Gino Rossi a Venezia. Dialogo tra le collezioni di Fondazione Cariverona e Ca’ Pesaro

Press preview: giovedì 22 febbraio 2018, dalle ore 10 alle 14 | conferenza stampa ore 12

Immagine: Gino Rossi. Barene a Burano (1912 – 13). Archivio fotografico Fondazione Cariverona – Saccomani, Verona

 

Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
23 febbraio – 20 maggio 2018 | capesaro.visitmuve.it
 
Press preview: giovedì 22 febbraio 2018, dalle ore 10 alle 14 | conferenza stampa ore 12

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La dirompente avanguardia capesarina attraverso gli occhi di uno dei suo esponenti più cosmopoliti e innovativi: Gino Rossi (Venezia, 1884 – Treviso, 1947).
Ca’ Pesaro – Galleria internazionale di Arte Moderna presenta, insieme a Fondazione CariveronaGino Rossi a Venezia, raccolta dei più interessanti capolavori dell’artista veneziano – appartenenti alle collezioni di entrambe le istituzioni – in dialogo con opere dei suoi contemporanei capesarini come Casorati, Boccioni, Martini e Semeghini.
La mostra, a cura di Luca Massimo Barbero ed Elisabetta Barisoni, celebra la breve e intensa parabola di un artista che in soli 20 anni, tra il 1907 e il 1926, è riuscito ad anticipare le avanguardie italiane terminando tragicamente i suoi giorni nel manicomio di Sant’Artemio a Treviso.
A Parigi, dove si reca nel 1907, respira l’atmosfera dei movimenti artistici europei del periodo, entrando in contatto con la poetica di Gauguin, i Fauve e il Cubismo.
Rientrato a Venezia si avvicina al cenacolo di Nino Brabantini, neo direttore di Ca’ Pesaro e promotore delle tendenze artistiche più recenti in opposizione all’accademismo delle prime edizioni della Biennale. Rossi spicca subito per i potenti ritratti degli ultimi e dei reietti, per la sublimazione del colore nei paesaggi onirici della laguna veneta e per il ritorno ad un’espressività originaria, quasi arcaica.
L’esperienza della Prima Guerra Mondiale segna irreversibilmente la sua vita e la sua arte: il ricovero in manicomio sancisce la fine della sua esperienza artistica lasciando una profonda incognita su come avrebbe potuto proseguire.
Nel catalogo edito da Marsilio, i testi dei curatori a cui si affiancheranno le schede delle opere e un saggio di Nico Stringa, che a Gino Rossi ha dedicato una lunga e approfondita ricerca filologica e storica.

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