Maria Clara Cataldi, Sant’Agata di Militello rende omaggio alla poetessa della memoria e della fede

Nel Castello Gallego il ricordo della letterata siciliana scomparsa nel 2020: centrale la testimonianza di don Biagio Amata sul suo legame con la fede, l’Opera salesiana e la comunità, fino allo svelamento della targa commemorativa dedicata alla sua eredità culturale e spirituale

di Maria Sole Stancampiano

Sant’Agata di Militello ( Messina) celebra Maria Clara Cataldi, voce ritrovata della poesia siciliana
Al Castello Gallego una giornata di studi, affetti e memoria per la letterata cattolica, profondamente legata all’Opera salesiana. Tra commozione e fede, scoperta una targa in suo onore.
Ci sono esistenze che lasciano un segno indelebile, un’eredità fatta di memoria, fede, cultura e umanità. Con questo spirito la comunità di Sant’Agata di Militello si è riunita sabato 16 maggio, nella Sala dei Principi del Castello Gallego, per rendere omaggio alla professoressa Maria Clara Cataldi (1932-2020), definita a pieno titolo “voce ritrovata della letteratura siciliana”.

La giornata, che ha visto la partecipazione di autorità civili e religiose, è andata oltre il semplice convegno: un momento corale di riconoscenza verso una figura capace di coniugare rigore accademico, sensibilità poetica e una riservata, straordinaria generosità.
Particolarmente intensa la testimonianza di don Biagio Amata, già direttore dell’Istituto Don Bosco di via Sampolo a Palermo, che ha tratteggiato la figura di Maria Clara Cataldi attraverso quattro “flash” carichi di simbolismo.
La concittadina, profondamente legata alla sua terra, Sant’Agata di Militello, a cui rimase unita da un rapporto affettivo mai interrotto, testimoniato anche dalla sua raccolta lirica più celebre, Il libro degli addii.
La poetessa, colta e raffinata, interprete dell’ideale della kalokagathia ellenistica, capace di fondere bellezza e bontà in una lingua limpida, aperta alle suggestioni del siciliano e attraversata da una forte tensione spirituale.


La benefattrice, legata all’Opera salesiana da gesti concreti, come il dono della statua di Maria Ausiliatrice a grandezza naturale – oggi collocata all’Istituto Don Bosco Ranchibile di Palermo – e da una costante attenzione verso la comunità.
La devota, infine, testimone di una fede salda, vissuta con dignità anche negli anni della malattia, nella dimensione della contemplazione.
Non casuale la scelta della data: il 16 maggio segna infatti l’avvio della novena salesiana a Maria Ausiliatrice, che quest’anno culmina il 25 maggio, per la coincidenza della Pentecoste il 24 maggio.
Il momento più solenne è stato lo svelamento della targa commemorativa dedicata alla poetessa. “Il tempo non cancelli ciò che la pietra e il cuore custodiscono”, ha sottolineato don Biagio Amata prima della benedizione.
Con questa iniziativa, Sant’Agata di Militello restituisce alla memoria collettiva una figura di alto valore umano e letterario, consegnandola alle future generazioni. La targa al Castello Gallego resta il segno visibile di un’eredità da non disperdere.

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