di Redazione
Palermo, 30 ott. 2026 – Quasi mille lavoratori coinvolti, procedure amministrative interrotte all’ultimo momento, contratti attesi e firme rinviate per un problema nel caricamento dei dati contabili su una piattaforma informatica. È il quadro che emerge dalla vicenda esplosa il 28 ottobre negli uffici della Regione Siciliana, dove il blocco delle assunzioni e delle progressioni verticali ha trasformato una giornata che avrebbe dovuto segnare un passaggio importante per centinaia di lavoratori in una nuova occasione di incertezza.
Al centro della questione c’è il mancato completamento della trasmissione del Rendiconto generale 2025 alla Banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP), gestita nell’ambito della Ragioneria generale dello Stato, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che raccoglie i dati contabili degli enti pubblici ai fini del monitoraggio e del controllo della finanza pubblica. Un adempimento necessario per completare l’iter amministrativo collegato alle nuove assunzioni e alle progressioni di carriera del personale regionale.
Una criticità che, secondo quanto comunicato dall’assessorato all’Economia, sarebbe riconducibile a un problema informatico nel caricamento dei dati del rendiconto regionale. Una spiegazione che, tuttavia, non esaurisce gli interrogativi sulla gestione della procedura, sui tempi degli adempimenti e sulle verifiche che avrebbero dovuto precedere la convocazione dei lavoratori.
Dalle aspettative allo stop improvviso secondo cui, la vicenda prende forma dopo l’approvazione, da parte della giunta regionale presieduta da Renato Schifani, del Rendiconto 2025, che registra un avanzo di amministrazione di 7,36 miliardi di euro.
Il 23 ottobre vengono annunciate le nuove possibilità occupazionali rese disponibili dal documento contabile. Il programma riguarda 138 nuovi ingressi nell’amministrazione regionale: 22 ispettori tecnici del lavoro, 10 archeologi, 94 agenti del Corpo forestale e 12 figure individuate attraverso la specifica normativa regionale in favore dei figli delle donne vittime di femminicidio.
Accanto alle nuove assunzioni, il provvedimento consente di procedere con le progressioni verticali di centinaia di dipendenti già in servizio, attese da anni e destinate a riconoscere professionalità, competenze ed esperienza maturate all’interno dell’amministrazione.
Il 26 ottobre la stessa Regione comunica che sono state firmate le prime progressioni verticali per 832 dipendenti risultati idonei. 296 assistenti destinati a diventare funzionari e 536 coadiutori che acquisiranno il profilo di assistente. Per le nuove assunzioni, la sottoscrizione dei contratti è già iniziata e dovrebbe proseguire nei giorni successivi.
Il quadro sembra dunque avviato verso la conclusione di un percorso atteso da tempo.
Ma il 28 ottobre arriva il brusco arresto.
La convocazione a Palermo e il dietrofront.
Proprio nelle giornate del 28 e 29 ottobre erano previste le operazioni per la sottoscrizione dei contratti relativi alle progressioni verticali. Secondo le testimonianze e le ricostruzioni circolate sulla vicenda, circa trecento dipendenti, provenienti anche da diverse sedi provinciali, si sarebbero presentati a Palermo per adempiere alla convocazione e formalizzare il nuovo inquadramento professionale.
Per molti di loro il viaggio, l’organizzazione degli spostamenti e la richiesta di permessi dal lavoro rappresentavano l’ultimo passaggio di una procedura attesa da anni. In alcuni casi, secondo quanto denunciato dal deputato regionale Mario Giambona, l’attesa per il riconoscimento della progressione si protraeva da decenni.
Ad accoglierli, invece, è stata la comunicazione della sospensione delle operazioni. Un colpo di scena che ha lasciato i lavoratori senza la formalizzazione attesa e senza indicazioni definitive sui tempi di ripresa.
Il problema, secondo la spiegazione fornita dagli uffici regionali, riguardava il mancato caricamento del Rendiconto 2025 sulla BDAP. Una circostanza che avrebbe impedito di completare gli adempimenti necessari per procedere con le firme.
La sospensione ha riguardato anche le nuove assunzioni, proprio quando i vincitori dei concorsi si aspettavano di poter finalmente sottoscrivere i contratti e prendere servizio.
