Alce Nero, il leggendario capo Sioux sarà santo

La beatificazione è stata avviata dalla Conferenza episcopale di Baltimora. Considerato il più influente leader indiano del XX secolo, Black Elk si convertì al cattolicesimo e in questa sua seconda vita battezzò molti Sioux

 Alce nero sarà presto santo. A dichiararlo i vescovi americani che nell’ultima Conferenza episcopale di Baltimora hanno dato il via al processo di beatificazione. Si tratta di un momento storico sottolineano gli alti prelati statunitensi: il leggendario capo dei Sioux sarà il primo pellerossa uomo dopo Kateri Tekakwitha, la nativa americana canonizzata nel 2012.

 

Nato a Powder River il 1° dicembre 1863 Alce Nero, crebbe in fretta ed ebbe un’adolescenza molto attiva, a soli 12 anni partecipò alla ""Battaglia del Little Bighorn (1876), in cui i Sioux guidati da Toro Seduto, sconfissero un corpo dell'esercito degli Stati Uniti comandato da George Armstrong Custer. Nel 1887, a 24 anni, raggiunge l'Inghilterra al seguito dello spettacolo circense di Buffalo Bill, denominato "Wild West Show"con cui girò l’Europa e anche l’Italia. Nel 1890 combattè a Wounded Knee una battaglia persa per gli indiani, dove egli stesso fu ferito e rimase profondamente segnato per sempre dagli orrori del massacro dei Sioux da parte del cugino Cavallo Pazzo.

La conversione

Non tutti sanno, che Alce Nero (Black Elk) nel 1905 dopo la morte della prima moglie Katie War Bonnet, sposata dodici anni prima, ""si convertì al cattolicesimo e fu battezzato. Anche i tre figli nati durante questo matrimonio furono battezzati come cattolici. Uno o due anni dopo la morte della moglie.  

I missionari che lo battezzarono nel giorno di San Nicola gli diedero Nicholas come nome da cristiano. Ma anche prima della conversione, Black Elk si era distinto per la sua spiritualità e da cattolico praticò una forma di sincretismo religioso che mescolava le pratiche native raccolte negli anni Trenta nel celebre “Black Elk Speaks” di John Neihardt a quelle della religiosità occidentale.

 Considerato il più influente leader indiano del ventesimo secolo, in questa sua seconda vita Black Elk battezzò centinaia di Sioux, insegnando il catechismo e vivendo una vita umile e giusta fino alla morte nel 1950. Venne sepolto nel cimitero cattolico di Sant'Agnese a Manderson-White Horse Creek, nella riserva di Pine Ridge del South Dakota. Adesso, sulla spinta di una richiesta della diocesi di Rapid City, la causa di beatificazione che sarà aperta a livello diocesano dal vescovo di Rapid City Robert Dwayne Gruss, nello stato del Sud Dakota. Sarà istituito un tribunale che dovrà raccogliere testimonianze e documenti sulla figura del leader dei pellerossa che dovranno mettere in luce la sua vita secondo la fede cattolica. Se il tribunale diocesano si convincerà che Alce Nero sia un valido candidato alla santità, l'intera documentazione sarà inviata alla Congregazione delle cause dei santi a Roma, dove avverrà un secondo vaglio. La congregazione si esprimerà sulle virtù eroiche, che se accertate Alce Nero diventerà venerabile dopo il via libera del Papa. Poi dopo l’attribuzione di un miracolo alla sua intercessione, il vaglio di medici, teologi cardinali  e l’approvazione del Pontefice, potranno aprirsi le porte ad una  beatificazione vera e propria.

 

La beatificazione divide la comunità indiana

L’annuncio del processo di beatificazione ha diviso la comunità indiana. Il New Yorker ha avvicinato i discendenti dello sciamano che ancora vivono nella riserva di Pine Ridge. Per i Sioux tradizionalisti, Alce Nero fece concessioni solo esteriori alla cultura dell’uomo bianco ma dentro di sé non cambiò mai. “In famiglia girano storie che i missionari cercavano di battezzarlo e lui correva a nascondersi sotto il letto”, ha raccontato la bisnipote Charlotte che si definisce pagana. Questi Sioux pensano che i cattolici volessero fare Alce Nero uno dei loro per via del suo status e per la spiritualità che lo aveva reso celebre anche fuori dall’ambito delle Montagne Rocciose.

""A differenza di Cavallo Pazzo e Toro SedutoBlack Elk era infatti diventato famoso per una visione avuta a nove anni nel delirio di una malattia. A raccontarla per la prima volta fu Neihardt che in “Black Elk Speaks”, colse il senso profondo dell’uomo e delle sue idee. Il libro inizialmente non trovò lettori ma negli anni Sessanta, dopo esser stato riscoperto da Carl Jung e tradotto in tedesco, diventò un bestseller venduto in milioni di copie in tutto il mondo.

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