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Enzo Farinella presentera’ il suo libro al Rotary Club di Vienna Sud il 16 maggio e ad una funzione per il 5°.mo Anniversario della Societa’ Austro-Irlandese, il 22 maggio.

L’Austria di Enzo Farinella nel volume Through Mountains and Valleys

Questo libro è’ stato definito dal Cardinale di Vienna, Christof Schönborn: Un contributo importante per capire le nostre radici cristiane, per la formazione dell’Austria come nazione e per l’identita’ di tutta l’Europa.

intervista di Mimma Cucinotta


:: Cultura Arte Spettacolo

Sab 04 Maggio 2019 - 16:38


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Questo libro è’ stato definito dal Cardinale di Vienna, Christof Schönborn: Un contributo importante per capire le nostre radici cristiane, per la formazione dell’Austria come nazione e per l’identita’ di tutta l’Europa.

In gran parte della storia austriaca, nelle sue istituzioni piu’ prestigiose, in tanti suoi monumenti, noti a tutti i turisti del mondo, troviamo collegamenti a monaci o studiosi irlandesi.

 

Ne chiediamo le ragioni a Enzo Farinellagiornalista, corrispondente per Ansa e Radio Vaticana dall'Irlanda, dove vive da 45 anni, professore nell’Università di Dublino, studioso di storia del monachesimo irlandese in Europa, scrittore e autore del volume.

“Forse vi sarà capitato di prendere un taxi o un fiacre a Vienna o Salsburgo. Fiacre veniva chiamata - e lo è ancora - una carrozza trainata da un cavallo, il taxi che vedrete su molte piazze e luoghi di turismo austriaco. St. Fiacre fu un monaco irlandese del VII secolo”. E ancora:

“Se avete sostato per un buon pranzo in un ristorante austriaco di una certa classe, forse l’avrete accompagnato con una gradevole bottiglia di Gruner Veltliner. Ben pochi sanno però che questo vino bianco, proveniente dalla Wachau Valley, 80 km da Vienna, trae le sue origini dall’Abbazia di Melk, famosa per la tomba di S. Koloman, un Santo martire irlandese dell’XI secolo”.

“In particolare nella Cattedrale di St. Stephen o Stephansdom di Vienna, iniziata dal Duca Rudolf IV, troviamo una lapide su cui è stato versato il sangue di S. Koloman un martire irlandese.

Il Duca di Vienna ha prolungato il Duomo con la costruzione della navata gotica, volendo dare uno stato piu’ nobile alla sua citta’ e competere con il S. Vito di Praga. Martin Mutschlechner osservo’ in tale occasione: “Il Duca  Rudolf IV volle fare di Vienna una residenza e una capitale eminentemente principesche con lo Stephansdom e la Capella regia Austriaca, la Chiesa di corte dei Principi sovrani austriaci e quindi il centro religioso di tutto il territorio”. 

“Cosi’ St. Stephen divenne una Cattedrale ed è ancora oggi il monumento piu’ importante di Vienna, capitale Austriaca dal 1156.

Rudolf e’ stato anche il fondatore nel 1365 dell’Universita’ di Vienna -“Alma Mater Rudolphina” - e il charter universitario e’ stato sottoscritto da due monaci irlandesi Clemens e Donaldus.

Come si ricordera’ dalla storia, Rudolf in quel tempo voleva essere alla pari del suocero, Charles IV, Sacro Imperatore Romano, che aveva istituito nel 1348, l’Universita’ di Praga, la Charles University. Quindi anche lui doveva avere per la sua ducea di Vienna un’importante fondazione culturale come una Universita’. Per queste due Universita’ Donaldus, ha avuto un ruolo importante.

 

A Salisburgo invece, nel cuore della citta’ antica, troviamo il monastero di St. Peter, fondato da St. Ruperto. Questo monastero – il piu’ antico del mondo germanico - e’ divenuto l’Universita’ Benedettina di Salisburgo (1617), che ha avuto un ruolo importante nella sua vita culturale e sociale.

 

“E poi c’e’ lo Schottenstift, una grande gloria irlandese a Vienna.

Quando i Babenbergs decisero di costruire Vienna, chiesero a vari mercanti della Baviera di trasferirsi in questa nuova localita’. Essi accettarono a condizione che anche i monci irlandesi di Regensburg vi si trasferissero. In quel tempo Regensburg, oggi nell’attuale Germania, era molta famosa per il suo monastero che aveva altre sue succursali in altre citta’ tedescshe e in Auustria. Per questi monaci Heinrich costrui’ nel 1161 il monastro di St. Mary, che ancora esiste e svolge con merito la sua attivita’ religiosa nella citta’ di Vienna.

Questi i momenti salienti che descrivo nel mio libro: “Through Mountains and Valleys”, pubblicato in inglese e tedesco”.

 

 In che modo il monachesimo irlandese influenzò l’evoluzione storica della nostra Europa?

Il monachesimo irlandese dal VI al XIV secolo fu una tappa importante della storia universale. La Grecia, prima, e l’Italia dopo dominarono la scena culturale internazionale, contribuendo in modo significativo al nuovo volto della nostra Europa e del nostro mondo.

I monaci irlandesi hanno creduto nella forza del cambiamento. Il loro lavoro e soprattutto i loro ideali di rispetto per la persona umana e la sua dignità, di giustizia, uguaglianza e solidarietà tra tutti gli esseri umani, devono essere per tutti noi una sfida per lavorare meglio e costruire insieme la casa comune europea, che rimane il progetto politico più affascinante, più coraggioso e più importante che si sia mai visto in questi ultimi secoli.

L’Austria e l’Europa tutta, sono debitrici nei loro riguardi.

