Via ai Fondi strutturali UE 2014-2020 per l’Italia.

La commissione europea ha adottato un accordo di partenariato con l’Italia sull’uso ottimale del fondi strutturali e di investimento, per complessivi 43 miliardi di euro per la crescita e l’occupazione nel 2014-2020.

[blue]Nell’accordo del 29 ottobre scorso di partenariato, tra [b]Commissione europea e Italia[/b], si definiscono gli ambiti per l’uso ottimale dei [blue][b]Fondi strutturali e di investimento europei 2014-2020 [/b][/blue]per un programma di crescita e occupazione.

Il risultato contabile dell’accordo tra Bruxelles e Roma è complessivamente di [b][blue]43 miliardi di euro, [/blue][/b]che serviranno in gran parte nel perseguimento degli obiettivi dell’Agenda digitale, di cui [blue][b]32,2 miliardi di euro [/b][/blue]di finanziamenti a titolo della politica di coesione e [blue][b]10,4 miliardi di euro [/b][/blue]che l’Italia riceve per lo sviluppo rurale, mentre per il settore marittimo e della pesca sono stati stanziati [blue][b]537,3 milioni di euro[/b][/blue].

L’intesa sui Fondi Ue tra Bruxelles e Italia rispetta la programmazione di spesa che il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ha rappresentato in un documento nell’aprile scorso.

Gli investimenti dell’Ue dovranno contribuire ad affrontare diversi problemi che affliggono l’Italia in questo momento, in particolare la lotta alla piaga della disoccupazione incentivando la competitività e la crescita economica e promuovendo l’imprenditoria, inoltre saranno utili per dare sostegno alla formazione e all’istruzione negli ambiti urbani e rurali , per combattere l’esclusione sociale, favorire lo sviluppo di un’economia ecocompatibile ed efficiente sul paino delle risorse.

[blue][b]Johannes Hahn,[/b][/blue] Commissario responsabile per la Politica regionale, ha affermato: "… [i]Quest’accordo di partenariato rispecchia la determinazione comune alla Commissione europea e all’Italia di fare l’uso più efficiente possibile degli investimenti dell’UE e di evitare gli errori del passato.
I nostri investimenti devono avere una portata strategica, conformemente alla nuova politica di coesione, ed essere incentrati sull’economia reale, sulla crescita sostenibile e sull’investimento nelle persone. Cosa altrettanto importante, essi devono essere accompagnati da strutture amministrative salde ed efficienti ad ogni livello[/i]…".
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