Dressing the Future 2025: A Milano la Prima Edizione per Italian Design Institute

Il 5 dicembre 2025 Cascina Cuccagna ospiterà l’evento organizzato per celebrare la nuova frontiera del Made in Italy sostenibile. Moda, design, arte e formazione si incontrano per immaginare un futuro più etico, creativo e condiviso. Non solo sfilate o esposizioni, ma un'esperienza formativa e collettiva dove la didattica di IDI incontra l’impresa


Milano sarà presto teatro della prima edizione di Dressing the Future – Indossare il Futuro, l’evento promosso e ideato da Italian Design Institute – IDI, ente di formazione leader a livello nazionale e internazionale nel campo del design, che si fa promotore e organizzatore dell’iniziativa in qualità di istituzione educativa d’eccellenza. L’evento, che gode del patrocinio dalla Città di Milano, si terrà il 5 dicembre nei suggestivi spazi di Cascina Cuccagna- Via Cuccagna 2/4 – Milano.
Italian Design Institute, fedele alla sua missione di formare e lanciare nel mondo del lavoro designer talentuosi, innovatori e consapevoli, sceglie ancora una volta di farsi catalizzatore di un progetto che unisce formazione, creatività e impatto sociale, ponendo al centro il valore culturale ed etico del design.
<<Con Dressing the Future vogliamo dare voce ai nostri studenti, ai giovani designer e ai professionisti che credono in un futuro del design più sostenibile, umano e consapevole>>, dichiara Nicola Carbonara, imprenditore e fondatore di Italian Design Institute, <<IDI nasce per essere molto più di un istituto di formazione: è una comunità creativa dove la conoscenza diventa esperienza e l’esperienza si trasforma in opportunità. Con questo evento portiamo la nostra visione fuori dalle aule, per costruire un dialogo reale tra formazione, impresa e innovazione sociale, nella città italiana simbolo della moda e del design in tutte le sue forme>>.
L’iniziativa offre un’intera giornata dedicata alla moda e al design sostenibili, alla creatività emergente e alle nuove forme di pensiero che stanno ridefinendo il Made in Italy come linguaggio culturale, sociale e ambientale. Milano, ancora una volta, diventa crocevia di sperimentazioni e visioni, ma questa volta, al centro non ci sono le passerelle o i grandi brand, bensì le persone: studenti e studentesse di Italian Design Institute, artisti, designer e cittadini, protagonisti di un ecosistema di incontri, workshop e installazioni che riscrive il concetto stesso di fashion show.
Non solo sfilate o esposizioni, ma un’esperienza formativa e collettiva dove la didattica di IDI incontra l’impresa, l’arte si intreccia alla tecnica e la sostenibilità si fa pratica concreta, poetica e partecipativa.

