California, sale la tensione a Berkeley. Obama: “ci vuole tempo”

Sale la tensione in California, a Berkeley. La seconda notte di proteste consecutiva ha visto i manifestanti scagliarsi contro la polizia locale, bloccare una superstrada e infiammare un disagio sempre più crescente. La causa? Le uccisioni di due afroamericani da parte di poliziotti in Missouri e New York. Sulla questione è intervenuto, in diverse reti nazionali statunitensi, il presidente Barack Obama che ha chiesto ai giovani americani di “perseverare” nella battaglia, ma la lotta va organizzata per gradi: “Quando ci si confronta con qualcosa che è profondamente radicato come il razzismo, o i pregiudizi, in qualunque società, bisogna essere vigili, ma occorre anche riconoscere che è qualcosa che richiede tempo”. Vecchia storia questa, pregiudizi contro le tante minoranze americane che, nonostante il primo presidente afroamericano della storia, stentano a dissolversi. Nell’intervista all’emittente Black Entertainement Television, andata in onda nella notte in Italia (8 dicembre) Obama appare fiducioso e spera che la tensione possa rientrare. Nella notte del 7 dicembre le proteste erano iniziate pacificamente nel campus di Berkeley dell’università di California, ma mentre i manifestanti sfilavano nel centro di Berkeley verso la vicina città di Oakland, qualcuno ha rotto la vetrina di un negozio Radio Shack. Quando un dimostrante ha cercato di bloccare gli atti di vandalismo è stato colpito con un martello, ha spiegato la funzionaria Jennifer Coats. Alcuni dei partecipanti al corteo si sono recati su una superstrada a Oakland e hanno bloccato il traffico. Secondo le relazioni della polizia stradale della California alcuni dimostranti hanno cercato di dare alle fiamme un veicolo di pattuglia, lanciando pietre e bottiglie esplosive contro gli agenti. I poliziotti hanno risposto con gas lacrimogeni. Inoltre, la polizia stradale ha fatto sapere che ha compiuto arresti, ma non sono disponibili dati. Le proteste sono le ultime di una serie che vede la Bay Area protagonista del disagio sociale di una generazione già abbastanza vessata dalla crisi economica. I cortei sono stati indetti per protestare contro le decisioni dei grand jury di Missouri e New York di non incriminare i poliziotti bianchi responsabili delle morti dei neri Michael Brown e Eric Garner. Stati Uniti, 2014.

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