Roma, ott. 2026 – In occasione dell’uscita del suo nuovo libro : “Regimi e architetture di verità. Media, potere e verificabilità dal mito al machine learning” (Santelli editore, 2026), Francesco Saverio Vetere (Segretario Generale dell’Unione Stampa Periodica Italiana -USPI-) ha partecipato al podcast Il Segnalibro di Battisti.
Il Segnalibro di Battisti è un canale culturale e podcast letterario ideato e condotto dal giornalista e autore Paolo Battisti. La sua attività principale consiste nella divulgazione editoriale e nell’intervista ad autori e scrittori. Attraverso il proprio canale YouTube e le principali piattaforme di podcast, il programma offre una vetrina a romanzi, saggi e novità letterarie, approfondendo le tematiche delle opere direttamente con chi le ha scritte attraverso interviste e conversazioni dedicate.
L’intervista è disponibile in formato audio e video su YouTube.

Abstract
Il volume di Francesco Saverio Vetere, Regimi e architetture di verità. Media, potere e verificabilità dal mito al machine learning, pubblicato da Santelli Editore nel 2026, propone una genealogia di lungo periodo delle forme attraverso le quali le società umane hanno prodotto, custodito, trasmesso, legittimato e contestato ciò che, entro un determinato assetto storico, viene riconosciuto come vero.
Muovendo dalle culture dell’oralità e dalla nascita della scrittura, l’indagine attraversa il mondo classico e medievale, la rivoluzione tipografica, la formazione della sfera pubblica moderna, l’industrializzazione dell’informazione, i sistemi radiotelevisivi e, infine, l’universo delle piattaforme digitali e dell’intelligenza artificiale generativa. La categoria foucaultiana di «regime di verità» rappresenta il punto di avvio della ricerca, ma non ne esaurisce l’impianto teorico, poiché il volume tende progressivamente a sostituire all’idea di una semplice relazione fra sapere e potere quella, più complessa, di una vera e propria architettura della veridizione, formata dall’interazione fra dispositivi mediali, istituzioni di garanzia, procedure di verifica, sistemi normativi, cornici simboliche ed economie dell’attenzione.
Il presente studio ricostruisce criticamente tale impostazione, con particolare riguardo al rapporto con Michel Foucault, Hannah Arendt, Jürgen Habermas, Marshall McLuhan, Neil Postman, Shoshana Zuboff, Byung-Chul Han e Franco Cordero, e sostiene che dalle premesse dell’opera possa essere ricavata e sistematizzata una teoria del pluralismo verificabile, fondata sulla distinzione fra l’esistenza dei fatti e le forme necessariamente mediate attraverso cui essi acquistano forza pubblica. La storicità delle procedure di veridizione non implica, in questa prospettiva, l’equivalenza delle narrazioni, perché il reale continua a costituire un limite rispetto alle sue rappresentazioni e perché la qualità epistemica di un sistema può essere misurata sulla base della sua disponibilità alla verifica, al contraddittorio, alla revisione e alla smentita.
Nell’età algoritmica, pertanto, il problema fondamentale non sembra consistere nella scomparsa della verità, ma nella trasformazione delle condizioni istituzionali e tecniche attraverso le quali essa può ancora acquistare significato e forza pubblica.


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