Missioni, Guinea- Bissau: pozzi, scuole e ospedali. Riprende il sostegno alle popolazioni africane

Dopo l'esperienza dello scorso anno, il gruppo di Amici delle Missioni, guidato da Sebastiano Genco diacono della Diocesi di Acireale (Ct) riparte in febbraio 2024 per la nuova missione. All'interno del progetto d'aiuto verso la popolazione africana, la realizzazione soprattutto di un ospedale e moduli per il reparto maternità

Acireale, gennaio 2024 – A febbraio la nuova missione, progetti per aiutare l’Africa, martoriata da violenze, ingiustizie e fame: “Andiamo dove il bisogno è reale, sì alla vita perché è sempre un dono in tutte le parti del mondo”

Si è conclusa circa un mese fa l’esperienza in Guinea-Bissau organizzata dal gruppo “Amici delle Missioni”. A guidare il piccolo gruppo il diacono permanente della diocesi di Acireale Sebastiano Genco, fondatore ed animatore dell’associazione acese che ha celebrato il 26° anno di servizio.

Insieme a Genco in missione nello stato africano sono andati il geometra Matteo Rizzo e l’architetto Roberto De Grazia. Nobile l’intento: concretizzare con il governo locale l’accordo per realizzare i moduli ospedalieri necessari alla comunità, in particolare il reparto di maternità

La questione nascite in Africa è un problema radicato. Nell’Africa rurale, ben distinta dal turismo e dai suoi centri, natalità e mortalità vanno quasi corrispondenti. I dati di Save the children Italia riportano infatti che, seppur è vero che i paesi africani sono segnati da esplosioni demografiche, le complicanze nella gravidanza e nel parto proprio in Guinea-Bissau portano alla morte 1.100 donne ogni 100.000 nati vivi.

Un numero preoccupante e tristemente in crescita che ha incoraggiato i volontari dell’associazione ad intervenire per la realizzazione di un ospedale. Come previsto dall’accordo sarà il governo locale a farsi carico delle attrezzature sanitarie e del personale medico da impiegare nella struttura, che sarà realizzata dall’associazione grazie al contributo di volontari e benefattori.

“Le complicanze nella fase della gestazione e del parto sono innumerevoli. Non solo il rischio di un parto prematuro, ma anche le infezioni e le malattie che possono contrarre le donne sono tante: l’AIDS in primis, ma anche malaria e polmonite sono motivo delle morti materne. Cause che si potrebbero prevenire con pochi accorgimenti, che nel mondo sono ovvietà ma in questa terra sono un lusso. – dichiara Sebastiano Genco – E’ importante avere del personale specializzato in sala parto e facilitare l’accesso a cure in fase della maternità ed anche in post nascita. Noi ci impegniamo perché a tutte le donne sia data la possibilità di vivere serenamente la gravidanza. Diventare madre e dare la vita è sempre un dono, in qualunque parte del mondo questo accada. Renderla un’esperienza serena è un dovere morale che ciascuno di noi deve riconoscere e sostenere.”

Il progetto dell’ospedale non è l’unico dell’associazione. Nel ventennio di servizio in Africa, grazie alla collaborazione con suore e sacerdoti missionari, guidati dal vescovo guineano Mons. José Campate, sono stati realizzati pozzi, scuole e centri per la salute. Senza dimenticare la promozione delle adozioni a distanza e i progetti per il sostegno scolastico ai ragazzi più volenterosi, con la realizzazione di borse di studio atte a rendere merito al loro impegno.

Le attività che si propone l’associazione non hanno però la loro conclusione in questa esperienza, che al contrario sa dare motivazione e slancio verso nuove iniziative.

I volontari dell’associazione torneranno infatti in Africa nel prossimo mese di febbraio, per portare ancora il loro aiuto attraverso la realizzazione di nuovi pozzi e nuovi centri per il miglioramento della vita della popolazione locale.

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