Il punk vale oro: il rarissimo ‘Vengeance’ dei The Fix il disco più caro venduto nel 2025

Il 7 pollici ‘Vengeance’ dei The Fix, rarissimo disco punk hardcore degli anni ’80 venduto a 15.000 dollari, conquista il primo posto tra i vinili più costosi del 2025, seguito da Led Zeppelin, Beatles, Nirvana e altre rarità da collezione, confermando come il mercato del vinile continui a battere record e affascinare collezionisti e appassionati di musica di ogni genere


Nel 2025 il mercato dei dischi da collezione ha raggiunto cifre impressionanti, con compravendite sulla piattaforma Discogs che hanno superato ogni aspettativa. La celebre piattaforma online, punto di riferimento per appassionati di vinile e collezionisti di tutto il mondo, ha pubblicato la classifica dei dischi venduti al prezzo più alto nel corso dell’anno, svelando non solo la rarità degli oggetti, ma anche la passione crescente per il formato fisico in un’era dominata dallo streaming.

Al vertice di questa speciale graduatoria si colloca un autentico tesoro del punk hardcore: il 7 pollici ‘Vengeance’ dei The Fix, band americana attiva nei primi anni Ottanta, venduto per la cifra record di 15.000 dollari (circa 12.800 euro). Limitato a sole 200 copie nella sua uscita del 1981 per l’etichetta Touch and Go Records, l’oggetto ha un valore storico oltre che economico, rappresentando il primo disco della band e la seconda pubblicazione in assoluto per la leggendaria label punk.

La copia venduta proviene dall’archivio della storica fanzine Flipside di Los Angeles ed era in condizioni “Near Mint”, fattore che ne ha ulteriormente esaltato il valore.

Subito dietro, al secondo posto della classifica, figura un’altra pietra miliare per i collezionisti: il box set omonimo dei Led Zeppelin del 2006. Si tratta di un’edizione limitata che comprende 48 dischi in vinile da 12 pollici inciso su un solo lato, racchiusi in un elegante cofanetto tipo road case. Questo straordinario pezzo da collezione, che contiene l’intera discografia del gruppo, ha raggiunto 13.333 dollari in una vendita nel 2025.


Al terzo posto si afferma un pezzo leggendario per gli amanti della grunge e della storia del rock alternativo: il singolo ‘Love Buzz b/w Big Cheese’ dei Nirvana. Pubblicato nel 1988 e considerato la prima pubblicazione ufficiale della band, questo 7″ faceva parte del mitico Sub Pop Singles Club edito da Sub Pop. La copia venduta ha raggiunto 10.666 dollari; oltre alla rarità della tiratura – solo 1.000 copie numerate a mano e ulteriori 200 non numerate – la stampa presenta curiosità legate a errori nei crediti, come il nome di Kurt Cobain scritto come “Kurdt Kobain”, il bassista Krist Novoselic indicato come “Chris Novoselic” e il nome della designer Suzanne Sasic riportato in modo errato.

La classifica prosegue con autentici capolavori del collezionismo:
‘Please Please Me’ dei Beatles (prima stampa mono del Regno Unito, 1963), venduto per 9.733 dollari. Questo primo album dei Beatles in versione mono è uno dei pezzi più ricercati dagli appassionati di Beatlesmania.
Il singolo ‘Boney Maronie / Packing Up’ di Damon Fox (1960), ultra-raro incrocio tra un classico di Larry Williams e un lato B originale, venduto per 8.500 dollari.
‘The Beatles and Frank Ifield On Stage’ (1964), curiosa pubblicazione che combina brani dei Beatles con performance di Frank Ifield, venduta per 8.000 dollari.
La copia promozionale del singolo ‘Can I Sit Next To You, Girl’ degli AC/DC (1974), venduta per 7.000 dollari, e la rara versione in edizione limitata di Mozart / Lili Kraus & Willi Boskovsky del 2023 venduta a 6.800 euro.

Altri pezzi degni di nota nella top ten includono la storica edizione dei Velvet Underground & Nico del 1967, venduta a 6.621 dollari, e un’altra copia di ‘Please Please Me’ acquistata per 6.600 dollari.
Questi numeri confermano una tendenza ormai consolidata nel mondo del vinile: il collezionismo non è più un semplice hobby, ma un vero e proprio mercato globale, dove storia, rarità e condizioni di conservazione determinano valori che sfidano persino quelli di automobili usate o opere d’arte.

Piattaforme come Discogs – che nel 2025 ha celebrato i suoi 25 anni di attività – giocano un ruolo centrale nel valorizzare il patrimonio materiale della musica, offrendo a collezionisti e investitori uno spazio dove il valore di un disco può raggiungere cifre inaudite, dimostrando che il vinile, nel 2025, vale davvero oro. @Riproduzioneriservata

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