Furto al museo di Castelvecchio a Verona

Diciassette opere portate via, tra le più importanti quelle di Pisanello, Mantegna, Tintoretto, Rubens, Caroto

Al museo di Castelvecchio a Verona ha agito una banda di professionisti: tre malviventi con il volto coperto hanno immobilizzato la guardia giurata e la cassiera, poi hanno costretto il vigilante ad accompagnarli nelle sale dove hanno rubato i quadri.

Diciassette opere portate via con un lavoro accurato di un’ora e mezza ad allarme staccato.

Alcune tele sono state rimosse dalle cornici e arrotolate.

 

Il Museo di Castelvecchio è uno dei più importanti musei della città di Verona, nonché uno dei più interessanti dell’arte italiana ed europea.

La fortezza venne fatta erigere nel 1354 da Cangrande della Scala, restaurato e allestito tra il 1958 e il 1974 con il progetto di Carlo Scarpa, forse  il più bell’allestimento museale che si conosca

 Il museo si sviluppa in 29 sale distribuite su vari livelli e vi sono esposti oggetti paleocristiani, reperti di oreficeria longobarda, opere scultoree dal X al XIV secolo, armi ed armature medievali e dipinti che ricoprono un arco cronologico che va  dal Trecento al Settecento. 

 

Al primo piano c’è la pinacoteca. Ed è qui che i ladri hanno fatto razzia.

Secondo le ipotesi più avvalorate sono state rubate le opere che qualche mandante aveva indicato ai ladri. Non sono opere che possono andare sul mercato perché verrebbero immediatamente intercettate e sono opere per le quali è possibile che venga chiesto un riscatto o, peggio, che finiscano in qualche collezione privata di qualche miliardario, si presume straniero.

Non tutte le opere sottratte sono dello stesso valore. Probabilmente la più preziosa è la piccola tavola di  , un artista di  Verona vissuto nel cuore del 1400, che nella sua città natale, ha lasciato forse il suo capolavoro migliore, la Madonna della Quaglia. Ai piedi di Maria, che è rappresentata all’interno di uno stupendo giardino secondo un gusto gotico, si vede una grande quaglia, che sarebbe simbolo dell’immortalità.

Altra opera è quella del ,. Nome di primissimo piano, artista padovano  e conteso da tutti i grandi musei del mondo in quanto viene ritenuto un caposaldo nella storia dell’arte. Questo di Verona non è uno dei suoi capolavori, anche se la rappresentazione della Madonna e i santi tutti inseriti nello spazio angusto della tela, evidenzia una mano magistrale.

Tra le altre opere rubate ci sono i Tintoretto, un Rubens, il Caroto (artista veronese) e un Bellini.

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