Difesa dell’ambiente e lotta all’inquinamento tematiche basilari dell’Enciclica “Laudato si’”

Papa Francesco auspica che la politica e l’economia si pongano decisamente al servizio della vita umana - La condanna del consumismo -"Basta indifferenza verso le tragedie dei migranti".

  Immagine: Papa Francesco e il Pianeta Terra

 

L’Enciclica di Papa Francesco, dedicata ai temi dell'ecologia, trae il suo titolo ‘Laudato si’ dall'incipit del “Cantico delle creature” di San Francesco d’Assisi. Nella premessa, nei sei capitoli e nelle due preghiere finali, il Pontefice indica i punti qualificanti per la difesa dell’ambiente, la lotta all’inquinamento, gli interventi sul cambiamento climatico, l’uso delle tecnologie. Anzitutto il Papa auspica un profondo cambiamento nell’ordine economico: "Il salvataggio a ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l'intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura".

 

"Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l'economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana", precisa il Papa ponendo il quesito: "Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?". E aggiunge: "Come dire 'non uccidere' se i poveri non hanno cibo? Cosa significa il comandamento 'non uccidere' quando il 20% della popolazione mondiale consuma risorse in misura tale da rubare ai paesi poveri e alle future generazioni ciò di cui hanno bisogno per 'sopravvivere'?". Spesso non si ha "chiara coscienza" che le "iniquità" nell'ambiente e nel modello di sviluppo colpiscono soprattutto i poveri. Papa Francesco chiede di "integrare la giustizia nelle discussioni sull'ambiente", senza giustizia, è "impossibile ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri".

 

Il Pontefice condanna quindi il consumismo. "L'ossessione per uno stile di vita consumistico, soprattutto quando solo pochi possono sostenerlo, potrà provocare soltanto violenza e distruzione reciproca. Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare a esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l'impatto ambientale e i modelli di produzione".

 

"I cambiamenti climatici sono una realtà, e sebbene ci siano anche altre cause (come lo spostamento dell'asse terrestre) è irresponsabile non limitare in modo drastico le emissioni di gas serra che "numerosi studi scientifici" indicano come il fattore principale. "Ha inciso anche l'aumento della pratica del cambiamento d'uso del suolo, principalmente la deforestazione per finalità agricola", denuncia Bergoglio per il quale mentre "il debito estero dei paesi poveri si è trasformato in uno strumento di controllo, non accade la stessa cosa con il debito ecologico". Mentre, "è necessario che i paesi sviluppati contribuiscano a risolvere questo debito limitando in modo importante il consumo di energia non rinnovabile, e apportando risorse ai paesi più bisognosi per promuovere politiche e programmi di sviluppo sostenibile".

 

"Basta indifferenza verso le tragedie dei migranti". "È tragico l'aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa". Nell'enciclica Bergoglio denuncia – con parole che richiamano il suo straordinario primo viaggio apostolico, quello a Lampedusa dell'8 luglio 2013 – che "purtroppo c'è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo".

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