èStoria Carlo Michelstaedter. Gorizia Capitale europea della cultura 2025

29 Maggio 2025. Gorizia, Auditorium della Cultura Friulana . Presentazione dell'Antologia poetica multilingue -15 poesie in 12 lingue. Promosso da ICM – Istituto per gli Incontri Mitteleuropei di Gorizia l'ncontro è dedicato al poeta e scrittore poliglotta goriziano Michelstädter. Con Rodolfo Ziberna, Elena Guerra, Antonella Gallarotti, Suzana Glavaš. Partecipazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Modera lo scrittore Pierfranco Bruni

èStoria 2025
Carlo Michelstaedter.
Antologia poetica multilingue -15 poesie in 12 lingue
29 Maggio 2025
16:30 – 17:30
Gorizia / Auditorium della Cultura Friulana

Con:

Pierfranco Bruni – moderatore
Esperto di Letteratura e filosofia dei Mediterranei, si occupa di tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche, si è dedicato inoltre al legame tra letteratura, favola e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ha pubblicato libri di poesia tra i quali Ulisse è ripartito, Ti amerò fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio, Asmà e Shadi, Alla soglia della profezia, Quando Morgana mi raccontò; oltre che racconti e romanzi tra i quali vanno ricordati Paese del vento, Claretta e Ben, L’ultima primavera, E dopo vennero i sogni, Quando fioriscono i rovi, Il mare e la conchiglia, La bicicletta di mio padre, Che il dio del Sole sia con te, La pietra d’Oriente, Il sortilegio della speranza, Il ladro di profumi.

Alessandro Giuli

Alessandro Giuli
Ministro della Cultura.
Alessandro Giuli (Roma, 1975) è giornalista, conduttore e opinionista nei principali talk-show politici e d’informazione televisiva e radiofonica. Ha iniziato la carriera giornalistica in alcune testate locali, è poi passato al Foglio, dove è stato nominato prima vicedirettore nel 2008 e poi condirettore fino al 2017.
Da dicembre 2022 a settembre 2024 ha ricoperto il ruolo di Presidente della Fondazione MAXXI.
È, inoltre, autore di diversi libri come Il passo delle oche. L’identità irrisolta dei postfascisti, Sovranismo per esordienti. Individui e potere tra identità e integrazione, Venne la Magna Madre: i riti, il culto e l’azione di Cibele Romana e Gramsci è vivo. Sillabario per un’egemonia contemporanea, quest’ultimo pubblicato a maggio 2024.
Elena Guerra
Docente di italiano e latino al liceo Copernico di Udine, è laureata in filosofia e ha studiato alla
Sissa di Trieste Comunicazione della scienza. Attualmente è PhD candidate in Ingegneria Meccanica e Industriale a Brescia, dove si occupa di etica delle nuove tecnologie. Scrive di filosofia e scienza. A Michelstaedter ha dedicato una monografia e altri studi.
Antonella Gallarotti
Antonella Gallarotti, già bibliotecaria presso la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, è autrice di diverse pubblicazioni, sia in ambito professionale che relativamente alla storia e alla cultura locale. Gli ultimi suoi lavori sono 111 luoghi di Gorizia e Nova Gorica che devi proprio scoprire (Emons) e la collaborazione all’Antologia poetica plurilingue di Carlo Michelstaedter (Mimesis).
Suzana Glavaš
Ideatrice dell’opera, Ph.D. in filologia romanza conseguito a Zagabria, è docente di lingua croata e serba all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Si occupa di ricerca scientifica filologica, in particolar modo dei rapporti letterari italo-croati tra le due sponde dell’Adriatico e della diaspora della lingua giudeo-spagnola in Dalmazia e nel Mediterraneo. Ha pubblicato in volume lo studio monografico Iskustvo i mit u poeziji Umberta Bellintanija e oltre 300 articoli di italianistica, filologia romanza, comparatistica, ebraistica e filologia slava. È traduttrice e poetessa, con tre raccolte di versi in lingua italiana e un libro di poesie e prose poetiche in lingua croata. Ha ideato, progettato e curato molti eventi di cultura croata, italiana, ed ebraica in Croazia e in Italia.
