Mozart, Dom Quartier e Monaci Irlandesi. Enzo Farinella, il nuovo libro: Born in Ireland, Lit up Austria

Dignità della persona e sacralità della vita valori da riscoprire: lo studioso di monachesimo irlandese racconta l'Austria e Salisburgo fecondate dal seme della cultura e dai principi cristiani sparso nel loro passaggio dai pellegrini d'Irlanda. Luoghi personaggi e simboli si susseguono in una seducente narrazione

Un mondo incantevole e coinvolgente grandemente rivelato in ‘’Born in Ireland, Lit up AustriaNati in Irlanda, Hanno illuminato l’Austria’’  l’ultimissimo volume di Enzo Farinella,  pubblicato da Amazon per la Collana ‘New Horizons’ Book 5 – English Edition.

Una narrazione seducente di luoghi e personaggi simboli si susseguono guidando il lettore alla conoscenza più affascinante della vecchia Europa dove musica melodia e genialità esaltano armonia e splendore. Lo scrittore e studioso di monachesimo irlandese racconta l’Austria e la Città di Salisburgo, fecondate dal seme della cultura e dai principi cristiani, sparso nel corso del loro passaggio dai monaci d’Irlanda.  

Mentre si ascolta la musica barocca e si osserva il fasto del Dom Quartier, pochi sono consapevoli che la grandezza di Salzburg ha avuto inizio nel VII e VIII secolo, quando due monaci irlandesi, venuti da quel che allora veniva definito la fine del mondo, “finis terrae”, fondarono questa città. I loro nomi: Ruperto e Virgilio.

Fu San Ruperto (660? – 710) che diede il nome di Salzburg a questa città, dovuto alle tante miniere di sale che esistevano intorno. Affreschi della vita del Santo si possono ancora ammirare nel Museo adiacente la Residenza dei Principi. Si dice che lui tornò in Irlanda alla ricerca di aiuto per il suo lavoro missionario e per la costruzione del suo monastero di Salzburg, divenuto la prima Università di lingua tedesca, quasi mille anni dopo la sua morte. Sarebbe stata tra i nuovi aiutanti, Erentrudis prima Abbadessa del convento di Nonnberg sulla collina di Salzburg, divulgato da Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music)   film musicale del 1965 diretto da Robert Wise, candidato a 10 premi Oscar e vinti cinque.

Nel cuore della città antica, svetta la Cattedrale di San Virgilio (700 – 784?) dedicata al Monaco irlandese più famoso d’Austria e Santo Patrono di Salzburg per la riorganizzazione della vita Cristiana della Diocesi di Salzburg guidata per 40 anni, consacrandone la Cattedrale edificata sui resti di un’antica città romana nel 774. Ricostruita in stile barocco nel XVII secolo sotto il principe-vescovo Markus Sittich von Hohenems, secondo il progetto dell’architetto italiano Santino Solari, la Cattedrale tra le varie opere d’arte conserva ancora, il fonte battesimale nel quale ricevette il sacramento Wolfgang Amadeus Mozart.

Nell’immaginario collettivo, Salzburg è Mozart. La città della musica in Austria, patria di Mozart,è orgogliosa del suo figlio-prodigio e la sua memoria sopravvive con note echeggianti ad ogni angolo del cuore della città antica, statue che ne ricordano il passaggio e persone in livrea che invitano ai suoi concerti.

Mentre i turisti assaporano note musicali nella piazza antistante il Dom Quartier e la Cattedrale di San Virgilio nel centro storico di Salzburg, dall’alto della sua statua, Wolfgang Amadeus Mozart, continua a dominare in una delle più romantiche città del mondo.

Nato a Salzburg, ha dato prova delle sue prodigiose abilità artistiche  fin dall’età di cinque anni, con composizioni, concerti, sinfonie e opere, imponendosi come uno dei più grandi compositori di musica classica di tutti i tempi. La sua notorietà presto si diffuse ovunque in Europa. Beethoven iniziò i suoi primi passi musicali all’ombra di Mozart e Haydn scrisse: “I posteri non vedranno un simile genio nei prossimi 100 anni”.

All’età di 17 anni, divenne direttore del Baroque Northern Oratory nel Dom Quartier, costruito oltre 400 anni fa dal Principe Arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau (1559 – 1617) che studiò nel Collegio Germanico di Roma e grande ammiratore dell’assolutismo di Macchiavelli. Guidobald von Thun (1616 – 1668), un altro Principe-Arcivescovo, lo seguì creando la gemma barocca di Salzburg, modellata sulle capitali  italiane. Il loro autoritarismo richiedeva controllo su tutto ciò che era di ordine “celeste e terreno”. Il Dom Quartier – la Residenza dei Principi e la Cattedrale – ne rappresentavano il potere spirituale e temporale. Dal medioevo in poi essi dominarono su affari mondani da principi e su quanto riguardasse la Chiesa, da Arcivescovi e Metropoliti.

Attraversato dal fiume Salzach, Salzburg dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, sfoggia la più opulenta architettura dell’Austria, melodia barocche e romantici giardini disegnate dai più grandi architetti in chiaro stile italiano. I suoi grandiosi palazzi e le loro facciate elaborate fanno di Salzburg la ‘Roma del Nord’, un gioiello barocco incastonato tra le montagne.

Il tour attraverso la Residenza e la Cattedrale svela Mille e 300 anni di dominio politico, arte, musica e architettura, guidando il turista attraverso i saloni dei Principi e la contigua Galleria con la sua collezione di pittura europea dal XVI al XIX secolo.

L’Abbazia di San Pietro, nel cuore del centro storico di Salisburgo, il più antico monastero del mondo di lingua tedesca, ha una continuità ininterrotta con i monaci irlandesi, sin dal 696.

A San Ruperto prima e San Virgilio poi si deve la creazione di un sistema educativo per tutta l’Austria.

Altri monaci e pellegrini irlandesi che lasciarono un’impronta indelebile in Austria, furono: Colman, un viandante, che divenne il primo Santo Patrono di questa nazione, dopo essere stato martirizzato quale spia nel 1012 a Stockerau, 25 chilometri da Vienna. Il Santo riposa ora nella Basilica dell’Abbazia di Melk, dove Umberto Eco ha ambientato “Il nome della rosa”. San Colombano, “la colomba bianca”, il più eminente rappresentante dell’ascetismo irlandese è stato definito da Robert Schuman il “santo protettore di coloro che stanno cercando di creare un’Europa unita

Altri monaci hanno contribuito alla fondazione di Vienna nell’XI seecolo e dell’Alma Mater viennese, due secoli dopo.

Pellegrini e monaci irlandesi hanno trasferito cultura, istruzione e valori cristiani in Austria e nei vari luoghi in cui si sono fermati.  Al centro della loro rivoluzione c’era la dignità della persona e la sacralità della vita. Principi etici fondamentali che le nostre culture europee,  oggi devono imprescindibilmente puntare a riscoprire.

Born in Ireland, Lit up AustriaNati in Irlanda, Hanno illuminato l’Austria racchiude questo e tanto altro. Il Cardinale Christoph Schönborn di Vienna ha affermato: La storia dei monaci e dei pellegrini irlandesi in Europa e Austria è un contributo straordinario alle nostre radici cristiane e alla formazione dell’identità dell’Austria e dell’intera Europa”.

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Autore: Biografia

Enzo Farinella, nato a Gangi in provincia di Palermo, già docente di Antropologia filosofica in varie Università di Dublino, studioso di monachesimo irlandese in Europa, scrittore, giornalista corrispondente per ANSA  e Radio Vaticana dall’Irlanda, dove vive da 50 anni. 

Per 20 anni Addetto Culturale presso l’Istituto Italiano di Cultura a  Dublino, in atto fondatore e direttore del Centro Culturale “Casa Italia” della capitale irlandese, organismo diretto agli scambi culturali Italia – Irlanda. Priore d’Irlanda per l’Ordine Capitolare  dei Cavalieri della Concordia, referente a Dublino dell’Associazione di Volontariato: I Cittadini contro le mafie e la corruzione.

Biografia completa https://www.paeseitaliapress.it/album_18_Enzo-Farinella-biografia.html

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