Casanova? Altro rispetto a Don Giovanni e De Sade

Casanova intellettuale incarna seduzione e pathos, non possesso, va oltre Don Giovanni, “nonostante Mozart”, e differisce da De Sade, in cui “la donna è quasi oggetto”.Giacomo Casanova comunque è l'eleganza che fa il resto. E non è di poco conto

Pierfranco Bruni

Cosa è stato Giacomo Casanova nel mio percorso di vita? Certamente un seduttore nobile. Direi molto di più. Non il libertino. Ma il senso della libertà nella ricerca della conoscenza. O delle conoscenze. Da quando frequentavo i primi anni del Liceo mi ha affascinato il suo pensare oltre qualsiasi schema. Nel corso degli anni ho letto i suoi libri. Non mi sono mai fatto condizionare dalle leggende. Le quali superano nel loro immaginario il tempo della vita. Il suo essere un conservatore nell’età della Rivoluzione è stato un atto di coraggio che ha caratterizzato il giabinismo imperante e terribile. Ha scritto di filosofia quando il pensiero di Rousseau e Voltaire dominavano. Ha scritto di teologia quando la Inquisione processava e mandava al rogo. Ha superato il mito del Don Giovanni nonostante Mozart. Ha anticipato il Marchese De Sade nel legame tra vizio e virtù. Ha creato personaggi che lo stesso De Sade ha ripreso ma con stile e visioni completamente diversi. Ha amato la donna chiamata Henriette e ha restituito all’amore l’eleganza della poesia. Forse anche per questo non smetto di leggerlo e annotarlo nel mio diario.

Ha vissuto con una profonda malinconia cercando di non fare mai i conti con il tempo. Anche se il tempo ha sempre stretto in una morsa il suo corpo e la sua esistenza. Ha conosciuto la prigione e la fuga. Ha vissuto di viaggi abitando costantemente l’esilio. Un esilio che lo ha condotto il più delle volte a un esilio reale e metafisico. Ha saputo vivere una vita oltre la fantasia. Anche nei giorni di Dux ha scritto la sua storia non dimenticando che ciò che resta è oltre di ciò che è stato.
Don Giovanni e De Sade sono altro.

Con De Sade si sgretola l’eleganza e subentra l’erosione della sensualità. Giunge la conquista come possesso del corpo. In Casanova non c’è possesso. C’è il fascino della conquista certamente ma l’obiettivo è il raggiungimento della bellezza. Ciò che la leggenda, mostrata anche in alcuni film di discutibile valore, sottolinea resta soltanto tale. I contenuti dei suoi libri sono il tutto. Come i contenuti dei libri del Marchese. Don Giovanni è musica e favola. Nella filosofia di De Sade l’obiettivo ha sempre un riferimento. Uguale. Lo stesso. La donna quasi oggetto. Nonostante la presenza della moglie e di Constance. In Casanova c’è l’innamoramento che diventa pathos. Seduzione e virtù. Dunque. In Casanova comunque è l’eleganza che fa il resto. E non è di poco conto.

….

Pierfranco Bruni è nato in Calabria.
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura

• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;

• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;

• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.

Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.

@Riproduzione riservata

Stampa Articolo Stampa Articolo