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Si è conclusa Altaroma. In scena la moda e i giovani talenti

di Silvia Gambadoro


:: Cultura Arte Spettacolo

Lun 28 Gennaio 2019 - 08:50


Immagine Principale



Si sono spenti i riflettori  Su Altaroma,  la settimana della moda nella capitale che dal 24 al 27 gennaio  ha portato in scena molte novità, con un carnet fitto di impegni e appuntamenti da non perdere.Nuovo anche  l' Headquarter  della Manifestazione – il PratiBus district, 5000 metri quadrati oggetto di riqualificazione di un ex deposito Vittoria dell’Atac, nei pressi della città del Vaticano.   Altaroma sta puntando sempre di più alla ricerca e al sostegno di nuovi talenti emergenti senza perdere il legame con la tradizione artigianale del territorio.  Non a caso  ha inaugurato la rassegna la cerimonia di premiazione del progetto promosso dal parco Archeologico del Colosseo e da Altaroma,  dedicata alle accademie e alla scuola di moda italiane per la creazione di divise del personale tecnico e di vigilanza del Parco. Hanno vinto il concorso gli studenti dell’Istituto Modartech di Pontedera(Pisa) ex aequo con quelli della Nuova Accademia delle Belle Arti. «Credo che la moda, l’artigianato e il made in Italy siano chiavi fondamentali per il nostro sistema economico. Sono anni difficili, c’è anche una grandissima competizione, però Altaroma ha saputo consolidare la propria mission. Sostegno alle maison storiche, ma anche grande supporto ai giovani».  Lo ha detto il presidente di Altaroma Silvia Venturini Fendi, dopo aver presentato le due scuole di moda   vincitrici del concorso “Vesti il Parco archeologico del Colosseo”.

 

Tra i progetti più importanti dell’edizione c’è Showcase, una piattaforma pensata da AltaRoma in collaborazione con Ice per mettere in contatto i talenti emergenti con i buyer, in modo da costruire un dialogo “concreto” tra creativo e mercato. L’evento ha ospitato le collezioni di  60 giovani talenti. Tra loro: Tiziano Guardini, che realizza collezioni sostenibili e ha vinto il primo Green Carpet Award dedicato agli emergenti.

koefia


Nell’ambito della sezione FAshion hub, dedicata a scouting, formazione e promozione della creatività emergente, sono state presentate le creazioni delle Accademie di Costume e Moda; Koefia, con una collezione che guarda agli anni 70, Belle Arti di Roma, che ha portato in scena i modelli ispirati agli Hanbok gli abiti tradizionali della Corea, Accademia del Lusso e e la sfilata collettiva International Couture, promossa dall’Istituto Culturale Italo Libanese, , che ha portato in passerella le creazioni di 4 stilisti: Kartikeya (India) Thaher Baqer (Kuwait) Daniela Danesi (Italy) Tahani Al-Otaibi(Kuwait).

Abito da sposa “Elegance in Bloom” di Daniela Danesi

“Abayas Sunset” di Tahani Alotaibi

Edith Marcel

  EDITH MARCEL ha portato in passerella  una collezione che guarda al mondo active,  caratterizzata dagli elementi che rendono il brand sempre riconoscibile: dalle linee genderless   ai volti stampati, dall’uso di materiali in contrasto, come la  lycra e il fresco lana tenuti insieme da inserti di tessuto, da zip nastrate. Il rosso,il blu il bianco e nero sono le tinte dominanti dell’intera collezione.

Federica Tosi

Tessuti tecnici, seta e pellami pregiati hanno caratterizzato la collezione di  Federica Tosi, con una collezione dal piglio rock contemporaneo e vibes anni 80.La designer alterna tagli decisi ad ampi volumi, mantenendo le linee pulite e dall’appeal sofisticato.  Ad applaudire la designer romana  tanti vip e volti famosi da Claudia Pandolfi a Sarah Felberbaum, Matilde Gioli, Nicoletta Romanoff, Ilaria Spada, Tosca D’Aquino, Fabrizia Sacchi.

Rigore delle linee  e preziosità dei tessuti costituiscono le cifre distintive di Morfosis  di Alessandra Cappiello. Pantaloni a vita alta, long dress, completi giacca e pantaloni e maxi coat tendono all’oversize maschile, mentre la morbidezza del mohair, le piume, la luminosità del lurex sintetizzano in chiave contemporanea un moderno concetto di romanticismo e femminilità.

Morfosis

Le creazioni di Giada Curti hanno invece portato in passerella una dimensione di favola e sogno, dove i confini tra memoria e realtà diventano tenui e la bellezza della creazione vive in uno spazio temporale, intimo e interiore. Trionfano cosi’ colori sontuosi dalla vibrazione intensa, dalle  luminosità oniriche e rinascimentali.

 

Sabrina Persechino

Contaminazioni proprie del design per l’architetto Sabrina Persechino, che sabato sera ha presentato una collezione tutta all’insegna della geometria, dell’essenzialità  e della femminilità. Sui modelli rigorosi degli abiti, i tagli, le pieghe e le pelli hanno creato movimenti ed evoluzioni dando vita a fluidità e dinamismo.   
Meravigliosi i tessuti preziosi e le sete fluttuanti, mentre la palette dei colori è tutta giocata sui toni neutri: dall’ olivite al bianco, dal nude al rosa, al nero. 
Immancabili i capispalla e le tute, oltre che abiti da cocktail e da grande soirée. Outfit   lineari e geometrici ma di estrema eleganza, sensualità e classe.

 

 

La sposa di Nino Lettieri

Ha sfilato domenica pomeriggio  nella meravigliosa cornice barocca di Palazzo Brancaccio la collezione di Nino Lettieri, nel più classico stile haute couture, con splendide creazioni realizzate in organza, taffetà, satin, mikado e chiffon che si alternano sia nelle stampe  disegnate dallo stilista, che nelle tinte unite.  Protagonisti grandi fiocchi ricamati con cristalli e paillettes che spuntano sulle giacche di taffetà e mikado, sugli abiti di rete trasparenti e sulle camicie arricchite da leggere e soffici piume di struzzo.   Sorprendenti i colori : dal classico black and white  e nero per gli abiti da sera dalle linee fluttuanti al giallo, al fucsia, glicine, blu e rosa per i tailleurs dal taglio sartoriale e iperfemminili.  Per la sposa firmata Lettieri un  trionfo di paillettes e piume  sull’abito leggero  dalla linea a trapezio.

«Upcycling», l’arte di rielaborare, ricreare abiti e accessori per rivestirli di nuova luce e bellezza è il titolo della nuova collezione  firmata da Guillermo Mariotto, che ha sfilato domenica sera  negli spazi del Macro Asilo con una collezione che si ispira a Venezia e alle tante donne forti, libere,che l’hanno amata: Coco Chanel, Peggy Guggenheim, che abitò Palazzo Venier dei Leoni, la marchesa Casati, Elsa Maxwell e Anna Piaggi. Tante le contaminazioni, in un melting pot di culture e influenze diverse, rielaborate in chiave couture. “Per questa collezione – ha sottolineato Mariotto – ho voluto accanto mia sorella Gina Mariotto, pittrice affermata in tutto il mondo. Le sue tele, partendo dal dipinto Religion, si materializzano nei tulle, diventando quadri da indossare”.

Gattinoni

 

 

Nella foto grande:  la performance - evento "Vertigo", di Sylvio Giardina

Ph. credits: Attaroma


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