Sicilia in fiamme, l’appello di mons. Corrado Lorefice: «Custodiamo la nostra Casa comune»

Un’emergenza che non è soltanto ambientale, ma anche sociale ed economica, destinata a lasciare profonde ferite nel territorio siciliano.

di Gian Piero Corso

PALERMO, 23 luglio 2026 – (gpc) Continua a bruciare la Sicilia. Da giorni incendi di vaste proporzioni stanno devastando boschi, campagne, aziende agricole e centri abitati, lasciando dietro di sé un paesaggio di cenere, paura e disperazione. Migliaia di ettari di vegetazione sono andati distrutti, decine di aziende agricole hanno subito danni ingenti, numerosi capi di bestiame sono morti tra le fiamme e molte famiglie si ritrovano oggi senza il frutto del lavoro di una vita.

Un’emergenza che non è soltanto ambientale, ma anche sociale ed economica, destinata a lasciare profonde ferite nel territorio siciliano.

Di fronte a questa tragedia, l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, ha voluto esprimere la vicinanza della Chiesa palermitana alle popolazioni colpite con un intenso messaggio rivolto alle comunità interessate dagli incendi, in particolare quelle di Castronovo di Sicilia, Belmonte Mezzagno, Trabia, Lercara Friddi, Roccapalumba e degli altri comuni duramente provati dalle fiamme.

«Vi raggiungo con queste parole, con cuore addolorato e turbato», scrive il presule, assicurando che «ciascuno si senta custodito nel cuore del Vescovo e dell’intera Chiesa palermitana», esprimendo solidarietà e vicinanza a quanti stanno vivendo ore di angoscia e sofferenza.

Ma il messaggio dell’arcivescovo va oltre la cronaca dell’emergenza e diventa una profonda riflessione sulle responsabilità dell’uomo. Lorefice denuncia come «la mano dell’uomo continua a violentare il Giardino che Dio ci ha donato», trasformando la Terra, nostra Casa comune, in vittima dell’egoismo, del profitto e dell’indifferenza. «Ancora una volta Caino è all’opera contro Abele», afferma con forza, richiamando l’immagine biblica della violenza fratricida per descrivere il rapporto distruttivo con il creato.

L’arcivescovo richiama anche quanto aveva scritto nel luglio del 2023, dopo i devastanti incendi che colpirono la Sicilia, ricordando come questi disastri non possano essere considerati semplici emergenze, ma il risultato di anni di scelte sbagliate, omissioni e scarsa cura del territorio. Una responsabilità che coinvolge istituzioni, politica, comunità cristiane e l’intera società, chiamata a difendere l’ambiente, contrastare lo sfruttamento e promuovere una cultura della legalità e della custodia del creato.

«Assumiamo la realtà nella sua drammatica complessità», esorta il presule, indicando come unico cammino possibile quello della cura del Creato e di ogni persona. Parole che suonano come un invito a trasformare il dolore in responsabilità condivisa e in un nuovo impegno civile e morale.

Monsignor Lorefice ha inoltre espresso profonda gratitudine verso tutti coloro che, in queste ore drammatiche, stanno affrontando le fiamme con coraggio e spirito di servizio: Forze dell’ordine, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari, associazioni e tanti cittadini impegnati senza sosta nel soccorso delle persone e nella difesa del territorio.

Il messaggio si conclude con una preghiera di speranza, affidando la Sicilia alla protezione della Vergine Maria e dei santi dell’Arcidiocesi e facendo proprie le parole del Salmo: «Tu visiti la terra e la disseti… I prati si coprono di greggi, le valli si ammantano di grano; tutto canta e grida di gioia». Un auspicio che oggi appare come il desiderio più profondo di un’intera Isola, chiamata a risorgere dalle proprie ceneri e a ritrovare un rapporto più autentico con il creato e con il bene comune. (GPC)

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