Roma, 29 dicembre 2021- “Come già più volte ribadito nei giorni scorsi, una delle maggiori cause di diffusione del virus è stata la mancanza di univocità e chiarezza di informazione alla popolazione. Alla luce di quanto emerso ultimamente, è fuor di dubbio che il virus è in piena circolazione e può colpire anche i soggetti vaccinati con la terza dose. Il vaccino sicuramente salva la vita e protegge dai danni più gravi, ma non protegge al 100% dal rischio di contagio; quindi bisogna essere consapevoli che tutti – anche i vaccinati– sono a rischio contagio e soprattutto occorre che i soggetti obesi, diabetici e con vasculopatie prestino molta attenzione. Questo è un messaggio chiaro che deve essere fornito alla popolazione attraverso ogni mezzo di comunicazione, al fine di far comprendere ai cittadini che l’esistenza del vaccino non garantisce a chi lo ha fatto di essere immune e non potenzialmente virale, poiché si può comunque essere contagiati, seppur in forma più blanda e leggera. Per questo èfondamentale non abbassare la guardia e continuare a rispettare il distanziamento e l’uso dei dispositivi di sicurezza, quali le mascherine, soprattutto in posti affollati, evitando l’inutile corsa ai Pronto Soccorso, che crea solo situazioni di panico e di sovraffollamento; di contro, è sempre meglio – ove possibile – affidarsi a terapie domiciliari.
Inoltre, è di fondamentale importanza fornire la corretta informazione sulla tempistica con cui effettuare i diversi tipi di test anti Covid-19. Ho più volte segnalato al Ministero della Salute la necessità che si informi la popolazione sul fatto che l’unico test valido che fornice una diagnosi certa è il tampone molecolare, sia nasofaringeo che salivare, purchè eseguito dopo la quinta giornata dal presunto contatto o contagio, mentre per avere una risposta affidabile con i tamponi antigenici rapidi gli stessi vanno eseguiti soltanto dopo la settima/nona giornata. Ed ancora, sarebbe più corretto effettuare il test antigenico rapido “quantitativo”, in luogo di quello “qualitativo”, perché è un test più attendibile, che viene eseguito da microbiologi presso laboratori autorizzati di analisi cliniche e fornisce dei valori esatti, con una risposta più precisa sullo stato virale del paziente.
Il tampone antigenico “qualitativo” può fornire una maggiore attendibilità solo se ripetuto ogni 6 giorni, per monitorare ciclicamente lo stato virale del paziente, con la consapevolezza peròche nei primi 6 giorni il soggetto potrebbe essere potenzialmente virale. Occorre evitare il fenomeno avvenuto all’inizio della pandemia, che a mio avviso ha fortemente contribuito alla propagazione del virus, consistente nell’immediato ricorso ai tamponi antigenici qualitativi forniti dalle farmacie immediatamente dopo il presunto contagio o contatto o immediatamente prima di andare ad una festa, perché eseguire un tampone prima della tempistica sopra evidenziata può fare avere risultati falsamente negativi, che consentono a soggetti asintomatici, seppur positivi, di continuare a girare favorendo la diffusione del virus.
Essendo presente sul territorio in modo capillare con la mia rete di centri, ho avuto modo di fotografare quotidianamente la reale situazione di fatto, e devo purtroppo riscontrare che negli ultimi giorni si è registrato un incremento di oltre il 20% dei soggetti positivi, ciò è sicuramente dovuto anche alla frenetica corsa ai tamponi antigenici qualitativi senza il rispetto della corretta tempistica.
Infine, ci tengo a ribadire l’opportunità che tutta la popolazione si sottoponga a periodici screening del sangue per valutare la presenza di anticorpi, al fine di avere un quadro chiaro della propria situazione virale. A tal riguardo, sarà nostra cura continuare a monitorare la situazione, fornendo subito dopo le feste i dati dei vaccinati e non vaccinati, suddivisi per quartiere e tipologia di vaccino eseguito. Mi auspico che per i prossimi giorni di festa la popolazione cambi rotta e adotti le giuste forme di precauzione attraverso il distanziamento e l’uso dei dispositivi di protezione individuali, necessari – anzi indispensabili – ad impedire una nuova ondata”. Così Mariastella Giorlandino, Presidente dell’Associazione Artemisia Onlus.
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