A ogni passo c’è il mistero. Se il mistero scompare c’è il segreto per ogni Benatana che torna

Così la donna vestita di seta disse…Tieni chiusi gli occhi, pensa a un sogno: il pensiero diventi immagine, l’immagine viaggio, il viaggio un andare che ritorna sempre al punto di partenza. Tra segreto e rivelazione, la Benatana torna senza scarpe rotte, perché ciò che si svela non si perde, ma resta nel cuore come metafora di bellezza...

Pierfranco Bruni

Dal davanzale della Grotta una donna vestita di seta sciolse i suoi capelli dai nodi delle trecce e osservò la notte.

Notte buia notte chiara. Le stelle nella danza del vento prendevano per mano la luna. Coriandoli e fili argentati. Suoni e echi nel cerchio dei ricordi.

La donna vestita di seta si mise in viaggio lungo i cammini delle bifore e giunse sino ai Camini delle Fate. Poi…

Poi un arcobaleno dipinse le ore

Una carezza in un bacio
Un sigillo nella rosa
Il sorriso per una tenerezza
Uno sguardo e un canto
I doni non sono mai troppi
Rebecca è l’incanto nell’amore infinito
Che ha nome Bellezza

Così la donna vestita di seta disse…

Si fermò in un angolo di tempo e disse soltanto: “Tieni chiusi gli occhi. Pensa a un sogno. Sogna un pensiero. Fai in modo che il pensiero sia un’immagine. L’immagine un viaggio. Il viaggio un andare. Non fermarti ad alcun porto e vedrai che ritornerai sempre al punto di partenza. La bellezza è qui”.

La bellezza ha dell’ignoto e il colore é negli occhi di chi li cerca. Sono stranieri a chi non sa vederli. Sono sconosciuti allo sguardo di chi non sa osservare.

Ci sono gli ignoti che si specchiano. Gli stranieri che viaggiano. Gli sconosciuti che hanno segreto. Il resto verrà. Verrà il resto del tempo.
Chissà dove. Chissà perché…

La donna vestita di seta ritornò sul davanzale della Grotta. Aveva gli occhi belli e le labbra purpuree. Il sorriso accennato.

Si caricò su un carretto siciliano tutti i sacchi vermigli con sfumature di rosso. Erano i regali per i più piccoli e per i grandi. In un altro sacco mise tutto il carbone della notte prima. In un altro lavoro cenere del giorno che verrà. E partì per le strade della fantasia.

Le case erano di marzapane e i silenzi avevano la notte chiara. A ogni porta dove abitava la bellezza lasciò un dono. A ogni porta abitata dal dubbio lasciò il carbone.

A ogni porta abitata dalla nebbia lasciò la cenere.
Poi? Poi si immerse nel sogno e sparì. Si racconta che in una nuvola si incontrarono la donna vestita di seta l’Ignoto lo Straniero e lo Sconosciuto. Il tempo passò. Passò altro tempo ancora.

La vita è un passaggio di tempo. Sempre. Ma chi era la signora vestita di seta? Chi lo sa non lo dice. Chi non lo sa indovina indovinello. Ovvero tira a indovinare.

Ma ha veramente importanza?

La Benatana non ha più le scarpe rotte ed è tutto un Mistero che una volta rivelato resta nel segreto del cuore.

Oilì…. Oilà…
A ogni passo c’è il mistero. Se il mistero scompare c’è il segreto per ogni Benatana che torna.

Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.

Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.

Incarichi in capo al Ministero della Cultura:

Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;

Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;

Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.

È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.

Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.

Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.

Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.
@Riproduzione riservata

💬

Paese Italia Press su WhatsApp

Resta dentro le notizie che contano

Segui il canale WhatsApp di Paese Italia Press per ricevere aggiornamenti, articoli e approfondimenti direttamente sul tuo telefono.

Segui il canale WhatsApp
Stampa Articolo Stampa Articolo