“Dolce lavoro”, i dolci fatti in carcere

Una iniziativa nata nell'Istituto Penitenziario di Catanzaro

Mani in pasta, farina, uova, zucchero ed ecco i profumati dolci fatti dalla nonna. In realtà stiamo parlando del “Dolce lavoro”, l’iniziativa dell’Istituto Penitenziario di Catanzaro, per la quale dodici detenuti produrranno e confezioneranno per un mercato esterno al carcere, dolci e prelibatezze di pasticceria.  

Questi detenuti, alcuni dei quali devono scontare condanne per reati gravi, avranno modo di partecipare ad un corso di formazione al termine del quale acquisiranno una qualifica di pasticciere.

“Sono seicento ore di formazione – raccontano gli organizzatori – a partire da questo mese di aprile e fino a settembre prossimo; in questo periodo i corsisti saranno impegnati quotidianamente nell’apprendere tutte le tecniche necessarie per la produzione di prodotti da forno e di pasticceria”. I detenuti partecipanti, al termine del corso, potranno fare dei tirocinii di perfezionamento presso alcune aziende e se vorranno anche costituire una impresa per la vendita dei prodotti dolciari da loro realizzati.

L’iniziativa non è nuova nelle carceri italiane, basti pensare a quella di Lanciano dove da sette anni i detenuti lavorano per una multinazionale di pasticceria, un progetto di reinserimento che ha coinvolto 35 persone.

O al progetto ideato dalla Cooperativa Sociale Calimero che si svolge sia all’interno della casa Circondariale di Bergamo, nel territorio della Valle Seriana, qui i detenuti producono quotidianamente prelibatezze da forno, dolci e salate.

In progetto di Catanzaro andrà avanti grazie anche ad un finanziamento concesso dalla Fondazione con il Sud. Tra i promotori della iniziativa bisogna citare quanti in perfetta sinergia hanno lavorato e collaborato a partire dalla direzione della Casa Circondariale di Catanzaro, al Provveditorato del Ministero della Giustizia, all’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE), alla Regione Calabria.

Per le associazioni di volontaria operanti all’interno della struttura carceraria catanzarese bisogna citare gli “Amici con il Cuore”, il Centro Servizi al Volontariato “Calabria Centro”, e l’impresa sociale “Promidea” che affiancherà l’ente capofila “Amici con il Cuore” nella realizzazione del progetto.

(Foto da Internet, non riferita all’articolo).

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