Giappone, il governo incentiva i giovani a bere (thejapantimes, 2022)

Tokyo e la sua nuova challenge: la Sakè Viva

Cosa riuscireste a inventarvi per far girare l’economia del vostro paese?

Il Giappone cerca di incrementare l’uso di alcol tra i giovani, come confermato dal quotidiano giapponese in lingua inglese The Japan Times.

La testata giornalistica locale sottolinea il calo delle entrate fiscali legate alle imposte sulle bevande. Il consumo di alcolici è, infatti, notevolmente diminuito: dai 100 litri annuali degli scorsi anni si passa a un consumo odierno inferiore al 75%, coprendo così solo l’1,7% del mercato totale. Una cifra nettamente inferiore al 5% del passato. Per tale motivo il Giappone si è posto l’obbiettivo di ravvivare tale settore.

Questo è un grande campanello d’allarme per il governo di Tokyo per via del suo deficit di bilancio cronico e un debito pubblico equivalente a più del doppio del prodotto interno lordo.

Perché si è arrivati a questo punto? Prima di tutto ricordiamo che il Giappone possiede una composizione demografica particolare. La combinazione “scarsa natalità + altissime aspettative di vita” rende la percentuale di anziani presenti sul territorio meno propensi a bere molto più alta rispetto a quella dei giovani, etichettati da sempre come “alcol friendly”.

Non va dimenticata anche la pandemia, fenomeno che ha messo in ginocchio il mondo intero. A causa delle restrizioni dovute al virus, infatti, sono diminuite notevolmente le occasioni di ritrovo in cui i giovani si riunivano e consumavano bevande alcoliche. Un’abitudine che “purtroppo”, come potremmo dire in questo particolare caso, è stata mantenuta anche dopo il momento di crisi.

                                                Photo relased by thejapantimes

In Giappone, infatti, i teenager hanno ridotto il consumo di alcol rispetto alle generazioni precedenti in maniera così consistente da, addirittura, spingere l’agenzia delle entrate a ideare un progetto per promuovere il bere.

Il concorso, con scadenza 9 settembre, prevede una partecipazione attiva da parte dei giovani. La consegna è molto semplice: proporre iniziative e progetti promozionali in varie location (ad esempio bar, locali o case), in modo da incentivare il consumo alcol tra i coetanei. Lo scopo è raccogliere più proposte possibili, così da svilupparne la migliore con l’arrivo di novembre.

Una volta annunciate le intenzioni del governo il Paese nipponico si è spaccato in due: chi è fermamente contrario all’iniziativa e chi, invece, si mette all’opera per presentare al concorso l’idea vincente.

Il primo a non essere d’accordo è proprio il ministro della salute, Katsunobu Kato. Ha dichiarato pubblicamente di non essere stato contattato dall’Agenzia delle Entrate (Nta) prima che l’iniziativa venisse approvata, raccomandando di fare attenzione sulle quantità di alcol assunte. Spera, inoltre, che la gente continui a fare solo “un uso appropriato di acolici”, ricordandone i rischi annessi in un contesto sanitario globale già critico.

I dissensi non hanno fermato la campagna “Sake Viva”, diventata così virale in pochi giorni tanto da estendere la possibilità di partecipazione anche all’esterno. Le uniche prerogative sono conoscere la lingua locale e avere un’età compresa tra i 20 e i 39 anni. Il regolamento può essere visionato sul sito ufficiale sakebiba.jp.

Sebbene l’attenzione principale da parte della Sakè Viva sia riposta nei confronti del tipico vino di riso giapponese, anche gli altri acolici come birra, vino, whisky e lo shochu (tipico distillato giapponese) sono compresi nella competizione.

L’iniziativa è presa molto sul serio sia dagli organizzatori che dai partecipanti. Il 27 settembre verranno annunciati i primi finalisti. Una volta aver sfruttato in toto il tempo in più fornitogli per migliorare la loro idea, dovranno preparare un discorso di partecipazione e rispondere a diverse domande riguardo il loro lavoro. L’evento finale si terrà a Tokyo il 10 novembre di quest’anno e il vincitore potrà finalmente sviluppare il suo business plan con l’aiuto di professionisti del settore.

Il successo della challenge è quasi assicurato, perché nonostante sia stata lanciata solo una decina di giorni fa le adesioni non sono tardate ad arrivare. Alcune idee sono davvero originali e fuori dal comune. Intelligenza artificiale e le nuove frontiere hi-tech le protagoniste principali, per via soprattutto del loro grande impatto mediatico. Uno dei primi iscritti ha, infatti, presentato come progetto il video di alcune ballerine che si esibiscono in un club costruito in una realtà virtuale, unendo così realtà e finzione.

Questa iniziativa non lascia spazio a ulteriori commenti, quindi che dire se non “vinca il migliore”?

Stampa Articolo Stampa Articolo