la solidarietà umana e professionale dell’Associazione Siciliana della Stampa, che naturalmente si schiera e si schiererà al fianco dei colleghi senza se e senza ma. Siamo convinti che tutti, con l’editore in testa, possiamo ancora salvare l’edizione della Sicilia orientale dello storico Giornale di Sicilia, che ha fatto della capillare presenza sul territorio e della sua credibilità motivi di forza e orgoglio».

Fonte: Il Notiziario, curato da Franco Abruzzo/portavoce del MIL

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