Abito le assenze tra i vicoli di Marrakech

Il mattino che sono arrivato a Marrakech l'alba non si era ancora diradata...La donna con il velo azzurro mi venne incontro...Nella Moschea entrammo con la pazienza della preghiera. Restammo oranti nel Dio illuminante...Mi resi conto che la preghiera può tutto e la provvidenza ci accompagna. Se non avessi la preghiera tra le mie dita e nell'intreccio del cuore cosa sarei.. ?

Il mattino che sono arrivato a Marrakech l’alba non si era ancora diradata. Con il sole pallido e il chiarore delle prime ore ho attraversato i vicoli stretti che conducono al mercato.
I suoni e le cinque lune avevano il tocco della magia. Ho girovagato per i suk. Mi ero illuso che qui il tempo si contraesse in un istante e che tutto il reale poteva sembrare un immaginario. Ma il reale e l’immaginario formavano un’unica distesa oltre l’orizzonte.
La vita se non è angoscia e ironia può essere raccontata come una favola. Un cantastorie disubbidiente è nel mio viaggio. O forse soltanto un disubbidiente senza la storia.
La donna con il velo azzurro mi venne incontro. Si vedevano appena gli occhi. Quegli occhi a spigoli di mandorla. Il volto coperto. Il volto è un volto. Non è un viso. Mistero del religioso. Mi prese le mani scostando le sue dai polsi dal vestito. Mi parlò con voce lenta e poi mi indicò una strada che conduceva in una piccola piazza. I suoi occhi nel verde del mediterraneo avevano la profondità del silenzio. All’angolo la moschea si apriva a un corridoio di tappeti. Mi fece segno di togliere le scarpe.
Entrammo con la pazienza della preghiera. Ancora una volta mi fissò e si inginocchiò alzando la testa ai colori e alle immagini che la moschea mostrava nel cerchio del soffitto. Era l’ora della seconda luna. Restammo oranti nel Dio illuminante. Mi domandò soltanto: Perché non preghi? In quella domanda mi persi.
Restai in ginocchio sino ad ascoltare la terza luna. Mi girai all’improvviso e la donna con il velo azzurro non c’era più. Era stato un sogno, un’immaginazione o un tratto di reale che non ero riuscito a catturare?
Chiesi a me stesso: Cosa ci faccio qui? Fu una profezia? Mi resi conto che la preghiera può tutto e la provvidenza ci accompagna. Se non avessi la preghiera tra le mie dita e nell’intreccio del cuore cosa sarei?
Cosa sarebbe tutto il pellegrinaggio tra i luoghi delle parole? La donna con il velo azzurro non è solo una metafora. L’ho incontrata lungo i miei sentieri. È la mia compagna che regge le mie incertezze, le mie paure, i miei abbandoni, le mie rese, le mie riprese. È tempo di capire cos’è la pietas e cos’è la malinconia dell’infinito nel finito.
Percepisco gli echi che giungono da distanze che sanno di antiche lontananze. Potremmo vivere senza le assenze? Ci sono mancanze con le quali bisogna convivere. Ritorno tra i vicoli.
Di là della strada c’è il deserto. I cammelli stringono la sabbia tra i passi. È tempo di rincasare.
Marrakech non è un luogo soltanto. Se l’Adriatico è una scogliera il Mediterraneo è uno sciabordare di onde. La donna dal velo azzurro è nel vento. Vorrei poter scrivere ciò che finora non ho scritto, ma è palpitante nella conchiglia che tutto custodisce.
Dopo la quarta luna, diventata un quarto di luna, gli echi ridiventarono suoni. Passò in fretta. Giunse la quinta luna. Ero completamente solo. Forse ero solo. Ma si può veramente restare soli? Ciò che manca è assenza o è presenza? È sempre quella presenza dell’assenza che diventa indiscutibile pensiero. E sì, l’assenza è presenza.
Volto la pagina del ricordo. Il vissuto ha il suo indefinito cerchio che mi abita e che io abito. La favola di ciò che ho abitato è un rito.

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Pierfranco Bruni, nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Presidente Commissione Conferimento del titolo “Capitale italiana del Libro 2024“, con decreto del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano del 28 Novembre 2023. Archeologo, antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura.

Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha appronfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.

Archeologo già direttore del Ministero Beni Culturali, Direttore responsabile del Dipartimento Demoetnoantropologico, Direttore Responsabile unico della Biblioteca del Ministero dei Beni Culturali. Membro Commissione Premio Internazionale di Cultura per l’Antropologia presieduta da Luigi Lombardi Satriani, decano dell’antropologia contemporanea Ordinario Sapienza Università di Roma.

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