Scaletta degli interventi:
•      Rodolfo Ziberna (5 min. Saluti istituzionali)
•      Alessandro Giuli (10 minuti)
•      Antonella Gallarotti (10 min.)
•      Elena Guerra (10 min.)
•      Suzana Glavaš (10 min.)


ICM Incontra èStoria
In una fase di transizione e profondo rinnovamento, ICM rilancia la propria vocazione di collegare mondi e culture e propone a èStoria tre appuntamenti che attingono dall’humus più autentico di Gorizia, proiettandosi tuttavia in orizzonti di vasto respiro, con affascinanti risvolti linguistici, letterari e anche sociali. Oggi ci troviamo qui per realizzare la presentazione di un originale florilegio di 15 poesie in 12 lingue dell’allievo forse più noto dello Staatsgymnasium: Carlo Michelstaedter. L’opera, una straordinaria sfida culturale, tecnica e creativa, è un “monumento letterario a Carlo e all’arte della traduzione nella sua Gorizia” (Suzana Glavaš).
Due parole sull’ICM:
La cultura come mezzo per abbattere i muri.
ICM nasce a Gorizia nel 1966 per iniziativa di un gruppo di amici, intellettuali, amministratori pubblici ed esponenti del mondo imprenditoriale con l’obiettivo di ricomporre un tessuto di rapporti, valori e tradizioni disarticolatosi a seguito della prima e poi della seconda guerra mondiale. Operando su un piano più alto di quello politico o economico: si è scelta la cultura come mezzo per abbattere i muri, invisibili e non.
Negli ultimi 60 anni l’Istituto ha perseguito tale scopo con una concreta e costante opera di dialogo tra est e ovest, nord e sud, mondo latino, slavo e tedesco, scegliendo come cornice Gorizia. Organizzando convegni internazionali di studio, mostre, seminari, festival cinematografici, incontri musicali.
Da ringraziare per la realizzazione dell’opera:
–          ovviamente le curatrici, i traduttori e il maestro d’Elisio per le musiche
–          Regione Autonoma FVG
–          Mimesis Edizioni
–          Avvenire media partner di ICM (recupero una copia dell’articolo)
–          la Biblioteca Statale Isontina
–          ZRC SAZU – Znanstvenoraziskovalni center Slovenske akademije znanosti in umetnosti (Research Centre of the Slovenian Academy of Sciences and Arts, Centro di Ricerca Scientifica dell’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti)
–          Zollia Holding
–          Livio Visieri della Comunità Ebraica di Trieste.
–          Lorenzo Drascek dell’Associazione Amici d’Israele di Gorizia per i preziosi suggerimenti.
–          Antonella Gallarotti, Daniela Ghiotto e Francesco Ressa per la ricerca delle immagini e per le riproduzioni del materiale del Fondo Carlo Michelstaedter (Biblioteca Statale Isontina di Gorizia).
–          La famiglia Nerini e il musicista Roberto Luisa per la riproduzione e la trascrizione delle musiche di Giulio Nerini.
Dai testi di seguito si potranno trovare ulteriori spunti per accompagnare la presentazione:
Nasce l’Antologia Poetica Multilingue dedicata a Carlo Michelstaedter: un ponte tra lingue, culture e memoria
Gorizia, maggio 2025 – In occasione di Nova Gorica – Gorizia GO! 2025, Capitale Europea della Cultura, l’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei (ICM) presenta con orgoglio la pubblicazione dell’Antologia Poetica Multilingue dedicata a Carlo Michelstaedter, poeta e filosofo goriziano, figura emblematica della Mitteleuropa. L’opera nasce da un’idea maturata due anni fa, e si propone di onorare la memoria di Michelstaedter attraverso una selezione di sue poesie tradotte in numerose lingue.
Il progetto, ideato e curato da Suzana Glavaš e realizzato con la collaborazione di Elena Guerra e
Antonella Gallarotti, ha preso forma grazie alla collaborazione di un ampio gruppo di traduttori internazionali, studiosi e artisti. L’antologia si distingue per la sua struttura polifonica, che riflette la complessità linguistica e culturale dell’autore e del territorio goriziano. Le poesie sono state tradotte in 12 lingue, tra cui Italiano, tedesco, latino, greco antico, inglese, francese, ungherese, albanese, croato, sloveno, friulano, ebraico, dialetto altamurano.
Ogni lingua è stata scelta con cura per rappresentare un aspetto della vita, degli studi o dell’ambiente culturale di Michelstaedter. Le sezioni dell’antologia seguono un ordine che richiama la sua esperienza linguistica: dalle lingue madre e scolastiche, a quelle del territorio, fino a quelle simboliche della sua visione mitteleuropea e mediterranea.
Tra i traduttori coinvolti figurano nomi di rilievo come Győző Szobó (Ungheria), Admira Brahja
(Albania), Ariel Viterbo (Israele), Daniela Bini (USA), Claire Arbo (Francia), Paolo Pezzuolo, Laura Furlan, Gianluca Franco, Srečko Fišer e Donato Laborante, quest’ultimo noto per la sua intensa interpretazione in dialetto altamurano di Supplica a mia madre di Pasolini.
Il progetto è stato coordinato da Suzana da Glavaš, che ha anche curato la traduzione in croato. La curatela scientifica è stata affidata a Elena Guerra, tra le massime esperte dell’opera di Michelstaedter, mentre Antonella Gallarotti, storica curatrice del fondo Michelstaedter presso la Biblioteca Statale Isontina, ha curato l’apparato bibliografico.
L’antologia non è solo un’opera scritta, ma anche un progetto sonoro: ogni poesia è stata pensata come parte di una composizione sinfonica, in cui le voci dei traduttori diventano strumenti musicali. L’orchestrazione vocale è stata affidata al pianista e compositore Filippo D’Eliso, che ha trasformato la raccolta in un’esperienza uditiva unica.
Questo progetto rappresenta un importante traguardo per l’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei di Gorizia – ICM, fondato nel 1966 nel clima favorito dall’incontro tra i sindaci di Gorizia e Nova Gorica, e da sempre impegnato nella promozione della cultura mitteleuropea.
ICM è da sessant’anni un punto di riferimento per il dialogo culturale tra i popoli dell’Europa centrale. Nato dall’iniziativa di intellettuali, amministratori e imprenditori riuniti, ICM ha promosso fin dall’inizio convegni internazionali di altissimo profilo, come quello inaugurale sulla poesia che vide la partecipazione di Giuseppe Ungaretti.
L’obiettivo dell’Istituto è da sempre quello di ricostruire un tessuto di relazioni culturali e umane lacerato dalle guerre del Novecento, scegliendo la cultura come strumento di riconciliazione e crescita condivisa. Attraverso convegni, mostre, festival, pubblicazioni e collaborazioni accademiche, ICM ha saputo interpretare il ruolo di forum culturale mitteleuropeo, promuovendo un’idea di Europa fondata sulla fratellanza, la circolazione del sapere e la progettualità comune.
Oggi l’Istituto è promotore del Distretto Culturale Europeo GOmosaico e ha rilanciato la storica rivista Kadmos, confermandosi come ponte tra memoria, ricerca e creatività.
Presentazione dell’opera a cura di Susana Glavas 
(https://www.kadmos.info/progetti/carlo-michelstaedter-mimesisedizioni-icm/)
L’idea di onorare la memoria del Goriziano poliglotta e aspirante traduttore, con un’opera alternativa di alcune sue poesie scelte e tradotte in varie lingue, mi era nata durante il convegno Canti dell’Infinito. Filosofia, religiosità e poesia in Carlo Michelstaedter, Biagio Marin e Pier Paolo Pasolini, promosso dall’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei a Gorizia due anni or sono.
Vi avevo fatto partecipare Admira Brahja dall’Albania e Ariel Viterbo da Israele, curiosa di sapere quanto di questi poeti, in particolare di Carlo in Israele, si conoscesse nei loro paesi. Carlo Poeta vi risultò del tutto sconosciuto. In quell’occasione, tuttavia, sentimmo recitare in ebraico e in albanese le loro traduzioni di [A Senia I]. Fu per me il momento decisivo per esternare la mia opinione sull’importanza di un’Antologia Poetica Multilingue, da realizzare possibilmente per il GO25. Della recitazione di Supplica a mia madre di Pasolini da parte di Donato Laborante, il suo traduttore in dialetto altamurano, ero già a conoscenza per il bellissimo filmato di Francesco Russo in cui è attore[1]. Di Pasolini in Ungheria ci aveva informato in quella sede l’accademico Győző Szobó, invitato poi a essere il traduttore di Carlo per la presente Antologia. Io stessa avevo relazionato al convegno dell’assoluta mancanza di conoscenza della poesia di Carlo nell’ambiente croato e avevo recitato la mia traduzione di [A Senia I]. Per gli altri traduttori presenti in questa Antologia (non partecipanti a quel convegno), quali Paolo Pezzuolo (Italia, latino e greco antico), Laura Furlan (Italia, tedesco), Daniela Bini (America, inglese), Claire Arbo (Francia, francese), Gianluca Franco (Italia, friulano), Srečko Fišer (Slovenia, sloveno), ho avuto segnalazioni successivamente da Antonella Gallarotti e da Elena Guerra – che qui firmano la curatela scientifica e bibliografica – nonché da Neva Makuc di Nova Gorica e da Alessandro Arbo di Strasburgo, membri del nostro Comitato Scientifico. L’idea mi era nata in quanto io stessa sono poeta, studiosa e traduttrice di poesia, ma anche perché al convegno veniva presentata dalla compianta Stella Marega la riedizione del volume La Poesia, oggi[2], gli Atti del primo Incontro Culturale Mitteleuropeo, Convegno promosso a Gorizia tra il 19 e il 22 maggio 1966 dalla rivista “Iniziativa isontina” in presenza dell’anziano Giuseppe Ungaretti, in gioventù soldato sull’Isonzo. Credevo che con la Poesia e l’opera poetica di Carlo Michelstädter, sostanzialmente poco nota all’estero, l’ICM avrebbe potuto coronare, come agli esordi, il suo storico ruolo di promotore culturale d’avanguardia nella sua Gorizia cuore d’Europa[3] per il GO25. Questo soprattutto perché, sin dall’idea originaria di proporre le due città di confine a unica Capitale Europea della Cultura, c’era stato il forte impegno di ICM con la parte slovena. Bisogna ricordare che l’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei fu fondato nel 1966 grazie al supporto di due lungimiranti sindaci di due città di confine – Michele Martina, sindaco di Gorizia e Joško Štrukelj, sindaco di Nova Gorica – che allora vivevano il loro territorio politicamente diviso dalla frontiera tra Italia e Jugoslavia, ma che entrambi volevano far vivere, con sentimento di fratellanza, come una Città Unica. E bisogna anche ricordare che l’ICM di Gorizia è l’unica Associazione Culturale che da allora ad oggi, con perseveranza e alta qualità di collaboratori e di contenuti, promuove la cultura mitteleuropea con convegni annuali internazionali, pubblicazioni proprie e la rivista “Kadmos”[4], impegnandosi fortemente a valorizzare il passato e il presente del proprio territorio come parte integrante di un ampio contesto multiculturale, plurilinguistico e multietnico.
La mia idea, condivisa dal direttivo di ICM, fu sviluppata in seguito come parte di un progetto più ampio. L’Antologia l’avrei curata io con Stella Marega, ma dopo la sua prematura dipartita, ne diventavo l’artefice unica.
Rendendomi conto che l’opera nella mia ideazione assumeva man mano contenuti e forma sempre più articolati, e per il numero delle poesie originali scelte e per le lingue straniere da presentare in traduzione, proposi la collaborazione per la curatela scientifica a Elena Guerra, tra le più autorevoli esegete recenti dell’opera di Carlo. Ne fu al contempo coinvolta anche Antonella Gallarotti, studiosa del Goriziano e storica curatrice del Fondo Michelstaedter presso la Biblioteca Statale Isontina, per la curatela bibliografica delle poesie tradotte e musicate, la più completa in assoluto ad oggi.
Molto meditata è stata la composizione del volume e delle rispettive sezioni poetico-linguistiche, che nella mia visione andavano presentate in modo polifonico, come una partitura scritta. Da qui la scelta di uno specifico ordine delle sezioni per le lingue dei componimenti tradotti (non sempre gli stessi per una lingua), strutturate secondo le lingue che il Goriziano usava attivamente o passivamente: 1. da madrelingua (italiano, tedesco); 2. per apprendimento allo Staatsgymansium asburgico e utilizzo prediletto (latino, greco antico); 3. per apprendimento di cui non si conosce la fonte di apprendimento, ma di uso attivo (francese, inglese); 4. per convivenza con le lingue del territorio (friulano, sloveno); 5. lingue che presumibilmente non conosceva, ma sono lingue centrali mitteleuropee (ungherese, croato); 6. lingua di studio personale in ambiente familiare (ebraico); 7. lingue in cui si riflette la sua radice ideologica dell’unità mitteleuromediterranea (albanese e dialetto altamurano, non ancora proclamato lingua), le quali a uno come lui – straniero a sé stesso – sarebbero risultate al contempo straniere e familiari.
L’esito finale della strutturazione dell’opera, nei contenuti per la parte poetico-linguistica, risulta di 15 poesie scelte dall’originale italiano sulla base della loro nascita cronologica nonché delle predominanti tematiche e immagini poetiche in cui sono trasfuse le sue riflessioni filosofiche, tenendo vivamente presente anche le rispettive auree di assonanze, ritmo, suono, rima e musica, espressione vibrazionale del suo corpo emozionale.
L’obiettivo da raggiungere per le culture riceventi non era, quindi, solamente quello di una felice resa di trasmigrazione di significati di parole della sfera concettuale del Goriziano, ma anche quello di far riprodurre al meglio l’eco originale dei suoi versi con somiglianze armoniche di suoni e tonalità delle lingue straniere prescelte.
La novità dell’Antologia è anche l’orchestrazione delle poesie, da me pensata successivamente per la sfera uditiva, da realizzarsi, con una poesia per lingua in maggiore affinità tematica e di assonanza sonora con l’originale, come una composizione letteraria sinfonica, in base ai timbri di voci dei traduttori stessi, immaginati come strumenti musicali di un’orchestra.
Tale orchestrazione vocale, compito affidato al mio amico pianista, compositore e poeta Filippo D’Eliso, non è identica, per la successione delle lingue, alla composizione del volume nella sua parte scritta, come è spiegato anche nel saggio di Elena Guerra. Ho fortemente desiderato che i traduttori scelti per quest’Antologia non fossero presenti solo con la loro opera filologicotraduttologica, ma anche con un Volto e un Curriculum. Lo ritengo un esempio di giusta valorizzazione per gli interpreti di un’opera e per l’arte della traduzione. Poiché la traduzione letteraria, e in particolare quella della Poesia, è arte oltre che essere musicalità e alta filologia, valori che troppo spesso vengono poco riconosciuti ai traduttori.
La traduzione della Poesia, secondo la mia teoria, non è soltanto rielaborazione e verbalizzazione testuale tra due lingue, una di partenza e una d’arrivo, ma è, e deve essere soprattutto, la ricreazione delle onde vibrazionali dell’autore, in quanto i versi, che con parole esprimono concetti e immagini per mezzo di ritmo, rime e suoni, conservano sempre, sotto il proprio manto di significati, un potente corpo emozionale. E l’emozione sgorga dall’Anima. Perciò il transitare linguistico-poetico è, per me, come il letto di un fiume che, tra le sue rive, contiene non solo la materia dell’acqua ma anche i suoi autentici flussi vibrazionali. Per me la Poesia è una placenta psicologica contenuta nell’utero della Vita stessa ed è lei a plasmare la mente e l’anima della lingua originale di un poeta e a farlo transitare, solo mediante un’adeguata interpretazione vibrazionale, per gli svariati fondali. Il traduttore è quindi non solo il traghettatore dell’archetipo dell’anima di un autore e della sua placenta linguistica, ma è anche un ambasciatore culturale, un missionario, con un alto compito etico. Perché la vera poesia è solitudine e condivisione. Una breve sosta in un perpetuo cammino. E la traduzione della poesia deve svelare il mistero di un incontro animico. Perché la Poesia ha bisogno di un interlocutore che abbracci il suo corpo intimo. Non vuole essere “retorica”, ma “persuasione”. Nell’anima della Poesia c’è l’idea di una terra promessa nella condizione di un esilio o autoesilio e la traduzione ne deve esprimere l’identità originaria con la stessa sapienza e sensibilità di un interprete musicale, da far vibrare il cielo stellato sopra un corpo mortale. La Poesia vuole accendere una scintilla in un mondo materiale dominato dalle tenebre o dalle troppe ombre.
L’intento della presente Antologia, anche per la sua progettazione comparatistica, è stato quello di creare un monumento letterario a Carlo e all’arte della traduzione nella sua Gorizia. Ringrazio in primis l’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei che aveva sostenuto il progetto, la casa editrice Mimesis che ha accolto la proposta di pubblicare l’Antologia e, in ultimo, ma non per ultimo, tutti i collaboratori che hanno messo anima e mente, profuso energie e tempo vitali per la realizzazione di quest’Opera. Suzana Glavaš
Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei:
ICM – Istituto per gli Incontri Mitteleuropei di Gorizia (www.icmgorizia.it)
L’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei di Gorizia è nato a Gorizia nel 1966 per iniziativa di un gruppo di amici, intellettuali, amministratori pubblici e imprenditori riuniti al Centro culturale “Stella Matutina” dei Padri Gesuiti, nel Centro Studi “Sen. Antonio Rizzatti” di Gorizia e della rivista “Iniziativa Isontina”. Questo gruppo formalmente organizzò i primi convegni internazionali, a cominciare da quello del 1966 dedicato alla poesia, che vide la partecipazione di poeti e intellettuali da sei Paesi europei (Austria, Cecoslovacchia, Germania, Italia, Jugoslavia, Ungheria) con ospite d’onore Giuseppe Ungaretti. L’obiettivo di questi Incontri, ieri e oggi, è ricomporre un tessuto di rapporti, valori e tradizioni disarticolatosi a seguito della prima e poi della seconda guerra mondiale. Operando su un piano più alto di quello politico o economico, si è scelta la cultura come mezzo per abbattere i muri, invisibili e non.
Costituitosi in associazione legalmente riconosciuta, negli ultimi cinquant’anni l’Istituto ha perseguito tale scopo con una concreta e costante opera di dialogo tra est e ovest, nord e sud, mondo latino, slavo e tedesco, scegliendo come cornice Gorizia. Organizzando convegni internazionali di studio, mostre, seminari, festival cinematografici, eventi musicali.
La formula della Mitteleuropa, dell’Europa di mezzo, o dell’Europa come mezzo, non è stata scelta a motivo di nostalgie asburgiche o vaghe aspirazioni pangermaniche, bensì quale evidenza simbolica per esprimere il senso di appartenenza a un comune destino dei popoli centro-europei, l’esigenza della fraternità, della circolazione delle idee e del sapere, l’aspirazione a un’elevazione del modello democratico e la determinazione a una progettualità condivisa.
Anche dopo il 1989, con la caduta dei muri e delle barriere, nella prospettiva dell’allargamento dell’Unione Europea, tale impegno non è venuto meno; anzi, è reso ancor più urgente dalla necessità di offrire un’interfaccia culturale tra elaborazione scientifica ed accademica, memoria, progettualità politico-istituzionale e società civile, in grado di tradurre e sviluppare tutta la potenzialità culturale dell’ambito centro-europeo.
In decenni di attività l’Istituto si è ritagliato il ruolo di qualificato forum di studi e ricerche, dibattiti, convegni, presentazioni di libri, mostre, lezioni e conversazioni sul centro Europa, grazie anche alla sinergia con le Università di Trieste e di Udine nel frattempo insediatesi nel territorio goriziano.
Ha sviluppato un’ampia rete di collaborazioni anche con università straniere, consolati e centri culturali, promuovendo una nuova immagine, dinamica e costruttiva, del ruolo della cultura mitteleuropea con un approccio interculturale e multidisciplinare.
È oggi promotore del Distretto culturale europeo GOmosaico, che ha il suo cuore nel Goriziano, e ha rilanciato la storica rivista Kadmos come strumento privilegiato di rete e di dialogo tra cultura, impresa e creatività.

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