Dressing the Future nasce come progetto multidisciplinare che unisce evento culturale, piattaforma educativa e acceleratore di innovazione sociale, coerentemente con la visione di Italian Design Institute, che da anni promuove una formazione orientata alla responsabilità e all’innovazione. Cascina Cuccagna, luogo simbolo di rigenerazione urbana, diventa per un giorno un hub creativo aperto dove la Next Gen – i nuovi talenti del design e della moda formati da IDI – può confrontarsi con professionisti, artisti e ricercatori. L’evento intende offrire uno spazio di co-progettazione, ricerca e confronto sul futuro del Made in Italy, con particolare attenzione alla responsabilità sociale, alla rigenerazione dei saperi e all’impatto delle nuove tecnologie.
Il progetto, infatti, mira a stimolare una riflessione critica e costruttiva, in linea con le politiche comunali che promuovono la sostenibilità, la trasparenza di filiera e la valorizzazione dei giovani talenti. L’approccio intersettoriale e partecipativo, inoltre, si traduce in un modello di collaborazione pubblico-privato promosso da IDI che genera valore condiviso e connessioni concrete sul territorio, integrando al contempo azioni di inclusione sociale grazie alla sinergia con realtà come la Sartoria Filo Dritto di Cascina Cuccagna, impegnata nel reinserimento lavorativo di donne detenute.
L’evento si avvale inoltre del sostegno di Philips in qualità di sponsor e della collaborazione di Bonaveri come partner tecnico, realtà che condividono con IDI l’impegno verso l’innovazione responsabile e il futuro sostenibile del Made in Italy.
La giornata del 5 dicembre si aprirà alle ore 10 con l’inaugurazione dell’Area Espositiva al primo piano, un percorso immersivo tra arte, ricerca artistica e didattica. Nella Sala 13, l’installazione “In the Making” mostrerà i project work multimediali degli studenti e delle studentesse dell’area fashion di Italian Design Institute. In Sala 14 l’artista francese Laurent Barnavon esporrà Ce n’est qu’une impression, Milano 25, presenta l’installazione site specific in collaborazione con l’Officiel, che esplora la trasformazione dell’immagine bidimensionale in scultura tridimensionale tramite la tecnica del pliage. In Sala 15, l’artista Sara Conforti Hofer presenterà l’installazione interattiva Centosettantaperottanta – What Comes First? Tra abito e habitus, in collaborazione con progetto AtWork e Moleskine Foundation, Miroglio Group, Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; un lavoro che esplora la relazione tra abito, memoria e identità. L’opera sarà accompagnata dal taccuino d’artista realizzato dall’artista in esclusiva – Courtesy of Moleskine Foundation Collection.
Tutte le installazioni saranno accompagnate dai paesaggi sonori realizzati per l’occasione dai giovani aspiranti sound designer del Corso in Sound Design e nuovi media IDI, perfetto accompagnamento alla bellezza visiva del processo creativo.
Il cuore pulsante di Dressing the Future, fortemente voluto da IDI come momento di formazione esperienziale, è rappresentato dai cinque workshop dell’area Art & Circular Fashion, in programma dalle 10.30 alle 17.30. Qui, la sostenibilità non è teoria, ma materia viva da toccare, piegare e trasformare, proprio come avviene nei percorsi formativi dell’istituto. Così Laurent Barnavon condurrà “Out of Frame: Pliage tra arte e moda” sull’origami come modello zero waste (Sala 14, dalle 10.30 alle 13.30); Marco Piu farà luce sui protocolli di smaltimento dei rifiuti e sulla sensibilizzazione al riciclo delle fibre con “Re-Trace: mappare il futuro del tessile sostenibile” (Laboratorio Filo Dritto di Associazione Comunità IL GABBIANO ODV dalle 15.30 alle 17.30); Carlo Galli presenterà “Bodyscape”, un laboratorio di modellazione somatica 3D per realizzare un reggiseno su misura (Sala 1, dalle 15.30 alle 17.30); mentre l’artista e ceramista Cristina Mandelli proporrà la creazione di grucce sostenibili con “Sustainable Hanger” (Sala 2, dalle 15.30 alle 17.30). Infine, Sarah Bowyer inviterà a una co-creazione corale con WEAR_ART – Riciclo pittorico del dismesso”, trasformando un soprabito rigenerato in una tela tridimensionale (Sala 3, dalle 15.30 alle 17.30).
La giornata culminerà alle 18 presso la Sala Eventi con il talk “Re-immaginare il Made in Italy tra cultura, impresa e sostenibilità”, moderato da Aurora Magni (Blumine). Un momento di confronto trans-settoriale per ripensare il sistema moda nell’epoca della transizione ecologica, con la partecipazione di figure chiave come Annibale D’Elia (Direttore Progetto Economia Urbana, Moda e Design Comune di Milano), Caterina Mazzei (CNAFedermoda Nazionale), Paolo Foglia (ORIENTA, già ICEA), Simone Pavesi (LAV Italia), Luisa della Morte (Associazione Comunità IL GABBIANO ODV – Laboratorio Filo Dritto), Alfio Fontana (Corporate Partnership & CSR Manager di Humana People to People Italia), Zoe Romano (craftivista e docente) e Nicola Carbonara (imprenditore e fondatore IDI). Tre i temi-chiave del dialogo: filiera sostenibile, creatività e innovazione, etica e inclusione. Al termine del talk, Italian Design Institute premierà alcuni dei suoi docenti, personalità di spicco del mondo del design, quali Roberto De Santis, Letizia Schatzinger, Mariella Milani, Marina Nelli, Armando Bruno, Simone Micheli e Maurizio Corbi riconoscendone il contributo alla crescita del settore e alla diffusione di una cultura progettuale etica e responsabile.
A chiudere la serata, alle ore 20, un aperitivo diffuso a cura della caffetteria di Cascina Cuccagna, arricchito da una visita guidata alle sale espositive e da una performance partecipativa finale curata dagli artisti in collaborazione con gli studenti e le studentesse di Italian Design Institute.
Dressing the Future 2025 si propone, in sintesi, come un atto culturale e un manifesto per il futuro, un invito che Italian Design Institute rivolge al mondo del design e della moda per riscrivere il linguaggio del Made in Italy attraverso la lente della sostenibilità e della cura, costruendo insieme il futuro, piega dopo piega, cucitura dopo cucitura.
L’evento, che avrà luogo presso Cascina Cuccagna (Via Cuccagna 2/4) a Milano, è ad ingresso libero ma la partecipazione al talk richiede prenotazione tramite il form al seguente link https://www.italiandesigninstitute.com/dressing-the-future/
Per maggiori info scrivere a info@italiandesigninstitute.com, al numero whatsapp diretto +1 (555) 755-3434 o chiamare il numero 800136058
CONTATTI PER LA STAMPA
Ufficio Stampa IDI – Italian design Institute
Dott.ssa Alessandra Savino
Tel. 377 3872180
Mail ufficiostampa@asteriaspace.it
BIOGRAFIE OSPITI

