La povertà in Sicilia nel 2025: il rapporto della Caritas tra emergenze sociali e speranze condivise

Nel 2025 Caritas Sicilia ha registrato oltre 12mila persone in difficoltà nei propri centri d’ascolto, rivelando un sistema sociale segnato da povertà economica, fragilità abitative, lavoro precario e dispersione scolastica. In occasione della Giornata Mondiale dei Poveri del 16 novembre, la Conferenza Episcopale Siciliana ha rilanciato un messaggio di corresponsabilità: non iniziative per i poveri, ma con i poveri, affinché nessuno resti indietro in un contesto demografico e socioeconomico sempre più fragile. Video interventi Domenico Leggio, direttore regionale di Caritas Sicilia

Palermo, In occasione della IX Giornata Mondiale dei Poveri, celebrata domenica 16 novembre sul tema “Sei tu, mio Signore, la mia speranza”, la chiesa siciliana ha rilanciato un messaggio di inclusione e responsabilità collettiva. Il messaggio di Papa Leone XIV, diffuso in concomitanza con l’anno giubilare, ha invitato a riconoscere nella povertà non un accidente della storia, ma un luogo di incontro con il volto di Dio, che si fa prossimo ai più fragili.

Nel solco di questo appello si inserisce l’intervento di Domenico Leggio, direttore regionale di Caritas Sicilia, che ha richiamato l’urgenza di superare un approccio assistenzialista: “La sfida non è solo pensare al povero, ma adottare uno stile comunitario capace di incontrarlo e valorizzarlo come risorsa. Non si tratta soltanto di offrire assistenza materiale, ma di ascoltarlo e coinvolgerlo, affinché possa sentirsi parte integrante della società“. E ha aggiunto: “Non iniziative “per” i poveri, ma “con” i poveri, e non solo in occasioni straordinarie: sono le attenzioni quotidiane a costruire una comunità inclusiva“.

Il Rapporto statistico 2025 di Caritas Italiana, presentato in questi giorni, ha offerto uno spaccato significativo della povertà in Sicilia. Nei 182 centri d’ascolto attivi nelle 17 diocesi dell’Isola sono state accolte 12.351 persone, pari al 4,4% del totale nazionale. Il 71,9% degli utenti era di cittadinanza italiana, con una prevalenza femminile.

Tra le criticità più evidenti, il disagio abitativo si è confermato come la principale emergenza, nonostante l’elevato numero di immobili inutilizzati. A questo si è aggiunta la persistente dispersione scolastica, che continua a compromettere le prospettive educative e professionali delle nuove generazioni.

Il calo demografico ha rappresentato un ulteriore campanello d’allarme: nel 2024 la Sicilia ha perso 22.000 residenti, tra nascite in diminuzione e migrazioni. Sul fronte occupazionale, quasi un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni non studiava né lavorava. L’aumento degli occupati ha riguardato soprattutto contratti part-time o stagionali, spesso incapaci di garantire un’autonomia economica. In alcune aree, il fenomeno si è intrecciato con forme di sfruttamento, dando origine a situazioni di “lavoro povero”.

Preoccupante anche l’incremento delle fragilità psicologiche. Caritas ha registrato un aumento delle richieste di supporto per problemi legati alla salute mentale, spesso determinanti nel segnare il confine tra la povertà relativa e quella assoluta.Il quadro che emerge è quello di una povertà multiforme, che va oltre i numeri e interpella la società nel suo insieme. I vescovi siciliani hanno rinnovato l’invito a risposte concrete, fondate sulla solidarietà, sull’impegno educativo e su una rinnovata attenzione verso gli ultimi. Perché, come ha ricordato il Papa, è proprio nei volti dei più fragili che si riflette la speranza di un’umanità più giusta e solidale.

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