Almanaccu sicilianu, un libro alla scoperta del patrimonio siciliano

Presentato in un evento Fb dalla Biblioteca di Messina G. Longo

La Biblioteca regionale di Messina G. Longo ha presentato Almanaccu sicilianu 2021 (editrice Pungitopo) in diretta sulla propria pagina Fb. Ieri un’intensa maratona virtuale ha portato alla scoperta del valore culturale del patrimonio linguistico-storico siciliano. La direttrice Tommasa Ragusa introducendo l’evento ha detto: “Anche in questo periodo la Biblioteca non si è mai tirata indietro cercando modi altri di parlare ai lettori e mai smesso contatti con forze sociali del nostro territorio” e ha ricordato il Cavaliere Domenico Gervasi, venuto a mancare per il covid.

Hanno partecipato anche Salvatore Bombaci, presidente di Kiklos; l’antropologo Sergio Todesco; l’editore e co curatore del testo Lucio Falcone; Peppuccio Buzzanca, curatore del testo e Mario Sarica, curatore scientifico del Museo dei Peloritani. Ha interpretato testi in dialetto siciliano l’attore Antonio Previti. 

Ha portato un proprio saluto anche Domenico Venuti, presidente sezione Messina di Assofante (Associazione nazionale del Fante) anche consigliere nazionale dell’associazione riconosciuta dal ministero della Difesa. 

“Le foto presenti nel testo sono della prima metà del 900” ha ricordato la direttrice. 

L’antropologo Todesco ha sottolineato le novità del testo: “Gli autori hanno fatto una scelta diversa scegliendo il corpus fotografico di Monsignor Calogero Franchina di Tortorici che descrivono la cultura quotidiana con un forte spirito antropologico che emerge dai bozzetti che ci ha lasciato”. 

L’Almanaccu sicilianu parla anche di “magia, religione, e ci sono poi i pricantozzi” ha spiegato ancora Todesco, “formule magiche per curare alcune malattie”. 

L’insegnante Peppuccio Buzzanca, curatore del testo, e Lucio Falcone, editore e co-curatore hanno sottolineato gli aspetti di novità di questa edizione.

Mario Sarica, etnomusicologo e curatore scientifico del Museo dei Peloritani, ha valorizzato in parallelo il percorso del Museo e quello degli Almanacchi: “Nascono da un lungo lavoro di ricerca, non solo bibliografica. Rappresentano un materiale vivo, un’occasione- ha concluso- anche per le nuove generazioni”. 

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