Quasi mille persone coinvolte e il nodo dei contratti già firmati, secondo cui le cifre restituiscono la dimensione della vicenda. Ai 138 nuovi assunti si aggiungono gli 832 dipendenti indicati nel comunicato ufficiale della Regione siciliana le progressioni verticali. Altre ricostruzioni giornalistiche riportano 834 unità: una differenza che richiede un chiarimento amministrativo, ma che non modifica la portata complessiva della questione.
Si tratta, dunque, di circa 970-972 lavoratori coinvolti tra nuove assunzioni e avanzamenti di carriera.
C’è poi un ulteriore aspetto che rende la situazione particolarmente delicata. Secondo quanto riferito da LiveSicilia, oltre duecento dipendenti avevano già sottoscritto i contratti relativi alle progressioni prima dell’interruzione delle procedure.
Il loro destino è rimasto incerto. Il sindacato Siad-Csa-Cisal, attraverso Giuseppe Badagliacca, Angelo Lo Curto e Gaspare Di Pasquale, ha riferito che l’amministrazione avrebbe preannunciato la revoca dei contratti già sottoscritti, da formalizzare nuovamente nelle sedi individuate nei capoluoghi di provincia.
Una prospettiva che apre ulteriori interrogativi sulla validità degli atti sottoscritti, sulle modalità della loro eventuale riformulazione e sulle garanzie da riconoscere ai lavoratori.
Sindacati all’attacco, chieste risposte e tempi certi. La sospensione ha provocato la reazione delle organizzazioni sindacali del pubblico impiego. Fp Cgil, Cisl Fp, Sadirs, Ugl e Uil hanno incontrato il 28 ottobre il neoassessore regionale alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica, Francesca Garigliano, chiedendo spiegazioni e soprattutto garanzie sulla prosecuzione delle procedure.
Le organizzazioni hanno contestato l’interruzione di operazioni ormai giunte alla fase conclusiva, sottolineando che le aspettative professionali dei lavoratori non possono essere compromesse da criticità tecniche o ritardi imputabili all’amministrazione.
La richiesta è quella di individuare le cause del blocco, stabilire tempi certi per la ripresa delle firme e tutelare chi aveva già sottoscritto i contratti.
Anche il Siad-Csa-Cisal ha ribadito che i dipendenti non possono essere chiamati a sostenere le conseguenze di disfunzioni organizzative e informatiche, chiedendo inoltre che siano concessi permessi retribuiti per consentire la nuova sottoscrizione degli atti, qualora necessaria.
La responsabilità amministrativa e gli uffici coinvolti nella questione, investirebbe direttamente due assessorati e le rispettive strutture amministrative.
L’assessorato regionale all’Economia, guidato da Alessandro Dagnino, ha ricondotto la sospensione a un problema informatico nel caricamento dei dati del Rendiconto 2025 sulla BDAP, precisando che gli uffici della Ragioneria generale erano al lavoro per superare la criticità.
La struttura di riferimento è il Dipartimento del Bilancio e del Tesoro – Ragioneria generale della Regione, il cui vertice è affidato a Gloria Giglio.
Sul versante delle assunzioni e delle progressioni verticali opera invece l’assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, guidato da Francesca Garigliano, entrata ufficialmente nelle sue funzioni il 2 ottobre 2026.
La responsabilità gestionale del Dipartimento della Funzione pubblica e del personale fa capo alla dirigente generale Salvatrice Rizzo.
Sono questi gli uffici e i livelli istituzionali chiamati a fornire chiarimenti sulla sequenza degli adempimenti, sulle verifiche effettuate e sulle ragioni per cui il problema non sia stato individuato e risolto prima delle convocazioni.
L’individuazione dei responsabili effettivi, naturalmente, dovrà discendere dagli accertamenti amministrativi e non da supposizioni.
Sulle contestazioni politiche e il Rendiconto 2025 della vicenda, è intervenuto anche Mario Giambona, vicepresidente del gruppo parlamentare del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana, che il 28 ottobre si è recato negli uffici della Funzione pubblica per esprimere solidarietà ai lavoratori.