L’Irlanda può vantare un certo credito per la sua missione in Austria, Italia, Gran Bretagna, Francia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e altre nazioni. Tramite i suoi centri monastici, le sue fondazioni, le sue scuole, le sue cittadelle universitarie, i suoi scriptoria, essa si è prodigata per reintrodurre la cultura classica in Europa.

Molte cittá europee sono state fondate da monaci di questa isola.

Anche Papa Francesco ha voluto pagare un tributo all’operato dei monaci irlandesi, quando, dinanzi all’assemblea plenaria del Parlamento Europeo riunito a Strasburgo, ha ricordato le fonti lontane di tale cultura, che provengono “da substrati celtici”. E piu’ tardi, quando Papa Francecso ha risposto al saluto rivoltogli dal Primo Ministro irlandese, in occasione dell’Incontro Mondiale delle Famiglie, tenutosi a Dublino nel 2018, ha dichiarato: “I fili della storia di questi monaci risalgono a 1.500 anni fa, quando il messaggio cristiano predicato da Palladio e Patrizio, trovo’ dimora in Irlanda e divenne parte integrante della vita e cultura irladese. Molti Santi e studiosi si sentirono ispirati a lasciare la loro terra e portare la nuova fede in altre parti.  Ancora oggi, i nomi di Columba, Colombano, Brigida, Gallo, Killian, Brendan e molti altri sono onorati in Europa e non solo. In Irlanda il monachesimo, fonte di civilta’ e di creativita’ artistica, scrisse una splendida pagina nella sua storia e in quella del mondo”.  E S.S. ha aggiunto, tracciando magistralmente le linee della storia irlandese: “Prego affinche’ l’Irlanda mentre ascolta la polifonia della contemporanea discussione politico-sociale, non dimentichi le vibranti melodie del messaggio cristiano, che l’hanno sostenuta nel passato e possono continuare a farlo nel futuro”.

Molti di questi Sati li troviamo anche in Austria.

 

Della città di Salisburgo, nota per i natali a Mozart e per il centro storico tra il medievale e il barocco, cosa ci racconti?


San Ruperto ha fondato e dato il nome di Salisburgo a questa città organizzando e promuovendo i minatori di sale.

Il meraviglioso “Oratorio barocco” nel Dom Quartier di Salisburgo, costruito dal principe arcivescovo Wolf Dietrich, oltre 400 anni fa

 nel centro della città, e’ un vero gioiello barocco - stile italiano -  e riproduce scene della vita di questo Santo. Si deve a lui la nomina

Erentrudis ad Abbadessda del Convento di Nonnberg, accanto al castello che dall’alto domina la citta’, dove e’ stato ambientato il film sulla famiglia Trapp”.

San Virgilio, una delle glorie della Chiesa del sec. VIII, matematico, astronomo, satiro, teologo e filosofo fu uno dei monaci irlandesi piu’ famosi dell’Austria.

Per 40 anni svolse il compito di Arcivescovo di Salisburgo e le sue cure pastorali sono state estese agli abitanti delle nazioni limitrofe, quali la Slovenia - deve a lui e al monaco St. Modestus la sua conversione -, la Repubblica Ceca, la Slovaccia e l’Ungheria.

L’anno 774 della sua consacrazione ad Arcivescovo di Salisburgo appare scritto in caratteri cubitali sulla cancellata della Cattedrale di questa citta’, insieme al 1628 e al 1944, quando e’ stata distrutta rispettivamente da un incendio e da un bombardamento aereo.   

Miti e fascinose leggende sono d’obbligo nella narrazione di un Paese dove storia, spiritualità e racconti si fondono completandosi.  La religiosità irlandese ha influito sulle origini del culto in Austria?

 

L’Irlandese Kolman, martirizzato nel 1012, e’ divenuto il primo Santo Protettore dell’Austria.

Si stava recando in Terra Santa quando e’ stato catturato e impiccato, come spia, a Stockerau, 25 km da Vienna.  Molti miracoli sono avvenuti dopo la sua morte ed e’ stato ovvio a tutti che un innocente era stato ucciso. Due anni dopo i suoi resti mortali sono stati portati a Melk, la piu’ importante citta’ del territorio austriaco e sede, allora, della dinastia Babenbergs, che per 270 anni lo ha dominato.

Melk – che tutti conosciamo dal libro di Umberto Eco: “Il nome della rosa” -, e’ divenuto un monastero benedettino nel 1089, dovuto alla presenza di S. Koloman, venerato in oltre 250 localita’ di Austria, Germania e Svizzera. 

Allora l’Austria non esisteva nè come nazione nè come nome. Il nome latino di Austria è apparso per la prima volta durante il regno di Babenberg Leopold III (1073 – 1136). Uffuicialmente è stato usato solo nel 1147.

Nel 1232, I colori della bandiera austriaca : rosso – bianco e rosso sono sventolati per la prima volta nella Chiesa di S. Maria a Vienna, costruita appositamente per i monaci irlandesi.

 

Il 16 maggio, Enzo Farinella, lancerà ufficialmente il libro: Through Mountains and Valleys , presso l'Ambasciata irlandese di Vienna. L’evento, sollecitato espressamente dell'Ambasciatore, Tom Hanney, in occasione della cerimonia del 50° Anniversario dell'Associazione Austro-Irlandese, vedrà' tra i diversi relatori, l'Ambasciatore Francis O'Donnell, il Vice-Ambasciatore, Sean O'Riain, il Professore dell'Universita' di Vienna, Otto Urban, modererà il Dr. Hans-Joachim Fuchs, Presidente dell'organismo associativo Austro-Irlandese. 

 

La presentazione formale del volume, sarà segiita il  22 maggio, da un incontro con l’autore al Rotary Club di Vienna Sud.

    

 


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