Sara Conforti Hofer
Sara Conforti Hòfer è artista relazionale, progettista culturale e Cultural-Welfare Manager, Project Manager e Responsabile Area Fashion presso l’Italian Design Institute. La sua ricerca unisce arte relazionale, performance e moda circolare, esplorando il rapporto tra corpo, abito e coscienza collettiva. Ex assistente di Michelangelo Pistoletto e Art project manager per Cittadellarte, sviluppa un approccio che intreccia ricerca artistica, impresa e trasformazione sociale. Nel 2011 fonda Hòferlab circular centre, piattaforma impegnata nello sviluppo di progettualità per la promozione della sostenibilità della moda e per la connessione tra industria culturale e industria manifatturiera. Con Lalàgeatelier (2018) promuove pratiche artistiche e produttive per il reinserimento sociale e professionale di donne in stato di fragilità attraverso il design partecipato e processi di co-creazione sostenuti da enti e fondazioni. I suoi progetti, tra cui Centosettantaperottanta e 13600 Hz – Concert for Sewing Machines, fondono ricerca, produzione industriale e attivismo. La sua pratica, tra arte e welfare, trasforma il fare manuale in gesto politico e spazio di cura collettiva. Nel 2021 riceve alla XII Biennale di Firenze il Premio “Lorenzo il Magnifico” alla Carriera. Oggi continua a indagare un’arte capace di ricucire comunità, industria e responsabilità. Per lei l’abito è memoria viva, soglia tra identità e possibilità di cambiamento.
Laurent Barnavon

Laurent Barnavon. Artista, ricercatore e docente con esperienza internazionale. Da oltre vent’anni esplora il potenziale del pliage come linguaggio tra arte, moda e architettura, unendo ricerca artistica, geometria sacra e design sostenibile. La sua pratica attraversa scultura, fotografia e installazione, fondendo rigore geometrico e poesia del gesto. Ha lavorato come artista consulente per la Fondazione Michelangelo Pistoletto e come plissettatore per gli Ateliers Lognon, contribuendo alla trasmissione del savoir-faire della maison Chanel. Membro del gruppo dei 100 artisti francesi invitati ufficialmente dalla Repubblica Cinese, Barnavon è stato anche direttore artistico per Groupe 6 (ristrutturazione della Samaritaine – progetto LVMH) e vincitore del Premio INPI – Observeur du design français. Ha preso parte a residenze e mostre presso l’Ambasciata di Francia a Hanoi – Vietnam, la Fondazione d’arte newyorkese del Castello di La Napoule e il Consiglio Nazionale di Monte Carlo, consolidando una carriera che intreccia ricerca estetica, innovazione tecnica e visione sostenibile del design.

Marco Piu

Marco Piu ha oltre vent’anni di esperienza nel settore tessile, con un focus su innovazione, sostenibilità e economia circolare. Attualmente guida la società di consulenza ICARE srls, occupandosi di progettazione e sviluppo di nuovi prodotti e processi, implementazione di sistemi di gestione della qualità e della sostenibilità, assistenza tecnico-scientifica e tutoring aziendale. Dal 2018 al 2025 è stato Coordinatore Organizzativo e Scientifico dell’Associazione Tessile e Salute – Impresa Sociale, dove ha sviluppato protocolli di gestione chimica, certificazione e sostenibilità per aziende del settore moda e tessile, promuovendo formazione e sensibilizzazione su pratiche circolari e responsabili. Ha ricoperto ruoli di responsabilità tecnica e laboratorio presso il Centro Tessile Serico, Manifattura Chimica Italiana e importanti aziende cartarie (Munksjö, Smurfit, Fedrigoni), consolidando competenze in analisi chimiche, qualità di processo e materiali, colorimetria e tecnologie tessili. Parallelamente, svolge attività di docenza e formazione professionale in scuole superiori, ITS e Accademie, su temi di chimica tessile, sostenibilità, gestione dei processi e certificazioni ambientali, contribuendo alla diffusione di una cultura tecnica e responsabile nel settore moda e design.

Cristina Mandelli

Cristina Mandelli è artista torinese con una pratica che attraversa pittura, disegno e ceramica, esplorando il confine tra realtà e immaginario, corpo e ambiente. Diplomata all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ha esposto in contesti internazionali come FIAC Paris, Parcours Privé, Coincidenze (Torino) e B/N (Marsiglia). La sua ricerca indaga fragilità, leggerezza e struttura, trasformando il gesto manuale in linguaggio poetico e consapevole. Ha collaborato con collettivi di arte sociale come Humana Fragilitas e Labanto, portando la creatività in comunità terapeutiche e contesti di rigenerazione condivisa.


Carlo Galli
Carlo Galli è designer e art director italiano, specializzato in lingerie, beachwear e sportswear, con oltre 20 anni di esperienza nella moda sostenibile. Fondatore di INDIVIDUALS Lingerie-Bikini a Milano, ha guidato anche la direzione creativa di Arena Spa (2022–2024), curando concept, pattern making, ricerca tessuti e sviluppo prodotto.
Il suo lavoro unisce ergonomia, estetica e sostenibilità, creando capi che rispettano il corpo e l’ambiente. Ha insegnato presso IED Milano e AFOL Moda, condividendo competenze in modellazione sartoriale, pattern-making e ricerca tessile, promuovendo un approccio etico e responsabile al design.
Dopo gli anni alla Mantero Spa, dove ha collaborato con maison come Gianfranco Ferré e Diane von Furstenberg, Galli ha intrapreso un percorso indipendente che intreccia arte, moda e autocoscienza, lavorando sul corpo femminile in tutte le sue forme e dimensioni. Oggi la sua pratica si muove tra studio sartoriale, ricerca personale e riflessione politica sulla rappresentazione del corpo, portando la sostenibilità e l’empowerment al centro del design contemporaneo.

Sarah Bowyer
Sarah Bowyer è un’artista anglo-italiana con una carriera interdisciplinare che unisce pittura, performance, scenografia e arte pubblica. Diplomata con lode all’Accademia di Belle Arti di Torino, ha collaborato con realtà accademiche, sociali e culturali, tra cui Fermata d’Autobus Onlus. La sua pratica è influenzata da esperienze internazionali in Iran, Malesia, Singapore, Indonesia, India e Italia, che le hanno permesso di sviluppare un linguaggio visivo plurale e simbolico.
Bowyer ha realizzato progetti per FIAT, Cartier, la Triennale di Milano e collaborazioni con musicisti come Sylvano Bussotti, Johnny Lapio e Andrea Centazzo, e ha vinto il concorso “Creativity Saves” premiato al Parlamento Europeo (2019). Nel 2022 ha creato City Feeder per il Museo d’Arte Urbana di Torino.


