MESSINA – La Basilica Cattedrale ha accolto, lunedì 13 luglio (2026), l’ultimo saluto a Ninni Panzera. Le esequie, celebrate da monsignor Roberto Romeo, hanno riunito familiari, amici, rappresentanti delle istituzioni e numerosi esponenti del mondo della cultura, del cinema e dello spettacolo per rendere omaggio a una delle personalità che più hanno contribuito alla crescita culturale della Sicilia negli ultimi decenni.
La sua scomparsa, giunta a pochi giorni dal settantaduesimo compleanno che avrebbe compiuto il 16 luglio, ha suscitato sincera commozione. La notizia si è diffusa rapidamente tra quanti avevano condiviso con lui esperienze professionali e umane. Fino a pochi giorni prima continuava a lavorare a nuovi progetti e a programmare iniziative culturali, confermando una dedizione che non era mai venuta meno.
Nato il 16 luglio 1955, Ninni Panzera avvocato, ha legato il proprio nome ad alcune delle esperienze più significative della cultura siciliana contemporanea. Il suo percorso ebbe inizio a Messina con la Saletta Milani, della quale fu tra gli ideatori e gli animatori. Quel piccolo spazio dedicato al cinema d’autore divenne ben presto un luogo di incontro, di confronto e di formazione, contribuendo a fare della città un punto di riferimento per il dibattito cinematografico.
Da quell’esperienza nacque anche il rapporto di stima e amicizia con il regista Giuseppe Tornatore. Panzera ne intuì precocemente il talento e seguì con attenzione il suo percorso artistico. Nel gennaio 1989, quando Nuovo Cinema Paradiso non aveva ancora ottenuto il riconoscimento internazionale, promosse a Messina un incontro con il regista, contribuendo a mantenere viva l’attenzione su un’opera destinata, pochi mesi dopo, a conquistare il Premio Oscar. Negli anni successivi curò due volumi dedicati a Tornatore, testimonianza di un sodalizio culturale costruito nel tempo.
Nel 1987 assunse l’incarico di segretario generale di Taormina Arte, ruolo ricoperto fino al 2021. Per circa trentacinque anni fu tra gli artefici della crescita della prestigiosa istituzione culturale, seguendone l’organizzazione e accompagnandone le stagioni più importanti. Il suo legame con Taormina Arte si è protratto complessivamente per oltre quarant’anni, contribuendo a consolidarne il prestigio in Italia e all’estero.
Tra il 1995 e il 2001 ideò e diresse il Messina Film Festival. Negli ultimi anni aveva dato vita al Messina Opera Film Festival, del quale era direttore artistico, con l’obiettivo di creare un dialogo tra il cinema e la grande tradizione operistica. Un progetto che sintetizzava il suo modo di concepire la cultura come occasione di incontro, di conoscenza e di valorizzazione del territorio.
Garbo ed eleganza appartenevano al suo modo di essere, prima ancora che al profilo professionale. Accoglieva con la stessa attenzione l’artista affermato e il giovane che si avvicinava per la prima volta al mondo della cultura. Sapeva ascoltare e metteva ogni interlocutore a proprio agio. Un atteggiamento spontaneo, che nel tempo gli aveva fatto conquistare la stima di artisti, istituzioni e collaboratori e contribuiva a creare un clima di fiducia attorno ai progetti che promuoveva.
La sua preparazione, unita a una riconosciuta capacità organizzativa, gli consentì di collaborare con alcuni dei maggiori protagonisti del cinema, del teatro e della musica, senza mai rinunciare alla discrezione che lo ha accompagnato per tutta la vita.
Alla moglie e alla figlia Ida si è stretto l’affetto della comunità messinese e del vasto mondo della cultura, che in queste ore continua a ricordarlo con profonda riconoscenza.
Con la scomparsa di Ninni Panzera, Messina e la Sicilia perdono un protagonista della loro storia culturale recente. Restano i festival, le rassegne, i progetti e le relazioni che ha saputo costruire nel corso di una vita interamente dedicata alla promozione della cultura, sempre con stile che ne ha contraddistinto il percorso umano e professionale.
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