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Pensioni, Contro lo scippo del governo Conte. Dirigenti in protesta a Milano

Al termine l'assemblea ha approvato una mozione ( IN ALLEGATO) per ottenere dal Governo un tavolo di confronto da cui, "fuori da contesti ideologici, emergano proposte concrete per interventi sul welfare, sull'occupazione e sulla crescita economica, senza penalizzare intere categorie sociali, ma attraverso il più equo ricorso alla fiscalità generale"


:: Politica

Sab 15 Dicembre 2018 - 20:30


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Milano, 14 dic. 2018  -  Assemblea milanese affollatissima dei delegati di 850mila dirigenti pubblici e privati contro lo "SCIPPO" del Gabinetto Conti agli assegni. Al termine l'assemblea ha approvato una mozione ( IN ALLEGATO) per ottenere dal Governo un tavolo di confronto da cui, "fuori da contesti ideologici, emergano proposte concrete per interventi sul welfare, sull'occupazione e sulla crescita economica, senza penalizzare intere categorie sociali, ma attraverso il più equo ricorso alla fiscalità generale"."Vogliamo dare un segnale forte al Paese, alla politica, ai partiti al Governo", ha proseguito il presidente di Cida Giorgio Ambrogioni. "DICIAMO BASTA ALL'ENNESIMO CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ che si vorrebbe imporre alle pensioni di importo superiore ai 90mila euro lordi annui. Sarebbe il terzo in pochi anni che, sommandosi ai vari blocchi della perequazione, HA IMPOVERITO DEL 20% LE NOSTRE PENSIONI. E' un provvedimento ingiusto e dettato dal rancore e dall'invidia sociale".

"Oggi è l'inizio della protesta contro l'incompetenza che sta al Governo, che si manifesta con uno 'scippo' sulle pensioni di importo medio-alto, attraverso un emendamento alla legge di bilancio": lo ha detto Giorgio Ambrogioni, presidente di Cida, la confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, aprendo i lavori del convegno "Non c'è equità senza merito", a Milano, che ha visto unite, per la prima volta, tutte le associazioni più rappresentative della dirigenza, pubblica e privata: Confedir, Forum dei pensionati, Assdiplar, magistrati ed avvocati dello Stato, diplomatici, militari, medici. Al termine l'assemblea ha approvato una mozione per ottenere dal Governo un tavolo di confronto da cui, "fuori da contesti ideologici, emergano proposte concrete per interventi sul welfare, sull'occupazione e sulla crescita economica, senza penalizzare intere categorie sociali, ma attraverso il più equo ricorso alla fiscalità generale".

"Vogliamo dare un segnale forte al Paese, alla politica, ai partiti al Governo", ha proseguito il presidente di Cida. "Diciamo basta all'ennesimo contributo di solidarietà che si vorrebbe imporre alle pensioni di importo superiore ai 90mila euro lordi annui. Sarebbe il terzo in pochi anni che, sommandosi ai vari blocchi della perequazione, ha impoverito del 20% le nostre pensioni. E' un provvedimento ingiusto e dettato dal rancore e dall'invidia sociale contro il quale ci opporremo in tutte le sedi istituzionali e giurisdizionali, compresa la Corte Costituzionale. In questa sala oltre mille delegati rappresentano i nostri 850mila associati che chiedono e pretendono di essere ascoltati: sono una parte importante dalla classe dirigente di questo Paese, hanno le idee e la competenza per contribuire a superare la crisi economica e sociale che stiamo attraversando. Vogliamo confrontarci con il Governo che, finora, è rimasto sordo ad ogni nostro appello", ha concluso Ambrogioni.

 

Nella mozione si punta a realizzare "la solidarietà attraverso l'utilizzo della leva fiscale, ad attuare celermente ed efficacemente una netta separazione tra previdenza ed assistenza, ad evitare l'approvazione di provvedimenti iniqui, dai forti profili di incostituzionalità e privi di visione sul futuro". L’obiettivo del tavolo, ha continuato Ambrogioni, è “realizzare la vera solidarietà attraverso l’utilizzo della leva fiscale e attuare celermente una netta separazione fra previdenza e assistenza”. Il presidente di Cida ha ribadito il “no a forme di assistenzialismo” e ha sottolineato. che lo Stato finora “si è dimostrato incapace di intaccare l’enorme massa di evasione fiscale e contributiva che zavorra i conti pubblici. E oggi non si parla più di contrasto all’evasione fiscale, forse perché è più facile scovare i pensionati, i cui redditi sono negli elenchi dell’anagrafe tributaria e che hanno fatto i loro doveri di contribuenti”. A margine dell’assemblea Ambrogioni ha spiegato che “le pensioni non devono essere toccate, soprattutto i contributi regolarmente versati per tutta una vita di lavoro. Quello che chiediamo è che la solidarietà si realizzi attraverso la leva fiscale, la mutualità fiscale. Questo è il passaggio obbligato: serve un contrasto forte all’evasione fiscale e all’elusione fiscale, temi di cui non si parla più”. Per aiutare le nuove generazioni, ha continuato Ambrogioni, occorre “destinare riforme importanti a scuola, ricerca, ambiente, infrastrutture materiali e immateriali, perché il futuro del nostro Paese è nei nostri giovani. Sono risorse importantissime e le dobbiamo coltivare e dobbiamo tutelare”.

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LA MOZIONE APPROVATA DALL'ASSEMBLEA MILANESE 

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Fonte :Il Notiziario (in 15 capitoli), curato da Franco Abruzzo/portavoce del MIL

https://www.francoabruzzo.it


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Registrazione Tribunale di Messina Registro Stampa n.7 del 20 Maggio 2014
Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


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