DESCRIZIONI DELLE OPERE ESPOSTE E DEI WORKSHOP

Area Espositiva (Sala 13, 14, 15)
Sala
Titolo Installazione
Artista / Curatore
Descrizione Sintetica
13
In the Making
Studenti IDI (Fashion Design, Sound Design)
Esposizione multimediale (video, manichini, interviste) dei project work degli studenti IDI. Un’esperienza multisensoriale grazie al paesaggio sonoro creato dagli studenti di Sound Design, che esplora l’estetica del “fare” e del processo di apprendimento.
14
Centosettantaperottanta – What Comes First? Tra abito e habitus
Sara Conforti Hofer
Installazione site specific in collaborazione con Moleskine Foundation. L’opera interattiva, già premiata alla Florence Biennale, è composta da un tavolo di 5 metri 70 taccuini realizzati da 70 donne nel periodo pandemico, un libro di ricami esperienziali. Utilizza il taccuino come medium narrativo per esplorare la relazione tra abito, memoria e identità, trasformando la moda in uno strumento di introspezione e costruzione di senso condiviso. L’opera sarà accompagnata dal taccuino d’artista realizzato in esclusiva Courtesy of Moleskine Foundation Collection.
15
Ce n’est qu’une impression, Milano 25
Laurent Barnavon
L’artista francese presenta un progetto site-specific in collaborazione con L’Officiel Vietnam – Italia, porta in scena una sintesi della sua ventennale ricerca sulla trasformazione materica e simbolica dell’habitus, indagando le tensioni tra la bidimensionalità dell’immagine di moda e la tridimensionalità dell’opera. La sua pratica si muove tra fotografia e scultura, facendo della piega — il gesto del plissettato — un linguaggio critico e poetico che interroga l’essenza stessa dell’immagine.


Area Workshop: Art & Circular Fashion (10:30 – 17:30)
Workshop
Curatore
Tema e Pratica
Out of Frame: Pliage tra arte e moda
Laurent Barnavon
Guidati dall’artista francese Laurent Barnavon, i partecipanti esploreranno l’innovativa tecnica dell’origami tesserale, trasformando pagine di fashion magazine dismessi in volumi tridimensionali, moduli progettuali e superfici continue. Il workshop offre un’esperienza immersiva che intreccia arte, design e pensiero critico, invitando a riscoprire nella piega un gesto generatore di forme, idee e nuove prospettive etiche sul progetto.
Il percorso si concluderà con la creazione collettiva di un abito-scultura, composto dai moduli realizzati dai partecipanti: un segno tangibile del dialogo tra creatività, innovazione e responsabilità ambientale.
 L’opera finale sarà esposta nello spazio dell’artista, restituendo al pubblico un messaggio di co-creazione e design rigenerativo.


Re-Trace: mappare il futuro del tessile sostenibile
Marco Piu
Un workshop teorico-pratico dedicato agli aspetti economici e ambientali del ciclo tessile, con un focus sui protocolli di smaltimento dei rifiuti e sulla sensibilizzazione al riciclo delle fibre.
Bodyscape
Carlo Galli
Il corpo come paesaggio. I partecipanti realizzano un reggiseno su misura attraverso la modellazione somatica 3D, riscoprendo la relazione tra forma, identità e benessere personale.
Sustainable Hanger
Cristina Mandelli
Reinventare un oggetto comune: creare grucce in ceramica a impatto zero che da utensili funzionali diventano micro-sculture simboliche di equilibrio e consapevolezza sulla sostenibilità.
WEAR_ART – Riciclo pittorico del dismesso
Sarah Bowyer
Esperienza di co-creazione corale. Un soprabito rigenerato collettivamente diventa una tela tridimensionale e un manifesto visivo di sostenibilità relazionale, utilizzando il riciclo pittorico.



