Tutela della dignità docente e salvaguardia della cultura: la posizione del CNDDU sulla protesta in Alto Adige

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita a un confronto immediato per conciliare rivendicazioni degli insegnanti, diritti degli studenti e stabilità delle istituzioni culturali

16 nov. 2025 – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani desidera chiarire la propria posizione in merito alla protesta in atto nelle scuole dell’Alto Adige e alle conseguenze che sta producendo sul sistema educativo e culturale locale.

In primo luogo, riconosciamo la pienezza e la legittimità delle richieste presentate dal corpo docente della provincia di Bolzano: chiedono che venga finalmente riconosciuto il valore sociale della loro professione, che venga dato peso al crescente carico di “lavoro sommerso” — ore dedicate a progetti, gite, attività integrative e burocrazia che non sempre trovano riscontro economico o organizzativo. Richiedono inoltre un compenso adeguato al costo della vita locale e un alleggerimento degli adempimenti amministrativi che penalizzano la qualità dell’insegnamento.

Detto ciò, il Coordinamento è al contempo fortemente preoccupato per gli effetti che questa mobilitazione sta generando sull’offerta formativa degli studenti e sul mondo della cultura: lo stop alle attività extracurriculari — gite, laboratori, visite a musei e teatri — sta diventando una realtà concreta che penalizza gli alunni e al contempo mette a rischio l’equilibrio economico delle istituzioni culturali. Musei e teatri del territorio stanno registrando un calo drastico di prenotazioni, con ripercussioni che potrebbero protrarsi anche dopo la conclusione della protesta.

Crediamo che sia indispensabile distinguere tra due dimensioni: da un lato, la rivendicazione docente — che va sostenuta perché riguarda la dignità e la sostenibilità della funzione educativa; dall’altro, l’urgenza di garantire che gli studenti non subiscano come collateralità una trattativa contrattuale tra docenti e amministrazione. La scuola è corresponsabile della formazione dei cittadini e la cultura ne è componente fondamentale.

Il CNDDU chiede dunque che si apra immediatamente un tavolo di confronto tra docenti, amministrazione provinciale e istituzioni culturali della zona per trovare soluzioni che contemperino:

il riconoscimento e la valorizzazione della professione docente;

la riattivazione delle attività extracurriculari e culturali per gli studenti;

il sostegno concreto ai musei, teatri e altri enti culturali che collaborano con la scuola.

Chiediamo che vengano valutati in modo trasparente gli aumenti salariali, la riduzione degli adempimenti burocratici e il riconoscimento di tutte le ore effettivamente profuse dal corpo docente. Al tempo stesso, chiediamo che le scuole e le istituzioni culturali non vengano lasciate a pagare il prezzo di una mancata interlocuzione istituzionale.

In conclusione, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che la qualità della scuola e della cultura non è separabile dalla dignità di chi insegna. È necessario che la trattativa non si risolva in una contrapposizione sterile, ma in un percorso condiviso che riconosca l’apporto degli insegnanti e garantisca agli studenti le opportunità formative che meritano. Restiamo disponibili ad ogni iniziativa che favorisca la riapertura del dialogo e la ripresa entro tempi ragionevoli delle attività extracurriculari.

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