Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani esprime profonda indignazione per il furto del triciclo ortopedico destinato a una bambina di 8 anni con difficoltà motorie, avvenuto nel quartiere San Salvario di Torino. Questo atto non solo costituisce un illecito penale ai sensi dell’articolo 624 del Codice Penale, ma rappresenta anche una violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione Italiana e dalle normative internazionali.
Il diritto alla mobilità, essenziale per l’autonomia e l’inclusione sociale delle persone con disabilità, è riconosciuto dall’articolo 26 della Legge 104/1992, che impone a regioni e comuni di assicurare la mobilità delle persone disabili e di supplire con mezzi adeguati alla carenza di strutture idonee. Inoltre, la Legge 22 giugno 2016, n. 112, nota come “Legge sul Dopo di Noi”, promuove l’autonomia e la partecipazione alla vita comunitaria delle persone con disabilità grave, prevedendo specifici interventi assistenziali.
L’episodio in questione evidenzia una grave carenza di sensibilità e rispetto verso i diritti delle persone vulnerabili. Il furto di un ausilio tecnico, strumento indispensabile per la mobilità e l’inclusione sociale di una minore, costituisce una forma di discriminazione e di privazione di diritti fondamentali.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani sollecita le autorità competenti a perseguire con determinazione i responsabili di questo atto, applicando le aggravanti previste dall’articolo 36 della Legge 104/1992, che prevede un inasprimento delle pene per i reati commessi ai danni di persone con disabilità. Inoltre, invita la comunità a manifestare solidarietà alla famiglia Aversa, affinché il triciclo rubato venga restituito e la bambina possa riprendere la sua quotidiana attività di mobilità e partecipazione.
Questo episodio deve servire da monito per la società intera: la tutela dei diritti delle persone con disabilità non è solo una questione giuridica, ma un impegno etico e civile che riguarda tutti. Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani continuerà a promuovere l’educazione al rispetto dei diritti civili, affinché simili atti non abbiano più luogo nel nostro Paese.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU


