Si è concluso a Roma il 48° Congresso Internazionale della Società Italiana di Tricologia e Chirurgia della Calvizie, svoltosi dal 21 al 23 maggio 2026, con un programma scientifico dedicato alle principali innovazioni nella diagnosi, nella terapia medica e nella chirurgia del capello.
Tra i temi di maggiore rilievo è emerso il ruolo crescente della medicina rigenerativa autologa. Ampio spazio è stato dedicato all’impiego dell’i-PRF come soluzione di mantenimento dei graft, ai protocolli PRP di nuova generazione con dosaggi più precisi e riproducibili, al nanofat e alla frazione stromale vascolare ottenuta con metodiche meccaniche. L’obiettivo comune è ottimizzare il microambiente follicolare, migliorare la vitalità degli innesti e ridurre il rischio di shock loss post-trapianto. In questo contesto sono stati presentati anche dati clinici sul PRP intraoperatorio associato alla tecnica DHI, con incremento della densità dei graft e più rapida attivazione della fase anagen.
Grande attenzione è stata dedicata all’alopecia androgenetica, con un approccio sempre più personalizzato: dalla valutazione critica della sindrome post-finasteride e dell’effetto nocebo, all’utilizzo del minoxidil orale a basso dosaggio nella donna, fino alle terapie combinate con spironolattone e ai trattamenti intradermici mirati. È stato inoltre sottolineato il potenziale futuro di esosomi, microRNA, secretoma e tecnologie di veicolazione transdermica, pur richiamando la necessità di rigore regolatorio e prudenza clinica, soprattutto nei confronti di prodotti eterologhi non adeguatamente standardizzati.

Un capitolo di particolare importanza ha riguardato l’alopecia areata severa, per la quale i JAK-inibitori stanno modificando l’algoritmo terapeutico nei pazienti adulti e adolescenti. Le relazioni hanno evidenziato l’efficacia di queste terapie nei casi refrattari, ma anche la necessità di un accurato screening pre-trattamento, monitoraggi ematochimici periodici e attenzione alle comorbidità, alle infezioni e al rischio tromboembolico.
Il congresso ha inoltre ribadito che la perdita dei capelli nei pazienti oncologici non è un problema puramente estetico, ma un evento con forte impatto psicologico. Le sessioni dedicate hanno approfondito la tossicità follicolare di chemioterapia, terapie target, immunoterapia e terapie endocrine, valorizzando tricoscopia, dermocosmesi oncologica, protezione della barriera cutanea e approccio multidisciplinare come strumenti fondamentali di supporto al paziente.
Sul fronte chirurgico, le relazioni internazionali hanno richiamato l’attenzione sulla sicurezza dell’autotrapianto: corretta selezione del paziente, rispetto della safe donor area, limiti delle mega-sessioni, gestione del tempo fuori dal corpo dei graft, prevenzione della disidratazione e integrazione ragionata tra FUE e FUT. È stato inoltre affrontato il tema dell’etica professionale, con un forte richiamo contro abusivismo, marketing ingannevole e procedure eseguite da personale non medico.
Di rilievo anche le sessioni sulle alopecie cicatriziali e pediatriche. Per le forme cicatriziali è stata sottolineata la necessità di diagnosi accurata, stabilità clinica prolungata prima della chirurgia e approcci progressivi che possono includere lipofilling, PRP, FUE, FUT, espansori cutanei e ricostruzione combinata. Nei pazienti pediatrici, la tricoscopia si conferma essenziale per la diagnosi differenziale, mentre nelle alopecie post-ustione la chirurgia ricostruttiva può assumere un valore non solo estetico, ma identitario e psicologico.
Il 48° Congresso S.I.Tri. conferma così l’evoluzione della tricologia moderna verso una disciplina sempre più integrata: diagnosi precoce, terapie personalizzate, rigore scientifico, tecnologie digitali e centralità della sicurezza del paziente rappresentano le direttrici principali per il futuro della cura dei capelli.
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