di Maria Sole Stancampiano
Milano, 27 ottobre 2025 – Arriva a Palazzo Reale una delle mostre più attese della stagione culturale: “Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio”, un’ampia retrospettiva dedicata al fotografo statunitense che ha rivoluzionato la visione del corpo, del desiderio e dell’identità. L’esposizione, in programma dal 29 gennaio al 17 maggio 2026, offrirà al pubblico milanese – anche durante il periodo olimpico e paralimpico – l’occasione unica di incontrare l’opera di uno degli artisti più originali, raffinati e controversi del Novecento.
Nato a New York nel 1946 e scomparso prematuramente a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe è considerato una delle voci più potenti della controcultura americana tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando la creatività diventa gesto politico e le arti si fondono in nuovi linguaggi di libertà e identità. Con il suo sguardo lucido e sensuale, ha raccontato il corpo come forma di arte, desiderio e spiritualità.Nei suoi celebri nudi, nei ritratti e nelle nature morte, l’artista cercava la purezza assoluta dell’immagine, in un equilibrio perfetto tra eros e disciplina, luce e oscurità.

La mostra, promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte, è realizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York e si inserisce nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026.
La curatela è affidata a Denis Curti, che ha costruito un percorso espositivo capace di restituire la forza estetica e concettuale del fotografo.
La mostra milanese “Le forme del desiderio” rappresenta il secondo capitolo di una trilogia espositiva dedicata a Mapplethorpe, inaugurata a Venezia nelle Stanze della Fotografia e destinata a concludersi a Roma. Ogni tappa approfondisce un aspetto differente della sua poetica, rivelando come la sua opera resti oggi una delle più influenti nella storia della fotografia contemporanea.
Il cuore della mostra milanese è la ricerca estetica di Mapplethorpe, in particolare i nudi sensuali e scultorei che evocano una perfezione classica, quasi una mimesi greca di tensione olimpica. Attraverso un uso magistrale della luce e del contrasto, l’artista scolpisce i corpi in immagini che trascendono l’erotismo per farsi indagine sul bello assoluto e sulla sublimazione del desiderio.
Ad accompagnare la retrospettiva, due importanti strumenti di approfondimento: il podcast “Mapplethorpe Unframed”, scritto e condotto da Nicolas Ballario e disponibile dal 21 ottobre su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme audio, e un catalogo edito da Marsilio Arte. Quest’ultimo raccoglie 257 opere e propone un articolato saggio visivo e critico sull’evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, tra estetica, provocazione e libertà espressiva.
Con questa mostra, Milano celebra un autore che più di ogni altro ha saputo trasformare la fotografia in un linguaggio di pura forma e desiderio. Fondendo arte, corpo e luce in un’unica, potente dichiarazione d’amore per la bellezza.
Photo cover : 01. Thomas, 1987 © Robert Mapplethorpe Foundation. 02. Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. 02. Thomas and Dovanna, 1986 © Robert Mapplethorpe Foundation.
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