Lima ha i tramonti sull’Oceano e le parole sono pazienti

Il tramonto precipitato sul mare è l'infinito dei pensieri. Vanno e poi spariscono. Alla mia età c'è più passato che futuro. Intanto lo scendere degli amaranti sull'orizzonte mi riporta luoghi...Ci sarà sempre il tramonto che annuncia l'aurora amore mio...Lima. Gli sciamani un tempo hanno raccontato...

PIERFRANCO BRUNI

Lima. Gli sciamani un tempo hanno raccontato. Amazzonia vissuta in una storia abitata da città tra mare e foreste.
Siamo fatti di tramonti. Il tramontare è il filo della vita che ci porta oltre. Sono stato ad ascoltare il tramonto sul limite del mare e ho osservato il solo cambiare colori. Con il vento che piano mi portava ricordi. Non so perché il tramonto nasconde il crepuscolo per il giorno che verrà e mi racconta. È un dipinto di malinconia nella percezione del tempo.
Alla mia età c’è più passato che futuro. Intanto lo scendere degli amaranti sull’orizzonte mi riporta luoghi. La piazza dell’infanzia. Il paese con la maestosità del suo castello. Le vie che mi hanno visto giocare. Gli amici lasciati in un bar con i caffè ancora caldi. La palma che ha il vento tra I rami. Il fico nero nel giardino.
Frammenti di tempo.
Il tramonto precipitato sul mare è l’infinito dei pensieri. Vanno e poi spariscono. Nascono all’improvviso e si smarriscono tra le ombre in un gioco di attese. Quel filo che danza nel mio sguardo in coriandoli di mosaico dipinge un cielo rosso.
Resto ancora con le matite del mio cuore a vivere I sentieri delle emozioni che diventano sentimenti. E poi gli amori. Gli amori hanno sempre l’intensità dell’anima e del corpo. Si ama con il corpo in un viaggio nell’eros. Si continua ad amare con il cuore e l’anima. Ascolto il tramonto e gli echi giungono dalle lontananze.
Raccolgo un’eco e l’avvolgo in una falce di luna nascente. Ha scaglie di nostalgie che giungono da anni che recitano la vita.
Ho solcato sulla sabbia i castelli della Regina delle Fate. Si affacciava sul balcone delle onde e le favole belle avevano tra le parole il c’era una volta. Ci siamo dati un bacio e le mie mani hanno intrecciato tra le dita il silenzio. Antico. Come il canto degli dei sull’isola di Calipso.
Mia donna dagli occhi profondi porti in te l’aurora e il crepuscolo accompagna il tramonto. Ci siamo amati e ho inciso sulla tua pelle il mio nome e tu il tuo sulla mia carne. Mi abiti e ti abito ogni giorno come se fosse sempre quel giorno in un appuntamento indelebile.
Sono passati anni.
Ti prendo per mano anche stasera e camminiamo con il mistero nella voce legando ogni granello di tempo alle nostre vita. C’era una volta un tramonto nel cielo rosso …
Ci sarà sempre il tramonto che annuncia l’aurora amore mio. Vero. Ma ora sono oltre. Un giorno ti racconterò il tempo che non ho vissuto.

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Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Vive tra Roma e la Puglia.
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura

• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;

• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;

• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.

Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.

@Riproduzione riservata

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