Presentazione di Italian Design Institute (IDI)
IDI – Italian Design Institute è organizzatore e promotore dell’evento Dressing the Future 2025 attraverso la sua Area Fashion. L’istituto, leader nella formazione nel campo del design, si pone come piattaforma educativa e acceleratore di innovazione, nonché inesauribile fonte di risorse umane e talenti che costituiscono la nuova generazione di designer e professionisti del settore. Con tre sedi a Milano, Roma e Bari, l’istituto ha come missione formare professionisti creativi, capaci di applicare autonomia progettuale e visione innovativa grazie a un’offerta didattica che unisce lezioni teoriche, laboratori, project work, stage aziendali e supporto all’inserimento nel mondo del lavoro. L’offerta formativa di IDI si articola in diverse aree tematiche: l’area “Design” (con specializzazioni in interior, lighting, garden, product design), la “Fashion”, l’“Art, Communication & Events” e la “Green” (con attenzione particolare al paesaggio e alla progettazione ecocompatibile). A queste si aggiunge l’“Area International”, la quale rappresenta il braccio globale dell’Istituto: grazie a percorsi online in inglese e spagnolo, programmi rivolti a studenti e professionisti internazionali e a un corpo docente selezionato che opera in contesti globali, l’IDI offre opportunità di formazione che superano i confini nazionali. L’IDI è gestita dalla società Sviluppo Europa s.r.l., con sede a Milano, che cura la rete dei partner, la didattica e i percorsi di stage e inserimento professionale. Grazie a una rete di partnership con importanti aziende e studi in Italia e all’estero, l’Istituto facilita l’inserimento degli studenti nel mondo lavorativo, sia nazionale che internazionale.
PROGRAMMA “DRESSING THE FUTURE 2025”
Data: 5 dicembre 2025
Luogo: Cascina Cuccagna, Milano
Tema: Moda, Arte e Formazione per il Made in Italy Sostenibile
Orario
Area
Attività
Note
10:00 – 16:00
1° Piano – Sale 13, 14, 15
 Area Espositiva
Ricerca artistica e didattica. Ingresso libero (gradita prenotazione).

Sala 13
Installazione: In the Making
Project work studenti IDI e sonorizzazione Sound Design.

Sala 14
Installazione: Centosettantaperottanta
Sara Conforti Hofer. In collaborazione con Moleskine Foundation.

Sala 15
Installazione: Ce n’est qu’une impression. Milano 2025
Laurent Barnavon.
10:30 – 17:30
Spazi Cuccagna
Workshop: Art & Circular Fashion
Laboratori esperienziali a cura di artisti e designer.
10,30 -13
Sala 14
Out of Frame (Laurent Barnavon)
Zero waste / Pliage.
15,30-17,30
Laboratorio Filo Dritto di Associazione Comunità IL GABBIANO “ODV
Re-Trace: mappare il futuro del tessile sostenibile (Marco Piu)
protocolli di smaltimento dei rifiuti/ sensibilizzazione al riciclo delle fibre.
15,30-17,30
Spazio eventi Sala 1
Bodyscape (Carlo Galli)
Modellazione somatica 3D.
15,30-17,30
Spazio eventi
Sala 2
Sustainable Hanger (Cristina Mandelli)
Sculture in ceramica.
15,30-17,30
Spazio eventi
Sala 3
WEAR_ART (Sarah Bowyer)
Riciclo pittorico del dismesso.
18:00 – 19:00
Sala Eventi
Talk “Re-immaginare il Made in Italy tra cultura, impresa e sostenibilità”
Moderato da Aurora Magni. Confronto tra istituzioni, imprese, docenti e attivisti. Prenotazione obbligatoria (capienza 80 pax).
20:00 in poi
Cascina Cuccagna
Momento Conclusivo
Aperitivo diffuso, visita guidata alle sale espositive.


Performance Partecipativa Finale
A cura degli artisti e studenti e studentesse



Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.


