Gli sparvieri, l’Opera narrativa del cardinale Pietro Maffi (1858-1931)

Giugno 2018, quarto titolo per la collana di letteratura della casa editrice Divergenze, Gli sparvieri è un’opera narrativa di Pietro Maffi, pubblicata in origine come romanzo d’appendice sul giornale pavese Il Ticino, nel 1898

Giugno 2018, quarto titolo per la collana di letteratura della casa editrice Divergenze, Gli sparvieri è un’opera narrativa di Pietro Maffi, pubblicata in origine come romanzo d’appendice sul giornale pavese Il Ticino, nel 1898. Abitudini, fatiche, gioie e tragedie di Ballino (Corteolona), un paese che è tutti i paesi italiani di fine Ottocento, ritratto manzoniano di una società e un ambiente irripetibili.

Tratta da un evento realmente accaduto, e rielaborato ""con licenza narrativa, è una storia priva di nostalgie e di compiacimenti illanguiditi dal tempo, che non concede una riga alla retorica di “quanto eravamo belli” – perché lo siamo stati, ma senza rendercene conto. E quel candore semplice e ingenuo l’abbiamo perduto.

In bilico fra la ricostruzione oggettiva e il bozzettismo (memorabile il tragicomico dottor Fasolari), il Maffi compie una piccola Recherche in ambito padano: contadini, preti, genti dal mestiere antico e bie­chi intriganti, personaggi di una geografia che per citare Piero Chiara, va cercata «dove si trovano tutti i luoghi immaginari nei quali si svolge la favola della vita».

Apparato critico e ricerca archivistica a cura di Lorenzo Campanella, con una nota di Alessandro Buroni.

———————–

Pietro Maffi nasce il 12 ottobre del 1858 a Corteolona, un centro della bassa padana noto per essere stato residenza di re Franchi e Longobardi, da cui Lotario I emanò il capitolare che diede origine al futuro ateneo di Pavia. Bibliofilo, giornalista, letterato, divulgatore di scienze astronomiche e meteorolo­giche, studioso di sismologia, fondatore della «Rivista di Fisica, Matematica e Scienze naturali», di «Vi­ta Nova» e del quotidiano cattolico «Il Messaggero toscano», promotore della prima cattedra di Sociologia in un seminario, prima sacerdote e poi arcivescovo di Pisa, dopo la nomina da parte di Pio X diventa il cardinale scienziato, figura leggendaria nel dialogo tra scienza e fede. La sua opera Nei cieli: pagine di astronomia popolare esaurisce due edizioni e viene ristampata più volte. Gli astri, su di lui, esercitano un effetto magnetico. La curiosità per l’universo e i suoi misteri lo spinge a studiarne a fondo il fenomeno e la traiettoria delle stelle cadenti. Realizza, così, il globo meteoroscopico, che riproduce nei dettagli e illumina dall’in­terno come fosse un cielo in miniatura, e di cui un esemplare è presentato alla Esposizione Universale di Parigi del 1900. Membro della Société Astronomique de France, della Associazione meteorologica e della Società astronomica italiana, dell’Accademia pontificia dei Nuovi Lincei, dal 1904 è presidente della Specola vaticana. L’amore per i libri lo porta a creare la Biblioteca Maffi di Pisa, un’autentica istituzione culturale che conserva oltre cinquantamila volumi, manoscritti, incunaboli e altri testi rari.

Tra il 1894 e il 1898, sulle pagine de «Il Ticino», firma due romanzi d’appendice: Fior che muore, novella di stampo educativo, quindi Gli sparvieri, che oltre a ritrarre il paese di Corteolona nei suoi scorci più caratteristici e negli abitanti, si rivela una commedia manzoniana brillante, carica di umorismo e spaccati di umanità perduta. Ritenuto papabile nei conclavi del 1914 e del 1922, muore a Pisa il 17 Marzo del 1931.

 

 

 

Stampa Articolo Stampa Articolo