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La cerimonia di consegna sabato 23 Marzo 2019, alle ore 17,00 presso la sala “Villa Fortuna” di Acicastello (CT)

Il poeta licatese Lorenzo Peritore secondo classificato al Premio Letterario Nazionale “Verba volant, amor manent ” con “A mafia"

Ha ottenuto anche una Menzione d’onore con un altro componimento “San Valintinu” nella sezione inediti


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Ven 15 Marzo 2019 - 19:14


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Licata - Sarà consegnato sabato 23 marzo 2019 alle 17  presso la sala “Villa Fortuna” ad Acicastello (CT), al poeta dialettale licatese Lorenzo Peritore. Ennesimo riconoscimento per versi in siciliano in uno straordinario componimento intitolato “A mafia” nella sezione poesia edita dialettale a tema libero. Lo ha deciso la Giuria Premio Nazionale Letterario  Verba volant, amor manet” – Cupido in Poesia – Acicastello Città dell’amore, presieduta dal Prof. Alessandro Giovanni Bulla e composta da Dott.ssa Francesca Agata Bafumi; Prof. Nicola Stifano; Frà Matteo Pugliares; Prof.ssa Giovanna Raeli.

Lorenzo Peritore ha ottenuto anche una Menzione d’onore nella sezione inedita dialettale con “San Valintinu”.

 

Un’ulteriore soddisfazione per il poeta licatese che negli ultimi anni ha collezionato numerosi premi per i suoi versi e che è autore di due pubblicazioni “Rimaniamo in Rima” (Bonanno Editore) e “Rime di Speranza” (Vitale Edizioni).

Lorenzo Peritore è ormai molto noto in Sicilia per la sua presenza in eventi culturali, non soltanto nella sua città natale Licata, dove è stato ospite fisso degli eventi “Autori in Piazzetta” e “LicatAutori”, ma anche nelle scuole dove viene invitato per far conoscere il dialetto siciliano ai più piccoli. Costante la sua presenza anche come docente al CUSCA, il Centro Universitario Socio Culturale Adulti di Licata, dove tiene delle lezioni durante l’anno accademico. I suoi componimenti sono pieni d’amore ma sono anche di denuncia verso il malcostume. Ma Lorenzo Peritore ha una dote innata per la recitazione, passione che ha coltivato a più riprese nella sua vita, ma anche una grandissima dote quelle di saper essere molto ironico anche nella scrittura narrando storie e personaggi capaci di suscitare risate. Un premio meritato dunque per un licatese che ha saputo abbinare la passione per la poesia, il teatro e la cultura in genere con l’amore per la sua città Licata e per la Sicilia. E’ stato collaboratore anche del quindicinale “La Campana” ed collaboratore del mensile La Vedetta. Opinionista in trasmissioni televisive e ospite fisso nelle rassegne letterarie “Autori in Piazzetta” e “LicatAutori”.

Sta lavorando al suo terzo libro di poesia che potrebbe vedere la luce il prossimo anno.

Di seguito le poesie :

A  M A F I A                                                

 Unn’arrinesci a vidirla,

si nni stà sempri ammucciata

e quannu è pedi pedi

è bona camuffata

 Tutti a ciamammu mafia                                                                                                                                                                                                               

  e tutti a cunnannammu,

ma sulu chi paroli,

chi fatti ni scantammu

 

A mafia pedi unn’hava

e sula un pò caminari   

e unn’hava mancu manu

e sula un po’ sparari 

C’è co ci mpresta i pedi

pi farla caminari                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

e  co ci mpresta i manu

ca usa pi sparari

 

Poi ci sunnu i capucciun

ca a sannu cumannari

e chiddi cu cirbeddu

ca a sannu organizzari

 

Ma co sunnu sti mafiusi?

E sta mafia unn’è ca è?

Putemmu essiri tutti

e po’ essiri unni eggiè

 

Pozzu essiri puru ia

e po’ essiri puru tu,

pi chissu se fa dannu

un si scopra co è ca fù

 

Ca mafia si ci aggrega

u mpiegatu, u muraturi,

l’operaiu, u disoccupatu,

abbucatu,  u prefessuri,

 

si ci associa evoti u sinnicu,

u ministru, u diputatu

e dimostrino ca a mafia

è puru dintra u Statu.

 

Arristammu a vucca aperta

e ni para fantasia

quannu accertinu ca a mafia

trasa puru a saristia

 

Chi brutta bestia è a mafia!

E’ n’amara realtà!                                                                                                                                                                                                                      

E’un fenominu diffusu                                                                                                                                                                                                                   

di sta nostra società!

 

E’ un purpu bellu grossu

ca usa i so ventosi

p’aggrapparisi unni eggiè

e aggarrari tutti cosi

 

E’ un cancru chi metastiti

ca ni vo cuntaggiari,

arrisista cu l’omertà

e ngrassa cu mal’affari

 

Pi guariri sta cancrena

un po abbastari a cura

ca ci somministra u Statu

o sennò a Magistratura

 

Serva ca tutti quanti

cangiannu mentalità

circammu d’abbissari

stu muru d’omertà

 

E pi putirlu fari

unn’esista megliu cura

c’abbattiri a gnuranza

e puntari na cultura.

 

 

 

SAN VALINTINU                             

 

Quattordici febbraiu

festa di nnamurati,

di sciura, di riali,

di carizzi e di vasati

 

Pi tanti e tanti coppii

è ugn’iornu di magia

ca si ciuda o ristoranti

opuru in pizzeria

 

Stu Santu hava u putiri

di fari addivintari

cumpagni, mariti e ziti

perfetti ed esemplari

 

Ma onnumani chi succeda

passatu San Valentinu?

Firmativi tanticciedda

e facitici un pensierinu

 

Pi tanti San Valentinu

e sulu n’eccezioni,

comu diri un diversivu

o na divagazioni

 

Onnumani s’arritorna

comu prima da festa,

cu carattiri di sempri

e sempri ca stessa testa

 

S‘accumenza chi lignati

ca violenza e vidè chi corna,

pi mia San Valentinu

hassa a essiri tutti i iorn

 

Per contatti con il poeta Lorenzo Peritore

Cell 3488241532  mail lorenzoperitore@alice.it

Nella foto: Il poeta licatese Lorenzo Peritore


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