PRESENTAZIONE CASCINA CUCCAGNA
Cascina Cuccagna è una cascina seicentesca nel cuore di Milano, restaurata e riaperta al pubblico nel 2012 come luogo di incontro, cultura e sostenibilità. Nata da un progetto dell’Associazione Consorzio Cantiere Cuccagna (ACCC), la Cascina è oggi un centro di partecipazione attiva che promuove idee di innovazione sociale, servizi sostenibili e iniziative culturali aperte alla cittadinanza. Presente già nella mappa del Catasto Teresiano del 1722 con il nome di Cassina Torchio, la struttura apparteneva ai Padri Fatebenefratelli, che ne utilizzavano i terreni per la coltivazione di erbe officinali destinate all’Ospedale Maggiore. Nel 2005 il Comune di Milano ha assegnato l’immobile all’Associazione Consorzio Cantiere Cuccagna con l’obiettivo di recuperarne il valore architettonico e restituirlo alla città come spazio pubblico condiviso. Da allora, la Cascina è diventata un avamposto agricolo urbano, capace di rinnovare il legame tra città e campagna e di favorire pratiche di economia circolare, socialità e cultura partecipata. Oggi Cascina Cuccagna rappresenta un modello di rigenerazione urbana e comunitaria, un luogo vivo dove agricoltura, artigianato, cultura e cittadinanza attiva si intrecciano per costruire un futuro più sostenibile e collettivo.

PRESENTAZIONE MOLESKINE FOUNDATION COLLECTION
Moleskine Foundation possiede la più grande collezione di taccuini d’artista dei nostri tempi: oltre 1.600 donati dagli autori per sensibilizzare sul valore della creatività come strumento di cambiamento sociale. È un archivio di creatività, un progetto culturale iniziato nel 2006 che da allora è cresciuto ed evoluto costantemente. Ogni taccuino racconta una storia diversa, un sogno o un progetto, un modo distintivo di essere e di relazionarsi con il mondo, aprendo nuovi punti di vista su un mondo contemporaneo sempre più complesso e variegato attraverso l’estrema libertà delle sue pagine bianche. I taccuini sono pieni di pensieri, schizzi, immagini, idee appositamente creati da artisti e designer, architetti e musicisti, registi e filosofi, così come dai Creativity Pioneers che raccontano le storie delle loro organizzazioni.

PRESENTAZIONE BONAVERI
Fondata nel 1950 a Renazzo di Cento (FE), oggi vuole semplicemente dire Manichino d’eccellenza, e ovunque sia la moda di qualità – in un negozio, in un museo, in un allestimento scenografico – là si trovano i manichini Bonaveri. L’aver saputo saldare la capacità manifatturiera con una ricerca visionaria del senso della forma, ha consentito all’azienda di accompagnare la nascita, definizione e affermazione dell’industria della moda. Oggi Bonaveri produce circa 15 mila manichini l’anno: nelle sue collezioni si incontrano ricerca estetica, artigianalità, innovazione e sostenibilità, dalle più evocative linee a marchio Schläppiai manichini bespoke di Sartorial, dalla collezione Classica alle proposte più giovanili di B by Bonaverifino alle più recenti novità, come le collezioni realistiche Adel Rootstein. La sede – a Renazzo di Cento (FE) – è un viaggio tra automazione e ispirazione. Visitandola è possibile passare dai laboratori per la scannerizzazione digitale dei corpi all’atelier di scultura dove – come in una bottega rinascimentale – un gruppo di scultori modellano argilla e gesso per comporre figure. Il rapporto con i maggiori brand della moda l’ha portata ad eccellere nella creazione di manichini personalizzati, per la capacità di coniugare le esigenze di vestibilità con quelle estetiche. Tramite l’installazione sul tetto dello stabilimento di un impianto fotovoltaico da 306 KWp, che occupa circa 2.000 mq, l’azienda ha diminuito la produzione di gas responsabili dell’effetto serra. Grazie all’impianto fotovoltaico infatti, Bonaveri ha immesso nell’atmosfera, tra il 2018 e il 2024, solo 1.181 tonnellate di CO2 invece di 3.126 tonnellate, con una riduzione del 37,78%.


PRESENTAZIONE PHILIPS PROFESSIONAL DISPLAYS

Con la sua storia di eccezionale innovazione tecnica e la straordinaria esperienza in ambito one-to-one, il brand Philips è da sempre riconosciuto come leader mondiale nel settore della tecnologia dei display, anche grazie allo sviluppo di sistemi professionali per la comunicazione digitale e interattiva e ad un approccio in grado di offrire al mercato prodotti evoluti e soluzioni di maggior valore, sia per i rivenditori, che per i clienti finali.

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