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Il viaggio apostolico di Papa Francesco ad Abu Dhabi. Appello per lo Jemen

27° viaggio apostolico di Francesco, il primo Papa nella Penisola araba per un ponte tra Occidente e Oriente di fratellanza e pace. Le critiche di Amnesty International sull'uso strumentale del governo emiratino della visita di Bergoglio.

di Mimma Cucinotta


:: Attualità

Lun 04 Febbraio 2019 - 01:55


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Roma, 3 febbraio 2019 - Mi reco in quel Paese come fratello, per scrivere insieme una pagina di dialogo e percorrere insieme sentieri di pace. Pregate per me!" lo ha scritto Papa Francesco in un tweet prima della partenza dall'aeroporto di Fiumicino verso Abu Dhabi. E’ la prima volta che un Pontefice si reca nella penisola araba per porre le basi di un dialogo interreligioso. La visita di Bergorglio, dal 3 al 5 febbraio, negli Emirati Arabi e il suo incontro con il grande imam di al-Azhar sono dunque ritenuti di grande portata storica e secondo quanto riferito all’Osservatore romano dal segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin ‘’segnerà una svolta’’ nella creazione di un importante ponte fra Occidente e Oriente. L’intento perseguito dal Pontefice è "Ritrovare la radice della nostra fraternità che è la comune appartenenza all'umanità". "E tutto questo - ha precisato Parolin - in vista di una lotta molto chiara, molto esplicita contro ogni tipo di fondamentalismo, contro ogni tipo di radicalismo che può portare al conflitto e alla contrapposizione, e in vista di costruire sentieri di riconciliazione e di pace’’.

Domenica, all’arrivo all'aeroporto presidenziale di Abu Dhabi il Santo Padre è stato accolto in una saletta d'onore dal principe ereditario lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan e poi salutato anche dal grande imam di Al Azhar, Al-Tayyeb. Dopo la breve cerimonia, il Papa è stato ospitato nella residenza per gli ospiti illustri degli Emirati.

Il 27esimo viaggio internazionale, che vedrà Francesco fino al 5 febbraio nella monarchia fra le più ricche di tutta la Penisola araba con una minoranza significativa di immigrati cattolici, rappresentata soprattutto da un milione tra indiani e filippini, prevede oggi  alle 12 la cerimonia di benvenuto all’ingresso del Palazzo Presidenziale e la visita ufficiale al Principe ereditario. Alle 17 si terrà l’incontro privato con i membri del Muslim Council of Elders nella Gran Moschea dello sceicco Zayed e alle 18,10 l’incontro interreligioso sulla Fratellanza umana, insieme ad altri 700 leader di varie religioni,con al fianco il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, la principale istituzione dell'islam sunnita in Medio Oriente. L'evento si svolgerà nel Founder’s Memorial dove il Papa pronuncerà un discorso. Martedì la messa nello Zayed Sports City Martedì 5 alle 9.15 Francesco farà una visita alla cattedrale di Abu Dhabi e alle 10.30 celebrerà la messa pubblica con la comunità cattolica locale, alla Zayed Sports City per 135 mila fedeli previsti. A distribuire la comunione saranno 1.200  sacerdoti. I partecipanti arriveranno sul posto su oltre 2.000 autobus messi a disposizione gratis e potranno godere di una giornata di riposo dal lavoro. Martedì, ha annunciato il ministero delle Risorse Umane e dell'Emiratizzazione degli Emirati Arabi Uniti, sarà considerato giorno festivo. 

Sul viaggio apostolico di Papa Francesco nella culla dell’Islam non sono mancate le critiche. Amnesty International  ed anche secondo diversi osservatori internazionali, la visita del Pontefice potrebbe essere strumentalizzata dal governo emiratino per dare al Paese un’immagine di tolleranza e apertura religiosa non sempre reale. Amnesty International, denuncia in particolare casi di carcerazione di difensori di violazioni di diritti umani nell’ambito di una  "sistematica repressione di ogni forma di dissenso e di critica" e chiede al Papa di segnalare alle autorità degli Emirati la questione.  Ipotesi subito contestata da altri conoscitori del mondo islamico, per i quali nella penisola araba esiste una convivenza pacifica di immigrati provenienti da tutto il mondo e di tutte le religioni avvalorata anche dal National Programme for Tolerance, dove  il governo degli Emirati Arabi usa il termine tolleranza indicato dall’Onu quale ‘’rispetto, accettazione e apprezzamento della ricchezza e della diversità delle culture del nostro mondo, delle nostre forme di espressione e dei nostri modi di esprimere la nostra qualità di esseri umani. È favorita dalla conoscenza, dall’apertura di spirito, dalla comunicazione e dalla libertà di pensiero, di coscienza e di fede. Tolleranza è armonia nella differenza’’. "The National" scrive che ‘’negli Emirati Arabi Uniti è diverso, il rispetto per gli altri è un elemento intrinseco della cultura islamica ed è una pietra miliare della politica del governo’’.


 
Le critiche sono state mosse anche per la partecipazione degli  Emirati alla coalizione guidata dall' Arabia Saudita in Jemen, in lotta con il movimento degli Houthi, ordisce attacchi anche contro i civili generando una crisi umanitaria senza precedenti. "Con grande preoccupazione seguo la crisi umanitaria nello Yemen. La popolazione è stremata dal lungo conflitto e moltissimi bambini soffrono la fame, ma non si riesce ad accedere ai depositi di alimenti. Il grido di questi bambini e dei loro genitori sale al cospetto di Dio",L’accorato messaggio di Papa Francesco durante l’angelus in piazza San Pietro, prima della partenza. "Faccio appello alle parti interessate e alla Comunità internazionale per favorire con urgenza l'osservanza degli accordi raggiunti, assicurare la distribuzione del cibo e lavorare per il bene della popolazione - ha concluso Francesco - Invito tutti a pregare per i fratelli dello Yemen".

La visita del Pontefice animata dal tema della Pace negli Emirati Arabi, potrà divenire la pietra miliare di un dialogo importante tra cristiani e musulmani e il miglioramento dei rapporti con l'islam, in particolare quello più "dialogante", guardando alle diversità religiose con maggiore comprensione reciproca.


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