Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime sgomento, indignazione e profonda tristezza per la tragica uccisione di Yaqeen Hammad, la più giovane attivista-influencer di Gaza, morta a soli 11 anni durante un raid israeliano su Deir el Balah.
Yaqeen non portava armi. Portava sorrisi, giochi, acqua, datteri, parole gentili e forza interiore tra le macerie. Era una bambina. Un cuore pulsante di speranza. Una voce sottile, ma potente, che gridava al mondo che si può essere luce anche dentro l’oscurità della guerra.
Con i suoi video – in cui distribuiva aiuti con il fratello Mohamed, cucinava senza gas sotto le bombe, formava cuori con le mani e consolava coetanei traumatizzati – Yaqeen è diventata un simbolo globale dell’infanzia violata, della resistenza civile e della dignità umana.
Il suo sorriso è stato assassinato. E insieme a lei, è stata uccisa un’altra possibilità di credere in un futuro senza odio.
Il CNDDU condanna con fermezza l’assassinio di Yaqeen e di ogni minore coinvolto, ferito o ucciso nei conflitti armati. Nessuna ragione politica o militare potrà mai giustificare lo sterminio sistematico dell’infanzia.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in memoria della piccola Yaqeen Hammad, lancia la campagna educativa “Il cuore di Yaqeen – Educare alla Pace Digitale”, con l’obiettivo di sensibilizzare studenti e docenti sull’infanzia nei conflitti armati e promuovere un uso consapevole e creativo delle tecnologie digitali per diffondere messaggi di solidarietà e diritti umani.
Yaqeen, con la sua voce gentile e il suo sorriso, utilizzava Instagram non per mostrarsi, ma per servire: portava cibo, giocattoli, acqua e soprattutto speranza tra le macerie di Gaza. Parlava ai suoi coetanei, cercava di far dimenticare loro – almeno per un attimo – il rumore della guerra. Proprio per questo, è oggi necessario rispondere alla sua memoria con strumenti vicini ai giovani, con il linguaggio che lei stessa aveva scelto: quello della comunicazione digitale.
La campagna prevede la realizzazione di contenuti creativi da parte degli studenti attraverso i social più diffusi come Instagram, TikTok e YouTube Shorts, dove potranno raccontare chi era Yaqeen e cosa rappresenta per loro, attraverso brevi video, messaggi di speranza, riflessioni o semplici gesti simbolici come formare un cuore con le mani. Tutti i contenuti saranno condivisi utilizzando l’hashtag #IlCuoreDiYaqeen, con l’intento di dare vita a un’onda virale di consapevolezza ed empatia digitale.
Accanto a questo, le scuole saranno incoraggiate a organizzare laboratori didattici basati sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa – come ChatGPT, Canva AI o Bing Image Creator – per dare voce a Yaqeen attraverso lettere, poesie, manifesti o video educativi. Gli studenti potranno immaginare, scrivere e condividere pensieri su ciò che lei avrebbe potuto essere, su come sarebbe stata la sua vita se la guerra non l’avesse strappata via. Il Coordinamento fornirà alle scuole un kit didattico digitale con suggerimenti, strumenti e attività per guidare questo processo creativo.
Una parte centrale della campagna sarà la progettazione partecipata di una web-app dedicata alla memoria di Yaqeen, pensata come archivio vivo dei materiali prodotti, contenitore di testimonianze e luogo d’incontro tra le scuole che credono nel valore della pace. Attraverso la realtà aumentata, sarà anche possibile trasformare murales scolastici o spazi pubblici in opere digitali visibili con smartphone e tablet, in grado di raccontare storie di speranza e impegno civile.
La campagna prevede inoltre la creazione di una serie di podcast scolastici, dal titolo “La voce di Yaqeen”, in cui gli studenti potranno riflettere sull’attivismo giovanile, sull’uso positivo dei social e sulla responsabilità della memoria. Questi episodi saranno disponibili su piattaforme audio come Spotify e Spreaker, raggiungendo così anche un pubblico esterno alla scuola.
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Yaqeen è stata un faro nel buio. Ora sta a noi raccogliere la sua luce e farla camminare ancora. In classe, nei social, tra le righe di un tema o nel suono di una canzone. Un cuore non si spegne se qualcuno continua a farlo battere. Tutte le iniziative realizzate potranno essere segnalate all’email del CNDDU (coordinamentodirittiumani@gmail.com). Il Coordinamento rilancerà i contributi delle classi aderenti sui propri canali social.
Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU


