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Cesare Battisti arriva in Italia dopo 37 anni di latitanza. Trasferito al carcere di Oristano

L'ex terrorista è stato arrestato a Santa Cruz in Bolivia, camuffato con barba e baffi e in possesso di documenti falsi

di Redazione


:: Attualità

Mar 15 Gennaio 2019 - 00:07


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Cesare Battisti dopo l’arrivo a Ciampino con un volo partito ieri dalla Bolivia è stato traferito al carcere di Oristano dove sconterà la pena dell’ergastolo. L’ex terrorista in possesso di documenti falsi è stato catturato a santa Cruz in Bolivia dopo un intenso lavoro di pedinamente e l'uso di strumenti di alta tecnologia, mentre passeggiava camuffato con barba e baffi.

Battistilatitante da molti  in Brasile, il 13 gennaio 2019 è stato arrestato  in Bolivia dall’Interpool in un blitz con agenti italiani: il presidente brasiliano Bolsonaro ha fatto subito sapere che Battisti sarebbe stato estradato in Italia. L’ex terrorista italiano era ricercato da metà dicembre, quando aveva fatto perdere le sue tracce dicembre sulla costa di San Paolo, dove risiedeva, dopo che un giudice federale brasiliano aveva emesso un ordine di cattura nei suoi confronti.

 L'ex terrorista dei Pac, oggi è rientrato in Italia dal Sudamerica dopo 37 anni di latitanza. Sceso dall’aereo senza manette con un sorriso di sfida in jeans e giubbotto marrone, è stato consegnato agli agenti del Gom (gruppo operativo mobile della Polizia penitenziaria) che lo hanno trasferito in Sardegna. 

Il trattamento carcerario che, a quanto si apprende, sarà riservato a Cesare Battisti sarà l’isolamento in cella per 6 mesi e 6 mesi di isolamento diurno. 

Ad attendere il suo arrivo all'aeroporto di Ciampino il ministro dell’Interno Salvini e il Guargasigilli Bonafede. "Sconterà l'ergastolo", assicura il ministro della Giustizia.

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Cesare Battisti è nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre 1954 da una  famiglia operaia e contadina. Adolescente milita  per un periodo nel Partito comunista italiano. Non consegue la maturità classica,  viene arrestato  dopo una rapina a Frascati (Roma) per la prima volta a 18 anni. In seguito  si avvicina al gruppo eversivo Proletari Armati per il Comunismo (Pac) e commette vari reati tra cui numerose rapine. Arrestato nel 1981 evade dal penitenziario di Frosinone e si rifugia in Francia.

Nel 1985 arriva la condanna all’ergastolo per  omicidio plurimo e per i reati di banda armata, negli tra il 1978 e il 1979. La sentenza  emessa in contumacia  è stata confermata  in appello e in Cassazione.  Battisti dalla Francia dove trova riparo si dichiara innocente per i reati di omicidio.  Rimane a Parigi per qualche anno poi si rifugia a metà degli anni ottanta in Messico dove vive con la moglie Laurence e le figlie. Poi nel ’90 torna  in territorio francese mantenendosi traducendo romanzi noir e beneficiando della dottrina Mitterand  che offriva ospitalità ai ricercati della giustizia italiana negli anni di piombo, in cambio della rinuncia alla violenza.

Poco tempo dopo viene però arrestato a seguito di una richiesta di estradizione del governo italiano. Nell’aprile del 1991, dopo quattro mesi di detenzione, la Chambre d'accusation di Parigi lo dichiara non estradabile: Battisti torna libero

La legge sulla dottrina Mitterand rimane in vigore fino al 2004 quando il Consiglio di Stato francese conferma l’estradizione di Cesare Battisti che è costretto a fuggire in Brasile  dove dopo un arresto  nel 2007, ottiene asilo in seguito alla richiesta del  leader dei Pac allo Stato brasiliano che chiede ed ottiene 13 gennaio 2009 lo status di rifugiato politico. 

La decisione era stata motivata dal  ministro della giustizia Tarso Genro per  “fondato timore di persecuzione del Battisti per le sue idee politiche”  ed irregolarità del procedimento giudiziario nei suoi confronti.

Il 9 giugno 2011 il Supremo Tribunal Federal brasiliano  vota la sua liberazione confermando  la decisione del presidente Lula di non estradare Cesare Battisti .

Il  3 marzo 2015 la Giustizia federale brasiliana decide di annullare l'atto del Governo federale che consentiva la permanenza nel Paese sudamericano di Cesare Battisti. Battisti viene arrestato il 12 marzo ma scarcerato dopo 7 ore al termine dell'esame del ricorso avanzato dal proprio legale.

L’Italia a fine settembre approfittando del cambio di presidenza del Brasile torna alla carica  chiedendo la revisione della  decisione di Lula.  Il capo di Stato brasiliano, Michel Temer, si esprime a favore dell'estradizione e Battisti presenta ricorso al Tribunale Supremo nell'eventualità di una decisione sfavorevole per lui. Il 4 ottobre Battisti viene arrestato mentre tenta di fuggire in Bolivia con 25 mila dollari in valuta estero e viene scarcerato 3 giorni dopo, con l'obbligo di firma e il divieto di lasciare il distretto di Cananeia, dove era avvenuto l'arresto e  imponendo ll sequestro del passaporto per lui e la moglie Joice Lima, sposata nel 2015. Le misure sono  state prese dopo la scoperta di un indirizzo falso fornito da  Battisti per ottenere i certificati necessari alle nozze in Brasile, commettendo un falso ideologico.

Il 25 aprile 2018 le misure cautelari vengono revocate dal Tribunale Supremo. Battisti è di nuovo un uomo libero.

Ma la libertà  riconquistata  diventa bersaglio delle primissime attività del neo-presidente del Brasile Jair Bolsonaro che decide per l’estradizione di Battisti. Il 14 dicembre 2018 un giudice federale del Brasile ordina l’arresto di  Cesare Battisti per “evitare il pericolo di fuga in vista di un’eventuale estradizione”.

Il 13 gennaio 2019 Cesare Battisti  viene catturato in seguito ad un blitz dell’Interpool, a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia. Nelle ore successive consegnato alle autorità italiane per l’estradizione.


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