Scomparso Raffaele Pisu, attore eclettico

Il noto personaggio televisivo e del cinema italiano si è spento all'età di 94 anni

Raffaele Pisu, importante figura del cinema italiano, è morto all’età di 94 anni il 31 luglio 2019 a Castel Pietro Terme (Bologna).  Uomo, attore, conduttore televisivo, comico e  partigiano, Pisu ha lavorato con alcuni dei più grandi registi italiani, contribuendo ai capolavori come Italiani brava gente  un film di guerra del 1964 diretto da Giuseppe De Santis, ambientato durante la Campagna italiana di Russia e  Le conseguenze dell’amore, film scritto e diretto da Paolo Sorrentino, uscito nelle sale il 24 settembre 2004.

Una vita-mille vite- Partigiano e attore
Raffaele Pisu, al secolo Guerrino, nasce nel 1925.  Inizia a sua carriera  nell’immediato dopoguerra dopo aver attraversato grandi drammi e battaglie durante la fine del conflitto mondiale. Venne anche catturato dai tedeschi e rimase 15 mesi internato in Germania poi da partigiano partecipa alla resistenza.

Pisu approdò al  mondo dello spettacolo dimostrando la sua ecletticità : partecipò a trasmissioni radiofoniche per bambini come Il grillo parlante e lavorò anche in teatro (fu uno dei fondatori de La Soffitta di Bologna).

In televisione affrontò con successo anche ruoli drammatici, come quello in Italiani brava gente,  diventando una icona del varietà: partecipò a successi come Ma che domenica amici, Come quando fuori piove e La Domenica è un’altra cosa.

Non ha quasi mai smesso di recitare: di recente ha lavorato in Nobili Bugie e fu notato da Paolo Sorrentino che lo volle nel film Le Conseguenze dell’Amore, uno dei primi capolavori del noto regista.

Pisu,  fu protagonista con Andrea Checchi e Riccardo Cucciolla di “Italiani brava gente“, la cui versione restaurata da Genoma Films venne  presentata nell’ottobre 2018 a Roma

Il 19 ottobre dello stesso anno, Raffaele Pisu fu ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il noto artista si recò in visita al Quirinale insieme alla moglie Leda Martellini e i  figli, il regista Antonio Pisu e il produttore Paolo Rossi, figlio naturale, come tutti ben sappiamo, “scoperto” solo nel 2014.

L’incontro di circa 40 minuti con il presidente Mattarella, fu accompagnato da aneddoti e ricordi come  la drammatica esperienza da deportato nel lager nazista di Wilelmshaven in Germania. Raffaele Pisu in quella occasione sottolineò  l’importanza dei principi fondanti della nostra Democrazia  attraverso l’azione diffusiva dell’arte, il cinema e la cultura.

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