Sicilia, focus consumo di suolo da record: avanzano fotovoltaico e degrado del territorio

Il Rapporto SNPA 2026 registra 1.619 ettari di nuove superfici consumate nell’Isola tra il 2024 e il 2025. Incidono gli impianti solari a terra, mentre incendi e desertificazione aggravano la fragilità degli ecosistemi

Il Rapporto SNPA ediz. 2026 (“Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio”) restituisce una fotografia critica delle trasformazioni territoriali in Italia, evidenziando come la Sicilia rappresenti nel 2025 la regione con il maggiore consumo assoluto di suolo del Paese.

Quadro Generale e Primato della Sicilia nel Consumo di Suolo 2026

Nell’ultimo anno di monitoraggio (2024-2025), la Sicilia si posiziona al primo posto in Italia per incremento assoluto di superfici artificiali, con 1.619 ettari consumati (1.595 ettari al netto dei ripristini), pari a una crescita dello 0,96% della propria superficie artificiale complessiva e a una densità di consumo di 6,31 m²/ha.

L’analisi dell’efficienza delle trasformazioni rispetto alla popolazione mostra un profondo disallineamento:

  • Consumo pro capite annuo: Il consumo di suolo annuale pro capite in Sicilia ha raggiunto i 3,38 m²/ab/anno, quasi il doppio del dato medio nazionale (1,74 m²/ab/anno).
  • Relazione con la demografia: L’espansione delle superfici artificializzate avviene in presenza di un calo demografico complessivo, generando un indicatore di consumo marginale fortemente negativo (-1.600 m²/ab), indice di un’infrastrutturazione che procede indipendentemente dalla domanda abitativa o demografica locale.
  • Suolo consumato totale: La superficie artificiale complessiva nell’isola sfiora i 170.032 ettari, pari al 6,62% del territorio regionale.

Fattori di Pressione: Impianti Fotovoltaici a Terra e Cantieri Infrastrutturali

Oltre il 93% del nuovo consumo di suolo rilevato in Sicilia è classificato al momento della rilevazione come “reversibile” (1.506 ettari su 1.619), ma la causa trainante principale non è l’espansione residenziale tradizionale, bensì la conversione energetica delle superfici agricole.

  • Incidenza del Solare a Terra: Oltre la metà dell’incremento di suolo consumato in regione (53,0%, pari a 859 ettari) è riconducibile all’installazione di impianti fotovoltaici a terra ad alta densità su suoli agricoli. Anche escludendo il contributo del fotovoltaico, la Sicilia si conferma tra le prime regioni d’Italia con 760 ettari di nuovo consumo lordo.
  • Focolai di Consumo Provinciale e Comunale:
    • Catania: Risulta la seconda provincia italiana per incremento annuale di suolo consumato (+666 ettari, di cui il 70,2% dovuto a impianti fotovoltaici a terra). Il comune capoluogo di Catania guida la classifica nazionale tra i grandi comuni (>100.000 abitanti) con 198 ettari di nuove trasformazioni, determinate dall’installazione di fotovoltaico a terra, dall’espansione della zona industriale (+20 ha) e dai cantieri per la trincea del nodo ferroviario aeroportuale (+12 ha).
    • Altri Comuni Impattati: Fenomeni analoghi di forte consumo guidato dal solare a terra interessano Paternò (+153 ha totali, di cui 143 ha di fotovoltaico), Monreale (+132 ha, di cui 130 ha di fotovoltaico)e Belpasso (>100 ha, tra fotovoltaico, cantiere della metropolitana ed espansione industriale).
    • Altre Province: Incrementi consistenti si registrano a Palermo (+229 ha, con l’81% legato al fotovoltaico), Siracusa (+196 ha), Ragusa (+126 ha), Trapani (+119 ha) ed Enna (+111 ha).

Gli Incendi come Vettore di Degrado Irreversibile e Desertificazione

Nel Rapporto SNPA 2026, gli incendi boschivi e la percorrenza da fuoco non sono considerati solo eventi emergenziali temporanei, ma veri e propri vettori strutturali di Land Degradation (degrado del suolo e del territorio) che sottraggono capacità ecosistemica in modo pressoché irreversibile.

  • Dinamica del danno al suolo: Il passaggio del fuoco elimina il manto vegetale arboreo o arbustivo protettivo, brucia la sostanza organica ed espone il suolo superficiale (topsoil) a battente meteorico, essiccamento ed erosione idrica. Questo processo avvia una perdita irreversibile della produttività biologica e della capacità del suolo di stoccare carbonio o trattenere l’acqua. Come sottolineato nel rapporto in riferimento a eventi emblematici come il rogo della Sughereta di Niscemi, l’incendio altera permanentemente l’uso potenziale del territorio: la cenere e il degrado chimico-fisico agiscono come una sottrazione di “suolo vivo” senza necessità di asfalto o ruspe.
  • Rischio Desertificazione: Il report evidenzia come in Sicilia il 3,7% del territorio versi in uno stato di degrado severo legato alla perdita permanente di produttività del suolo e un ulteriore 18,2% sia in uno stato di degrado moderato. La combinazione tra aridità clinica, pressione antropica e ricorrenza degli incendi colloca ampie porzioni dell’isola nello stadio più estremo del degrado del territorio: il rischio concreto di desertificazione.
  • Effetto Microclimatico e Isola di Calore: La perdita della copertura vegetale drenante a causa dei roghi o dell’aridizzazione estiva amplifica le anomalie termiche superficiali. Nel periodo estivo, le aree scarsamente vegetate e bruciate della Sicilia raggiungono temperature medie al suolo estremamente elevate (oltre i 43°C), mentre i centri urbani siciliani toccano picchi di 44°C, esasperando il fenomeno dell’isola di calore urbana.

Impatti Ecosistemici e Prospettive di Ripristino Territoriale

La sottrazione progressiva di suolo e il degrado da incendi riducono drasticamente la resilienza del territorio siciliano di fronte agli eventi climatici estremi.

  • Insufficienza dei Ripristini Effettivi: Nel periodo 2024-2025, a fronte dei 1.619 ettari consumati in Sicilia, le azioni di ripristino o rinaturalizzazione effettiva si sono attestate ad appena 23 ettari (compensando poco più dell’1% del suolo trasformato).
  • Potenziale Inespresso di Ripristino Urbano: Le analisi del Rapporto indicano che la Sicilia disporrebbe di importanti aree interne ai perimetri urbani candidabili a interventi di rinaturalizzazione e depaving (depavimentazione), stimate in 10.134 ettari complessivi (di cui 1.499 ha a titolarità o gestione pubblica). Inoltre, si stima una superficie potenziale di 19.437 ettari per l’incremento della copertura arborea urbana.

Attuare politiche di tutela rigida, applicare la gerarchia europea del consumo di suolo ed evitare la conversione di suoli naturali esposti al rischio roghi rappresentano le condizioni indispensabili per interrompere la spirale tra cementificazione, incendi e desertificazione nell’isola.

Per scaricare il Rapporto:

https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2026/10/Rapporto_consumo_suolo_2026.pdf

Francesco Cancellieri, ingegnere presidente AssoCEA Messina APS Centro di Educazione Ambientale
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