Il deputato ha sollevato interrogativi sulla gestione del Rendiconto 2025, sostenendo che sul sito istituzionale non fosse reperibile la delibera di giunta che avrebbe approvato il documento. Ha inoltre contestato il fatto che una criticità di tale rilevanza sia emersa proprio nel momento in cui dovevano essere formalizzati i contratti.
Giambona ha richiamato anche la scadenza del 30 aprile per gli adempimenti relativi al rendiconto, chiedendo come sia stato possibile arrivare alla fase delle convocazioni senza avere preventivamente verificato il completamento delle procedure informatiche necessarie.
Si tratta di rilievi dell’opposizione che attendono una risposta documentale da parte del governo regionale. Si tratta di chiarire l’intera sequenza amministrativa, a partire dall’approvazione del documento contabile fino alla sua effettiva trasmissione alla banca dati ministeriale.
Schifani annuncia un’indagine interna
Il 29 ottobre, intervenendo a conclusione della quarta edizione del Forum Act Tank Sicilia, promosso da Teha Group – The European House – Ambrosetti a Castello Utveggio, a Palermo, il presidente della Regione Renato Schifani ha espresso tutta la propria irritazione per quanto accaduto.
“In queste ore viviamo momenti allucinanti”, ha dichiarato, riferendosi ai vincitori di concorso costretti ad attendere l’assunzione per il mancato aggiornamento dei sistemi informatici. “Tutto questo mi fa rabbia”, ha aggiunto, spiegando di avere chiesto scusa a nome del governo regionale.
Schifani ha quindi annunciato che l’assessorato all’Economia avvierà un’indagine amministrativa interna per accertare le responsabilità del mancato trasferimento dei dati del Rendiconto 2025 alla BDAP.
Un’iniziativa necessaria, ma che dovrà tradursi in un accertamento puntuale. Occorrerà stabilire quando si sia verificata la disfunzione, quali uffici fossero tenuti agli adempimenti, quali controlli siano stati effettuati e perché non sia stato possibile intervenire prima che centinaia di persone venissero convocate per la sottoscrizione dei contratti.
La macchina regionale davanti alle proprie responsabilità, sottolinea che al di là delle spiegazioni tecniche, la vicenda pone una questione amministrativa e istituzionale che non può essere liquidata come un semplice inconveniente informatico.
Una Regione che annuncia il miglioramento dei propri conti, programma nuove assunzioni, pubblica graduatorie, convoca i vincitori di concorso e avvia le progressioni del personale interno deve poter garantire anche il coordinamento tra le proprie strutture e il completamento degli adempimenti necessari.
Non è accettabile che un problema di trasmissione dei dati, emerso quando le procedure erano già entrate nella fase conclusiva, si traduca in una nuova attesa per chi ha superato un concorso pubblico o ha maturato i requisiti per un avanzamento professionale.
Il danno non è soltanto organizzativo. Riguarda le aspettative legittime dei lavoratori, la programmazione della loro vita professionale, il tempo sottratto al lavoro e alla vita personale per raggiungere gli uffici regionali, oltre alla credibilità dell’intera amministrazione.
La questione riguarda dunque il rapporto tra responsabilità amministrativa, funzionamento della macchina regionale e tutela delle persone che, dopo avere affrontato selezioni, attese e procedure, confidavano in un passaggio finalmente conclusivo.
L’indagine annunciata da Schifani dovrà fornire risposte precise. Ma, accanto all’accertamento delle responsabilità, occorre soprattutto una soluzione operativa. Ossia completare il caricamento dei dati, ripristinare le procedure, chiarire la posizione dei contratti già sottoscritti e fissare date certe per tutti gli adempimenti ancora sospesi. È chiaro quanto l’efficienza di un’amministrazione pubblica non si valuta soltanto attraverso i risultati contabili o gli annunci di nuove assunzioni, l’efficienza ed efficacia politico- amministrativa passa soprattutto anche dalla capacità di trasformare le decisioni in atti concreti. Nel caso in questione rispettando i tempi e i diritti di chi lavora e di chi attende legittimamente di entrare al servizio della Regione.
Decisamente in questa vicenda, è proprio questo il passaggio che la macchina burocratico-amministrativa siciliana è chiamata a dimostrare.
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Photo cover: Palazzo d’Orléans Presidenza della Regione Siciliana. Fonte Wikipedia
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