Il Papa con “gli ultimi” nella bidonville di Nairobi A Entebbe il 50° della canonizzazione dei Martiri

Nell’incontro con i giovani: “No allo zucchero della corruzione” Il viaggio apostolico si conclude in Centrafrica il 30 novembre

 Immagine: Papa Francesco nella bidonville di Kangemi

 

Nella seconda giornata della sua missione apostolica in Africa, Papa Francesco ha visitato venerdì mattina, 27 novembre, Kangemi, una delle bidonville di Nairobi, in mezzo al fango, senza strade, senza acqua potabile e priva di elettricità e servizi igienici essenziali. Uno squallore di profonda amarezza, dove vivono “gli ultimi”. Il Papa ha denunciato con forza la “terribile emarginazione urbana” e le ferite provocate dalle minoranze che sperperano, mentre "la maggior parte della popolazione deve rifugiarsi in periferie abbandonate, inquinate, scartate". Parlando a migliaia di fedeli nella parrocchia di Kangemi, il Papa ha posto l’accento sul grave problema del mancato accesso all'acqua potabile, "diritto umano essenziale, fondamentale e universale", affermando che bisogna concretizzare il sacro diritto alla terra, alla casa e al lavoro. 

Allo stadio di Nairobi, incontrando i giovani, Francesco li ha esortati a non "accettare lo zucchero che si chiama corruzione. Non prendeteci gusto. La corruzione ci sottrae l'allegria, le persone corrotte non vivono la pace. La corruzione non è un cammino di vita. E’ un cammino di morte", ha ammonito il Pontefice, aggiungendo: "Dio vi dia la forza per vincere il tribalismo". Alla domanda di un giovane ha così replicato: "C'è corruzione in tutti i posti, anche in Vaticano. La corruzione è come lo zucchero, che è dolce e ci piace, ma a forza di prenderlo diventiamo diabetici, con la corruzione la Nazione diventa diabetica".

A Entebbe, in Uganda – seconda tappa dell’itinerario pastorale in Africa – Papa Bergoglio è stato accolto da una delegazione composta da personalità politiche e religiose, guidata dal presidente Yoweri Museveni. Durante l’incontro con le autorità, Francesco ha sottolineato "l'impegno eccezionale" dell’Uganda "nell'accogliere i rifugiati, permettendo loro di ricostruire le loro esistenze nella sicurezza e facendo loro percepire la dignità che deriva dal guadagnarsi da vivere con un onesto lavoro". Poi, richiamando il 50esimo anniversario della canonizzazione dei Màrtiri Ugandesi, il Papa ha detto che essi "ci ricordano che siamo tutti chiamati a cercare la verità e a lavorare per la giustizia e la riconciliazione". Francesco ha aggiunto che "i màrtiri, sia cattolici che anglicani, sono autentici eroi nazionali poiché rendono testimonianza ai principi guida espressi nel motto ugandese: Per Dio e per il mio Paese. Ci ricordano l'importanza che l'impegno per il bene comune ha rappresentato nella vita di questo Paese". 

Prossima tappa la Repubblica Centrafricana. Il viaggio apostolico, nel segno di "riconciliazione, perdono e pace” si concluderà il 30 novembre.

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