D’A – Festival del Cinema di Barcellona 2025

Dal 27 Marzo 2025 6 Aprile 2025  la XV edizione del D’A a Barcellona di Spagna. Focus con Roberto Minervini pluripremiato regista del film I Dannati (The Damned), vincitore del premio alla Miglior direzione a Cannes

•  Data evento: dal 27 Marzo 2025 6 Aprile 2025

• Luoghi: CCCB, Mooby Aribau, Filmoteca de Catalunya, Zumzeig e Casa Montjuïc

Ingresso Libero

Siamo alla XV edizione del D’A, Festival del Cinema di Barcellona, che si terrà dal 27 marzo al 6 aprile 2025.

Il Festival può contare sul sostegno dell’Istituto italiano di Cultura, e in special modo sulla presenza del pluripremiato regista italiano Roberto Minervini cui è dedicato un focus all’interno del quale verrà proiettato il film I Dannati (The Damned), vincitore del premio alla Miglior direzione a Cannes, nella sezione Un Certain Regard.

Minervini è nato nelle Marche, a Fermo, nel 1970. Consegue una laurea in Economia e commercio all’Università di Ancona e un dottorato in Storia del Cinema all’Università autonoma di Madrid. Nel 2004 ottiene un master in Media Studies alla New School University di New York. Negli anni 2006 e 2007 ha insegnato regia, sceneggiatura e realizzazione di documentari nelle Università De La Salle e San Beda di Manila, nelle Filippine. Oltre all’attività di regista, in parallelo svolge quella di produttore di altri nomi di rilievo del cinema d’autore contemporaneo, quali Payal Kapadia e Lisandro Alonso.
Da molti anni vive a Huston, Texas.

I Dannati èil primo film di finzione di Minervini, la cui filmografia era stata finora rappresentata da lungometraggi.

I Dannati sono i soldati della Guerra di Secessione americana, in particolare un gruppo di volontari che viene inviato in perlustrazione di terre selvagge dell’ovest destinate a diventare il territorio del Montana.

“In guerra, vedersi in 2D (due dimensioni), come sarebbe avvenuto nel XIX secolo, significava vivere o morire e quindi nascondersi era una prerogativa per portare a termine un’azione bellica. Perciò per me era molto importante lavorare sul ‘nascondersi’.” La storia americana vista attraverso lo sguardo del regista italiano, che da molti anni vive in Texas, realizzando molti documenti di grande pregio sull’America profonda come Louisiana e Cosa fare quando il mondo è in fiamme. “In fondo, torno agli albori di questa fragile democrazia americana. Un po’ ci vedo l’America di oggi che si accinge ad affrontare un’altra elezione presidenziale complessissima”.

(da un’intervista del Tg3 del 26 maggio 2024)

 Roberto MInervini

Filmografia breve

The Passage, 2011; Bassa marea (Low Tide), 2012; Stop the Pounding Heart, 2013; Louisiana (The Other Side), 2015; Che fare quando il mondo è in fiamme? (What You Gonna Do When the World’s on Fire?), 2018; I dannati (The Damned), 2024.

Tra I lungometraggi particolarmente apprezzati, vi sono quelli definiti Trilogia texana.

The Passage, è il primo della trilogia nonché il suo lungometraggio d’esordio. Sullo sfondo del paesaggio texano tre persone, che non potrebbero essere più distanti tra loro (un sessantenne malato terminale, un uomo appena uscito di prigione, un artista britannico), si ritrovano per caso insieme in un viaggio in macchina che cambierà per sempre le loro vite.

Low tide è lastoria di due persone: un adolescente e sua madre che vivono insieme ma non si incontrano. Lei non è sposata, esce con gli amici, lavora e il figlio dodicenne vive di solitudine che, se da un lato significa per lui libertà dall’altro gli provoca dolore, smarrimento e si troverà sempre al bivio di scelte contrastanti con le regole sociali e le leggi di natura.

Stop the Pounding Heart – che riceverà il Davide di Donatello nel 2014 quale Miglior documentario di lungo metraggio – è uno dei lavori più celebrati di Minervini. Ambientato sempre in Texas in un luogo bellissimo dove il tempo sembra essersi fermato alle antiche regole religiose che insieme alla cultura agricola, alle armi e al rodeo permeano la vita degli abitanti. Tra loro, la giovane Sara avvicina un cowboy di città per il quale prova una forte attrazione che scatena il lei un profondo quanto inevitabile conflitto con le rigide regole della sua educazione.

Il contatto del regista con le storie che narra, dove i personaggi sembrano raccontarsi da soli tanto è palese l’assenza di una visibile artefazione, si tiene lontano da facili e retoriche adesioni a una moralità che pure sarebbe facile esprimere. Nella trilogia texana la rappresentazione umana è quella ampiamente definita letterariamente ‘white trash’ laddove il bianco è il sottoproletariato bianco del sud dove l’ignoranza, la miseria, anche spirituale, vengono trasferite su un appoggio morale che giustifica se stesso dal momento che pone i propri valori a un livello altissimo: Bibbia, Patria, Razza (ariana, ove fosse necessario specificarla).

I colori, la luce, l’asprezza del territorio sono anche anch’essi protagonisti essenziali delle storie cui fanno da sfondo e non regalano alcuno spazio a una superflua, perfetta stilizzazione: tutto è sobrio, essenziale, illuminato dalla spietata luce della crudezza, reale.

https://dafilmfestival.com/es/director/roberto-minervini/

(Antonietta Saracino)

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